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martedì 2 marzo 2010

febbraio movimentato


Dopo una lunga assenza ritorno tra le righe del blog per esternare alcune considerazioni sui fatti degli ultimi tempi. Tempi duri, non solo per i fatti di razzismo un pò perpetuati in tutta Italia e non solo: dai fatti di Rosarno, ai vari omicidi o pestaggi ai danni di ragazzi figli di immigrati e cittadini italiani soprattutto al nord Italia. Tuttavia IERI lo sciopero nazionale degli immigrati in varie città di Italia ha visto una partecipazione numerosa anche di molti cittadini italiani. Questo lascia ben sperare che il popolo italiano in fondo sia sensibile ed aperto all'integrazione e mette in evidenza come sia la politica dell'integrazione a mancare di basi solide!
Conosco tantissimi ragazzi che vivono in Italia da più di 10 anni, che non hanno mai chiesto la cittadinanza perchè magari sperano di tornare al proprio paese e ora si trovano in seria difficoltà per l'inasprimento delle pratiche burocratiche per ottenere la cittadinanza.
Io ho ancora la residenza in Calabria e ogni anno devo fare il rinnovo della tessera sanitaria temporanea finchè ovviamente non decido di trasferire la mia residenza a Firenze. E' una vera scocciatura, perchè si aggiunge un'altra scadenza importante tra quelle che quotidianamente devo affrontare, ma nonostante ciò non ho mai preso in considerazione la possibilità di far domanda per il cambio della residenza. So che per i vari cavilli burocratici mi converrebbe chiedere il cambio di residenza, tuttavia rinunciare a questo mio ultimo legame legale con la mia terra d'origine mi crea un pò di disagio.
So che è un'assurdità, in fondo si tratta solo di carte, difficile da spiegare, ma capisco benissimo questi ragazzi immigrati che aspettano tanto prima di chiedere la cittadinanza. E' una questione psicologica, inconscia, di rivendicazione culturale. Non so secondo voi dico delle assurdità?


Tanto per rinforzare un pò il mio orgoglio calabro riporto il video di una testimonianza sulla vera storia dell'unità d'Italia di cui sicuramente il principe Emanuele Filiberto, o ignora o deliberatamente disconosce: (clicca sul titolo per vedere il video)
la vera storia dell'unità d'Italia

Navigando sul web ho trovato questa notizia sconcertante:

Sono ormai ufficialmente soppressi a partire da oggi i treni ICN 761/768 "Scilla" Reggio-Torino e vv(sia via Mileto che via Roccella), ICN 751/752 "Tommaso Campanella" Reggio-Milano e vv (via Mileto e via Roccella), l'Espresso 823-834 "Freccia del Sud" Agrigento-Milano e vv (rimane limitato a Roma), e l'Espresso 1940/1941 "Treno del Sole" Siracusa/Palermo-Torino e vv. Tutti questi treni verranno vergognosamente sostitutiti da un unico nuovo Espresso solo letti e cuccette Siracusa/Palermo-Torino PN e ritorno, numerato 1943/1944, che in Calabria riprende la traccia dell'ICN 761/768.In risposta alle scellerate decisioni di Trenitalia e del Governo, sono state indette dai sindacati calabresi FILT-FIT-UGL-ORSA-FASTFERROVIE due manifestazioni di protesta per dire NO ai tagli ed agli infiniti disservizi che aumentano di anno in anno.
La prima si svolgerà domani 2 marzo a Locri di fronte al palazzo di città, ed avrà inizio alle 10:30. La seconda si svolgerà il 6 marzo, sempre alle 10:30, di fronte la stazione di Reggio Calabria Centrale. Entrambe le manifestazioni sono aperte al pubblico, quindi consigliamo ai lettori di Ferrovie in Calabria ed alle loro famiglie di unirsi alla protesta!Per maggiori informazioni raccomandiamo la lettura del manifestino qui sotto, e di visitare il sito del sindacato FastFerrovie http://www.fastferrovie.it/home.php?scelta_LF=Calabria
fonte
Se siete nei paraggi vi invito a partecipare perchè è intollerabile che le FerrovieItaliane continuino a risparmiare ai danni del Sud per potersi permettere i lavori dell'Alta Velocità, che tra l'altro non funziona un granchè. Ho viaggiato nella tratta Milano-Roma con l'AV e oltrechè essere quasi obbligatorio, essendo stati soppressi moltissimi IC ed ES, a costi eccessivi, spesso non rispetta gli orari, in più il rimborso al 50% del biglietto avviene se si supera i 60 min. di ritardo! Un servizio d'elite che scade nella solita organizzazione improvvisata!
Siamo in tempi di elezioni amministrative, in molte regioni si sono mobilitate liste di candidati a sindaco e per il rinnovo della giunta comunale. Anche in Calabria.
Se state pensando di riconfermare la giunta Loiero vi prego di dare prima un'occhiata al loro operato.
Sul sito della Regione Calabria è possibile trovare in formato pdf il libro "Le cose fatte", cliccando sul titolo sarete direttamente collegati all'indice del libro che è interamente scaricabile. Ne ho dato un occhiata molto veloce ed essendo stato redatto dallo stesso governo in carica ovviamente ne vengono tessute le lodi .
Tuttavia vi invito a verificare se tra le attività svolte ne riconoscete qualcuna vicina alla vostra realtà e se effettivamente vi è corrispondenza.

Per quanto riguarda Vibo Valentia cliccando sul link trovate i nomi dei ben 610 candidati alla poltrona. Non vi sembrano un pò troppi?
Un pensiero di solidarietà mi va alle vittime ed ai superstiti del terremoto di Haiti e del Cile.
La loro tragedia è anche la nostra, auguro loro di trovare la forza di combattere contro la disperazione e poter trovare una speranza di vita e felicità nonostante il disastro subito.
Un augurio che viene da un'alluvionata che plaude al coraggio degli aquilani dimostrato nei giorni scorsi nel dimostrare la voglia e la volontà di riprendersi la loro città.
BRAVI!

venerdì 22 gennaio 2010

Rosarno due settimane dopo

La morsa del gelo continua a farsi sentire. E' un inverno lungo questo. Un inverno duro e faticoso a volte.
Ho deliberatamente evitato in questi giorni di scrivere riguardo agli accadimenti tristi che hanno interessato la Calabria. Volevo capire, informarmi e farmi un'idea del perchè certe cose siano successe. Sto parlando di Rosarno, di una cittadina come tante in Calabria che ospita da sempre i nostri "cugini" come sin da piccola sono abituata a chiamarli.
Perchè loro, i cugini, in Calabria ci sono da sempre, e sono sempre stati trattati con umanità.
Essendo cresciuta in una cittadina di mare, il mio ricordo è legato alla spiaggia, al loro pellegrinaggio sotto il sole cocente, con un carico sovradimensionato di mercanzia colorata, su e giù per la spiaggia, sempre rispettosi e attenti.
Un calabrese non avrebbe mai picchiato un africano, proprio per la condizione di familiarità che i calabresi condividono con l'emigrazione.
Dopo i fatti di Rosarno mi sono più volte chiesta dove fosse finito questo sentimento.
Finchè c'è stato rispetto reciproco i due popoli sono andati di comune accordo. Il rispetto è venuto a mancare è evidente.
Dalla trasmissione di Santoro AnnoZero è venuto fuori il malcontento degli agricoltori calabresi nei confronti dell'economia agricola italiana che non valorizza i prodotti locali mantenendone dei prezzi bassissimi che li costringono ad assumere in nero i lavoratori stagionali. Dal canto loro i lavoratori stagionali si sono ritrovati, oltre alla paga di 25 euro al giorno, non sempre corrisposta, anche nelle condizioni di vivere in tuguri e baracche in condizioni igieniche disastrose.
Quando vivevo a Milano ho fatto amicizia con molti senegalesi che vendevano la loro roba al mercato di Senigallia (dove ho comprato il mio primo jimbè) e alcuni di loro avevano cominciato a lavorare proprio in Calabria. Nessuno mi ha mai parlato di maltrattamenti, anzi il loro ricordo è sempre stato positivo. Per questo non riconosco più la mia gente.
Cosa è successo?
D'alto canto un articolo di qualche giorno fa, e scusate la mancanza di fonte ma ho dimenticato di registrarla, accusava gli agricoltori calabresi di sfruttare la nuova norma europea che elargisce i finanziamenti all'agricoltura solo se dimostri di avere un coltivo e non in base alla produzione. Se ciò fosse vero la 'ndrangheta avrebbe trovato il modo di fare soldi facili e gli immigrati non essendo più utili sarebbero stati presi in giro, con la loro conseguente rivolta che nel caos generale ha coinvolto anche gli abitanti che sono sicura non sono diventati xenofobi da un giorno all'altro!
Allora, invece di trattare questi poveri e sfortunati ragazzi mandandoli via come delinquenti fossero andati davvero alla radice del problema...
Quello che voglio insinuare è solo un ragionevole dubbio.

La morsa del gelo continua











venerdì 19 dicembre 2008

Vibo città aperta

Ecco una notizia che mi regala un sorriso e una punta di orgoglio.
La mia città è stata inclusa nel programma di sostegno per le donne immigrate...un esempio di pratica civile e di integrazione razziale.
Nella mia città e nella provincia vivono tantissime immigrate, donne sole che si adattano e che accettano di fare anche i lavori più duri. Donne anche molto simpatiche e socievoli.
Penso che se lo meritino un aiuto.


Riporto parte dell'articolo dove ho letto la notizia.
Per leggere tutto clicca qui


VIBO VALENTIA. La provincia vibonese entra a pieno titolo in un progetto ministeriale per l’inclusione sociale e lavorativa delle donne immigrate, denominato Podi (Percorsi opportunità donne immigrate). Finanziato dal Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati e realizzato dalla Fondazione risorsa donna e dall’associazione onlus Cras, il progetto ha una durata di 18 mesi ed è finalizzato a prevenire e contrastare i fenomeni di emarginazione sociale, di sfruttamento e di discriminazione ai danni delle donne extracomunitarie, promuovendo l’inserimento occupazionale in forma autonoma o associata. Da sottolineare che destinatari del progetto sono soltanto la Regione Lazio e la Provincia di Vibo Valentia....

lunedì 13 ottobre 2008

tutti in Calabria nel 2010

ciao a tutti voi miei cari.
Stamattina ho ricevuto una interessantissima segnalazione dal mio amico effeci, sempre attento alle tematiche che coinvolgono la nostra amata regione.
Voglio farvi partecipi perchè mi sembra una simpatica iniziativa.
Si tratta di un progetto di incontro fissato per il 2010 che prevede un ritorno sostanzioso della moltitudine di emigranti calabresi sparsi per il mondo. Il sito che organizza questo evento è appena stato pubblicato e sta ancora strutturandosi in base alle varie segnalazioni che chiunque può apporvi.
La cosa simpatica è che l'evento vuole svilupparsi sulla base della RISCOPERTA del luogo di origine, organizzando visite, mostre, incontri e feste apposite per accogliere l'emigrante a casa sua. Per questo ho deciso di diffondere l'iniziativa ed invito tutti voi a farlo, perchè se dovesse funzionare diverrebbe uno degli eventi principe delle nostre estati e chissà che qualche emigrante non decida di tornare definitivamente a casa....
il sito si chiama
calabria2010 (clicca sopra per aprire la pagina)

martedì 15 maggio 2007

UNA STORIA VERA

"Ciao,

domenica sono stato a Roma, dove ho incontrato un mio carissimo amico, Ing. Nicola Grillo, fondatore della Geva edizioni.

Mi ha regalato un libro” perché fuggire dalla calabria”ò.

Il libro è il racconto di una storia vera, di uno dei tanti figli della calabria, costretti a fuggire al nord, perché non ubbidiente alle leggi del territorio.

Il libro è unico nel suo genere, un libro VERO, frutto di una storia realmente accaduta, forte nei contenuti da voce alle vicende che si nascondono dietro la politica Vibonese e delle mazzette chieste come ringraziamento dei lavori concessi.

Può essere richiesto, direttamente alla geva edizioni, visitando il sito:

gevaedizioni

oppure ai seguenti recapiti:

GEVA EDIZIONI

Sede: Via dei Lincei, 54 - 00146 Roma
Tel/Fax: 065127106 - 065127140 - 0651430420
E-mail: info@gevaedizioni.it



Con affetto,
Attila



Per curiosità ho letto un capitolo del libro sul sito..
ne riporto una piccola parte


Semplice ingenuità o strafottenza?
Un ponte sullo stretto per unire Calabria e Sicilia?
Davvero qualcuno pensa che queste due terre non for-
mino già un corpo unico? Ma guardatele: sornione,
ossequiose e deferenti, esse da sempre si scrutano a di-
stanza ravvicinata, si osservano, si studiano sfacciate e
pudiche; da millenni esse si emulano, specchio l’una
dell’altra. Non c’è ingenuità che non nasconda malizia
in Calabria, non ce n’è in Sicilia; un’arma quanto mai
raffinata ed affilata: la sfrontatezza camuffata da inno-
cenza, un unico antagonista degno, l’ironia. E di ironia
brillavano gli occhi di un amico ingegnere mentre mi
raccontava la quotidiana angelica impertinenza di un
suo conterraneo.
Erano i primissimi anni della sua professione, viveva e
lavorava in un piccolo paese in provincia di Messina,
girava a piedi, incontrava sempre le stesse persone,
molto spesso un signore, niente più che un conoscente,
il quale ad ogni incontro si inchinava ossequioso e gli
rivolgeva sempre lo stesso saluto: “Buon giorno signor
geometro, come sta?”. Sempre lo stesso saluto, sempre lo
stesso appellativo: “signor geometro”. Divertito da
tanta deferenza ma insieme persuaso a mettere fine ad
una formalità eccessiva quanto inesatta, un giorno il
mio amico si permise di replicare: “Caro amico mio, io
mi chiamo Luigi. Usi pure il mio nome, io lo preferi-
sco. Se però lei insiste nel volersi rivolgere a me usan-
do il titolo professionale forse è meglio che le precisi
che sono ingegnere”. Pronta e disarmante la risposta,
il suo sguardo fisso nel mio: “Non si preoccupasse Lei
perché lei è bravo e prima o poi geometro ci diventerà”!

-Non tornare mai più, non pensare mai a noi.
Non ti voltare, non scrivere.
non ti far fottere dalla nostalgia.
Dimenticaci tutti. -( da Piccolo Cinema Paradiso)