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venerdì 26 novembre 2010

una casa nel verde


Sarà perchè siamo entrati nel periodo natalizio ma a me questa cosa dell'immaginazione mi sta proprio prendendo alla grande!
Oggi mentre venivo in auto al lavoro, avevo in mente l'immagine di un bel casolare in pietra in aperta campagna, circondato da ulivi, magari anche un pò malmesso, così da poterlo ristrutturare come piace a me. Certo se trovassi una casa così sarei la donna e la mamma più felice del mondo.
L'idea che il mio piccolo possa crescere a contatto diretto con la natura mi entusiasma.
Non avrebbe bisogno di stare incollato davanti alla tivù per fare le sue scoperte. Potrebbe giocare all'aperto quando vuole, costruire la sua casa sull'albero, andare in cerca dei rametti più strani e curare un piccolo orticello insieme alla sua mamma.

Tra un mesetto inizierò lo svezzamento, anche perchè il folletto gradisce molto nuovi sapori. A tal proposito sto riflettendo molto sull'importanza di una corretta alimentazione, non tanto basata su rigidi schemi nutrizionali, quanto sulla qualità degli alimenti, che oggi, al supermercato non sempre è garantita.

Si, mi piacerebbe proprio andare con lui nell'orticello e scegliere gli ortaggi che accompagneranno i nostri piatti del giorno e poi sbizzarrirci in cucina. in cucine come questa

giovedì 4 novembre 2010

Novembre è l'autunno

Adoro i colori dell'autunno, le foglie che si riversano numerose sulle strade che da grigie diventano gialle e rosse o quelle macchie di rosso vivo nella vegetazione verde mi fanno vibrare i sensi. E' una stagione meravigliosa l'autunno.
Quest'anno si è caricata anche di un pò di malinconia per la perdita di uno zio e di un carissimo amico, per questo quest'anno ho voluto festeggiare halloween e il giorno dei morti a modo mio, fondendoli insieme.
Una vicina mi ha chiesto se poteva passare da me la sera del 31 ottobre con i bambini per il giro dello "giochetto o scherzetto"ed ovviamente ho accettato, anche se non è una festa italiana ed anche se non credo che i bambini la interpretino nel giusto modo. Comunque l'idea di coccolare un pò di bambini non mi dispiaceva, allora ho preparato per loro, oltre che la classica zucca per fare un pò di scena, un bel cestino con croccantini e cioccolatini e un pò di mummiette al forno fatte con la pasta di pizza e i wurstel (e più che essere apprezzati dai bimbi, quest'ultimi sono piaciuti tantissimo ad Andrea)

E' stata la mia prima volta. Non avevo mai festeggiato Halloween, perchè qui non è una festa molto sentita, diciamo la verità, è stata importata esclusivamente per una questione di marketing. Ma il vero senso qualcuno lo sa qual'è?
Interessante la descrizione che ne da Wikipedia, secondo il qual la parola halloween deriverebbe da all hallows eve e cioè Vigilia di Tutti i Santi, rito pagano onorato soprattutto nelle zone del nord europa e negli USA, è la notte in cui il mondo dei vivi e quello dei morti si incontrano e per così dire fanno la pace :)
Con il Cristianesimo questa festa lasciò il posto alla Commemorazione appunto di tutti i santi e il giorno seguente di tutti i defunti (come di consueto ha sempre fatto la Chiesa per cercare di dominare il paganesimo).
Siccome per me quest'anno aveva un particolare significato, avendo perso uno zio ed un carissimo amico, ho voluto onorare questa festa sia il 31 ottobre che il 1 novembre, sia in senso cristiano che in senso pagano. Almeno spero che in qualche modo le mie preghiere siano arrivate a chi di dovere.
Nel frattempo essendo l'autunno ricco di frutti, mi sono dilettata nel preparare questa buonissima torta con farina di castagne e cacao amaro. Una vera delizia! sparita in meno di tre giorni!
E poi le novità non finiscono qui, presto diventerò zia di una bimba...eh già dopo la maternità non c'è niente di più piacevole dell'arrivo di una nipotina. Così mi sono impegnataper cercare di far qualcosa per accogliere la piccolina e questo è il risultato:
non male vero?
dulcis in fundo visto che parlo spesso di esperienze culinarie, ho preparato una bambola di pezza per il fratello chef di una mia amica, con tanto di cappello (e vi assicuro che farlo in miniatura è tutt'altro che facile!)

BUON AUTUNNO A TUTTI VOI

mercoledì 23 giugno 2010

lo zucchero


Oggi voglio parlarvi dello zucchero. Perchè? perchè io sono una mangiona di dolci, soprattutto quelli a base di cioccolata. Quando ero piccola facevo man bassa di biscotti pan di stelle, e merende di dubbia salubrità, come mars, twix e altri troiai di cui non ricordo neanche il nome. E non era la mia mamma a darmi queste merendine (che io mi ricordi a merenda ci dava pane olio e sale, che tra l'altro mi piaceva parecchio). Io le vedevo in tivù, rubavo gli spicciolini di mio padre (che quando se ne accorse furono guai) e correvo al tabaccaio a soddisfare la mia curiosità.
Purtroppo questa passione per le leccornie superflue non è mai svanita, e all'età di 35 anni sono ancora affascinata dal sapore di questi prodotti. Si forse un pò meno, ma comunque qualsiasi dolce (e in particolare quelli casalinghi) hanno la mia benedizione.


Ora, all'ottavo mese di gravidanza scopro di soffrire di ipoglicemia. Il medico mi vieta tutti i dolci, anche la frutta! ed io sbigottita (ma come con gli zuccheri bassi dovrei mangiarne di più no?) resisto a dieta per una settimana poi ricomincio con la mia dipendenza. Perchè si, diciamocelo, come tutti i vizi, si tratta di una vera dipendenza psicologica, e per liberarsene bisogna convincersi, documentarsi, ed essere consapevoli sulla strada corretta da prendere. Insomma rifaccio le analisi e la glicemia risulta sempre ai minimi storici. Stavolta ramanzina del ginecologo, consulenza della dietista con altra ramanzina (ma qui comincio a capire cosa vuol dire ipoglicemia) e decisione per il bene del bambino in primis ma anche mia di eliminare tutti i cosidetti zuccheri semplici e gli alimenti che li contengono (dunque anche i prodotti dolciari). Almeno la frutta la posso mangiare però, accompagnata da un altro alimento.



Nel frattempo mi sono documentata sull'argomento. Ho letto un mini libro sul diabete e sulla ipoglicemia e ho scoperto la causa di questo disordine. Sebbene questo libro consigli, secondo il metodo Naturista, di curare questa malattia con il digiuno controllato, per me in questo momento non è il metodo più indicato. Allora sto seguendo diligentemente i consigli della dietologa, che tra l'altro è stata di una umanità e comprensione generosa.
E devo dire che quella famosa voglia di dolce (che altro non era che pericoloso calo di zuccheri nel sangue) che prima mi prendeva come una smania e mi faceva far strage dei dolci più pericolosi, ora è sparita. Certo quando vedo un bel tiramisù fatto in casa, o un gelato (che in estate davvero come si fa a rinunciarvi), faccio fatica a controllarmi, e a non piangere internamente, ma finora ce l'ho fatta. In fondo si tratta di resistere ancora qualche settimana...

Anche se con la fine della gravidanza non voglio dimenticare quello che ho imparato finora sugli zuccheri. A tal proposito vi rimando alcuni link, che se siete interessati, possono esservi utili a capire l'importanza di una corretta alimentazione per la salute.
ipoglicemia (wikipedia)
strie (i danni dello zucchero semplice)
libro soluzione per il diabete e l'ipoglicemia

mercoledì 19 novembre 2008

Crespelle di castagne

Una dose di dolcezza per affrontare meglio i primi freddi dell'autunno:



Ingredienti
farina di frumento 130 g
farina di castagne 70 g
zucchero semolato
confettura di arancia
confettura di lamponi
burro
zucchero a velo
acqua minerale gassata
sale

*le dosi sono per 12 persone

Preparazione
Setacciate e mescolate le due farine e mettetele in una ciotola con un cucchiaino di zucchero e un pizzico di sale. Unite un pò alla volta le farine con tanta acqua gassata quanta ne serve per ottenere una pastella morbida.
Prendete una padellina antiaderente e ungetela con un velo di burro e lasciatela scaldare. Versate nella padella un mestolo e ottenete una crespella. Ripetete l'operazione per ottenere 12 crespelle. Sistematele su un piatto da portata, cospargetele di zucchero a velo e servitele calde mettendo accanto un po’ di confettura di arancia e lamponi.
Buon appetito!

martedì 4 novembre 2008

PANE DI CASTAGNE E AMBIENTE

 
visto che l'autunno si è deciso ad arrivare mi sembra una buona idea celebrarlo con il suo ingrediente d'eccellenza: la castagna.
Qui a Firenze se ne trovano poche, ma le farine abbondano (perchè sono quelle dell'anno scorso) perciò lanciamoci in questa gustosa ricetta per un pane diverso dal solito e carico del sapore autunnale.





Tempo di preparazione: 30'
Livello di difficoltà: 3

Ingredienti
1/2 kg.. di farina di grano duro
500 gr. di farina di castagne
35 g. di lievito di birra
sale
acqua quanto basta

Preparazione
Mescolate le due farine, prendetene 250 gr. ed impastatele con il lievito sciolto nell'acqua tiepida, formando un panetto morbido.
Mettetelo a lievitare ben coperto in un posto caldo.
Quando sarà raddoppiato di volume, procedete alla preparazione del pane come segue: versate la farina rimasta in un recipiente capace , fate un buco al centro e metteci :il panetto lievitato che scioglierete aiutandovi con dell'acqua tiepida ed una presa di sale fino.
Impastate in modo energico con i pugni e rigirando la pasta più volte, bagnandovi le mani o aggiungendo ancora dell'acqua, se necessario.
Continuate fino a che l'impasto non sarà diventato elastico e compatto.
A questo punto spolverate di farina un piano e date alla pasta la forma che preferite (rotonda o allungata), mettete il pane sulla teglia del forno e fatelo lievitare per circa due ore.
Per sapere se è perfettamente lievitato fate una piccola pressione con un dito, se questa si ricompone subito, vuol dire che il pane ha raggiunto la giusta lievitazione.
A questo punto sbattete in una ciotola, un bicchiere di acqua con un poco di olio di oliva e spennellate la superfice del pane prima di infornare.
Fate cuocere circa per un'ora a 200 gradi.
Una volta sfornato, avvolgete il pane in un panno pulito e lasciatelo riposare per qualche minuto prima di consumarlo.
E' uso in Calabria segnare sia il lievito che il pane incidendo una croce al centro della superficie.

Ed ora ci tengo a segnalare un evento importante, sia per l'argomento trattato sia per l'interesse crescente che la nostra Regione concentra su di esso:

Conferenza Regionale sull'Educazione Ambientale

La città di Crotone è sempre molto attenta alle tematiche ambientali e questa conferenza è un ottima occasione per tutti i soggetti che a livello regionale sono impegnati in esperienze nel campo ambientale, educativo e formativo: scuole, centri di educazione ambientale, istituti di ricerca, associazioni, cooperative, enti locali. Lo scopo è quello di definire le migliori strategie per lo sviluppo dell'educazione ambientale in Calabria. Da non perdere!

venerdì 5 settembre 2008

La 'Nduja


ormai la routine quotidiana e gli impegni di lavoro hanno preso il passo sui ricordi estivi e alle vacanze non ci penso quasi più, ma ogni tanto tornano in mente episodi ed avventure che meritano di essere raccontate.
non so come mi è venuto in mente, così mentre lavoro e penso agli scavi e ai muretti per una piscina....di colpo mi ricordo proprio il primo giorno delle mie vacanze.

Arrivata a casa dopo un viaggio tranquillo e sereno in compagnia di Alessia su eurostar con cambio a Roma, pranzo familiare e sistemazione in camera con relativo disfacimento del mega bagaglio...ecco che l'annuncio di mia sorella sulla serata già organizzata.


Erano anni in effetti che volevo andarci, sia perchè la nduja è un prodotto che amo sia perchè Spilinga è il luogo dove è ufficialmente nata e non avendola mai visitata...bè non potevo che accogliere con gioia la proposta di mia sorella!

Partenza intorno alle 20e30, gruppo di 6 amiche scatenate
Arrivo alle 21e30, percorso lento per via della poca illuminazione sulla strada, e soprattutto per via della lunga coda all'ingresso del paese! Affamatissime assaliamo il primo banchetto di salsicciaro lungo la strada e cominciamo a pregustare ottimi panini con salsiccia piccante e piccoli arancini ripieni di nduja.....slurp mi torna l'acquolina in bocca a ripensarci!
Il paese è colmo di gente e lungo la via principale, molto lunga, si susseguono i banchi gastronomici che offrono fileja con la nduja (ormai finiti al nostro arrivo), salsiccie, pannocchie, frittate, contorni vari e naturalmente budelli di nduja di tutte le grandezze (ne ho visto uno persino di 100 cm di altezza!).
Poi diversi spazi adibiti per il ballo, per tutti i gusti e banchini della birra della felicità.
Una vera e propria festa degna della fama che si porta.
Spilinga è un paesino molto carino ed oltre che per il suo re salume merita una visitina per la sua bellezza. Il centro possiede bei palazzotti a due piani di un certo pregio e la periferia è disseminata di villette con giardino e tantissimi fiori.

ma ora è il momento di spiegare a chi non conosce la nduja di cosa sto parlando:



La Nduja di Spilinga è un insaccato a base di carne e grasso di maiale (sottopancia, spalla e coscia) e peperoncino piccante; preparato artigianalmente nei mesi invernali, quando in zona è di consuetudine macellare il maiale.
L'impasto macinato viene ripassato più volte e impastato anche a mano, per amalgamare bene gli ingredienti. Viene poi lasciato riposare per alcune ore. Successivamente si passa alla fase dell'insaccatura nel budello cieco o orbo dove il prodotto si può conservare per più di un anno, oppure si insacca nel budello più piccolo, accuratamente lavato in abbondante acqua e succo di limone. In questo caso l'insaccato viene consumato appena dopo un mese. L'alimentazione del maiale (a base di cereali, zucche, barbabietole, scarti di cucina, ghiande, castagne, ecc.) è determinante ai fini della conservazione della nduja. Inoltre, grazie al particolare clima, la nduja raggiunge a Spilinga la sua maturazione ottimale, garantendole quella genuinità e prelibatezza, capace di conquistare ogni palato.
Il modo tradizionale per gustare la nduja di Spilinga è spalmata sul pane oppure come condimento per la pasta, a freddo, con l'aggiunta di un po' di olio extravergine di oliva.

venerdì 11 luglio 2008

Promozione efficace


Una buona occasione per far conoscere due prodotti della Calabria davvero eccellenti!
Il Tartufo di Pizzo è il miglior gelato mai mangiato in vita mia...come la nocciola imbottita ed i frappè di gelato.
La cipolla rossa di Tropea...bè chi non la conosce?



VIBO V./PROVINCIA: TARTUFO DI PIZZO E CIPOLLA TROPEA A FIERA VERCELLI

(ASCA) - Vibo Valentia, 11 lug - Il Tartufo di Pizzo e la Cipolla rossa di Tropea sbarcano nella pianura padana, alle pendici delle Alpi piemontesi. Dall'11 al 13 luglio, infatti, i due prodotti Igp vibonesi saranno tra i protagonisti di uno dei maggiori eventi fieristici, dedicati al turismo e all'enogastronomia, la mostra-mercato Alpa'a, che si svolge annualmente in provincia di Vercelli, in Valsesia.

Promosso e finanziato dalla Regione Piemonte, l'appuntamento richiama ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, che possono cosi' apprezzare ed acquistare i prodotti esposti, punta di diamante delle eccellenze agroalimentari italiane.

Nell'ambito dell'edizione 2008, l'Amministrazione provinciale di Vercelli, che cura insieme all'Ascom l'organizzazione dell'evento, ha ideato il progetto ''Province allo Specchio'', che punta alla creazione di partnership turistico-commerciali con altre amministrazioni italiane, che facciano leva sia sulla risorsa turistica vera e propria che sulla valorizzazione dei prodotti tipici. Tre sono le Province invitate quest'anno: Padova, Messina e, appunto, Vibo Valentia.

A tirare le fila della partecipazione alla fiera e' l'assessore provinciale al Turismo, Gianluca Callipo, che, d'intesa con l'assessore alle Politiche agricole, Damiano Silipo, e in collaborazione con la Camera di Commercio di Vibo Valentia, ha messo a punto i dettagli della partenza della delegazione vibonese. Di questa fanno parte, oltre a Callipo, il presidente del Consorzio gelatieri artigiani di Pizzo, Aldo De Marco, il presidente del Consorzio di tutela della Cipolla rossa di Tropea, Simone Saturnino, il presidente del Co.G.A.L. Monte Poro, Paolo Pileggi, e il sindaco di Pizzo Calabro, Fernando Nicotra.

Negli spazi espositivi di Alpa'a saranno allestiti tre stand vibonesi, uno dedicato al tartufo di Pizzo, uno alla cipolla di Tropea e un altro di carattere istituzionale, presso il quale sara' possibile acquisire materiale informativo sulle localita' turistiche e sulle tipicita' enogastronomiche nel loro complesso.

mercoledì 19 dicembre 2007

a proposito di prelibatezze


“La Calabria gastronomica fa un grande balzo in avanti nella nuova “Guida ai ristoranti de Il Sole-24 ore”. Ben 18 sono gli indirizzi segnalati quest’anno nel volume curato dal critico “astronauta” Davide Paolini, rispetto ai soli cinque presenti nell’edizione 2007”.

La Guida del Sole-24 ore non assegna voti e non stabilisce graduatorie ma si propone al lettore con la sua classica formula di vademecum dell’eccellenza, selezionando i migliori esercizi per ogni tipologia.
Si va - aggiunge il comunicato - dai ristoranti “intoccabili” (in Calabria, quest’anno, La Locanda di Alia di Castrovillari e L’Approdo di Vibo Marina) agli intramontabili della sezione “Vai sul sicuro” (Barbieri di Altomonte, Pantagruel di Rende, Fico d’India di Crucoli, Novecento di Lamezia e Locanda Daffinà di Vibo Valentia).
Le qualità insospettate sono segnalate, invece, col simbolo “Carramba che sorpresa” (Dattilo di Strongoli, La Rosa nel bicchiere di Soveria Mannelli e De Gustibus di Palmi). Gli “Extralarge” sono i locali ampi che riescono però ad offrire ottima cucina e grande servizio (L’Aquila & Edelweiss di Camigliatello) mentre il simbolo “A me mi piace” viene assegnato a quegli esercizi che oltre a valere complessivamente fanno particolarmente sentire a proprio agio (Taverna Kerkira di Bagnara, Tavernetta di Camigliatello, Sciamano di Soverato, Aragosta di Marina di Nocera Terinese e Hosteria Vecchia Cucina di Cosenza)”. “Nel capitolo calabrese della guida - conclude la nota - non manca la sezione dedicata ai wine bar (Le Rose al bicchiere di Reggio).

Notizia segnalata da effeci.

lunedì 17 dicembre 2007

convivialità


cari amici e amiche
ieri sera ho avuto la soddisfazione di far conoscere un pò della nostra cultura culinaria anche in giappone ed in francia!!! eh eh ...basta poco per l'impresa
ottimi ingredienti ma soprattutto ottimi commensali!
due simpaticissime giapponesi Emi e Misaki e la parigina Helene, insieme ad Alessia ed Andrea toscani di mamma greca, mi hanno allietata della loro presenza per una cena tutta calabrese!
Il mio menu è stato:
- antipasto di verdure miste: patate cipolle e melanzane
- torta di pane farcita al cavolo nero (piatto fusion)
- linguine al pesce spada con filetti di pomodoro aglio prezzemolo e peperoncino rosso
- involtini di pesce spada con origano aglio prezzemolo pan grattato e capperi
- involtini di vitella con mollica di pane origano burro (lo strutto nn l'ho trovato) pecorino e lardo
- zucca al peperoncino rosso 
e per finire una variante della cuccia (dolce siciliano ma che esiste anche in calabria)
con grano ricotta scorzette d'arancia cioccolato e cannella
il tutto annaffiato da buon vino e tante risate! un atmosfera natalizia di tutto rispetto visto che fuori imperversava il freddo e il vento.
sono davvero contenta che siano rimasti soddisfatti, chissà che non gli venga voglia di passare le prossime ferie dalle nostre parti!

lunedì 3 dicembre 2007

Polpette ai ceci


L'altro giorno ho provato una nuova ricetta presa dal mio libro di cucina calabrese e siccome il piatto m'è riuscito particolarmente bene voglio condividerlo con voi.
Polpette ai ceci
Prendete una manciata di cece, già cotti, altrimenti se li avete secchi dovete tenerli a bagno per una notte e un giorno interi e poi cuocerli in acqua non troppo salata(ricordate che l'acqua tende ad evaporare). Dicevo, frullate i ceci con le carote cotte (cotte insieme ai ceci possibilmente) aggiungete un uovo, sale e pepe qualche noce tritata e del curry (ma io non l'ho messo perchè mi mancava). una volta amalgamato il tutto con le mani dare la forma alle vostre polpette..non troppo piccole, la dimensione giusta è uguale a quella delle crocchette di patate. passatele nel pan grattato e friggetele nell'olio bollente! friggetele per ca tre-quattro min per parte (dipende dalle dimensioni) e mettetele sulla carta da forno ad assorbire l'olio. in precedenza avete già preparato una salsina allo yogurt ottima per condire le polpette. servitele su un letto di insalata! sono buonissime!!!
la variante con le lenticchie è altrettanto buona e ve  la consiglio
BUON APPETITO!

venerdì 9 novembre 2007

Il petrolio della Calabria


ciao! su suggerimento del nostro amico affeci posto un interessante articolo del mese di giugno pubblicato su Il Domani ma ancora attualissimo. Infatti questo articolo promuove il consumo di prodotti calabresi (buonissimi!) e ne spiega anche i motivi (più che ragionaevoli!). Anzi proporrei una nuova iniziativa in questo blog.
Immagino a quelli che come me vivono lontani, e che di conseguenza mangiano quello che trovano...non sempre di cattivo gusto, io qui in Toscana ho trovato la pasqua, ma aldilà delle fortune o no, ogni tanto mi piace cucinare qualche piatto tipico della nostra terra e devo dire che mi riesce anche bene, visti gli apprezzamenti dei profani..
Perciò propongo a tutti voi di postare ogni tanto qualche buona ricetta culinaria, per scambiarci suggerimenti e perchè no scoprire le diverse variazioni di una stessa pietanza a seconda dei luoghi.
E ora l'articolo:

Il Domani, in collaborazione con l'associazione "Consuma e spendi calabrese", ha avviato una campagna d’informazione volta a promuovere e valorizzare i prodotti agricoli e alimentari calabresi, il vero "petrolio" della regione.

di Massimo Tigani Sava

Il Domani ha avviato, in collaborazione con l'associazione "Consuma e spendi calabrese", una campagna d’informazione volta a promuovere il consumo interno dei prodotti agricoli, alimentari ed enogastronomici regionali. L'intento non è certo quello di abbandonarsi a una sorta di “campanilismo economico”, né di scadere in atteggiamenti che possano anche lontanamente richiamare vetusti sentimenti autarchici. L'Italia e l'Europa sono due riferimenti essenziali e strategici per la vita dei Calabresi. Ma i Calabresi hanno il sacrosanto diritto di stare in Italia e in Europa da protagonisti, costruendo con le proprie mani il loro futuro e decidendo del proprio destino.
Si è voluto, al contrario, pur riconoscendo i benefici arrecati dal mercato unico europeo e dai pochi ritorni positivi della globalizzazione che pur esistono, far soffermare l’attenzione dei Calabresi tutti su un aspetto tutt’altro che secondario della nostra economia. La Calabria agricola, con i suoi valenti prodotti ortofrutticoli e con i suoi allevamenti, così come le diverse aziende che, ai vari livelli, sono impegnate nel settore alimentare, hanno il pregio, nella stragrande maggioranza dei casi, di offrire cibi genuini e di straordinaria qualità. Una genuinità e una qualità che derivano non solo dalla generale salubrità di territori incontaminati, ma anche dalla proverbiale passione che i Calabresi hanno nei confronti di tutto ciò che concerne l’alimentazione. Una passione che ha, peraltro, radici molto profonde, in quanto poggia su tradizioni millenarie. Queste tradizioni, talora rimaste quasi intatte, e in altri casi opportunamente aggiornate dall'evoluzione tecnologica, conferiscono ai prodotti agricoli, alimentari ed enogastronomici caratteristiche uniche, speciali e inconfondibili. Il "petrolio" dei Calabresi è fatto di aromi, sapori, odori, genuinità e cultura del cibo.
Pensiamo, solo per fare alcuni dei numerosi esempi possibili, ai nostri ottimi latticini (provole, caciocavalli, pecorini, ricotte, burrini...), ai salumi (capocolli, soppressate, salsicce, lardo, costatelle...), ai vini (alcuni dei quali hanno conquistato anche i mercati internazionali), alle acque minerali, al caffé, al tonno, alle castagne, al pane, ai funghi, alle conserve sott’olio, al miele... Per non dire, poi, dei tanti prodotti tipici: dalla rinomata cipolla di Tropea al gelato di Pizzo; dalla ’nduja di Spilinga ai dolci al bergamotto; dalla sardella agli innumerevoli altri “tesori” dell’enogastronomia bruzia. Un patrimonio immenso, che merita di essere valorizzato ancora di più e sostenuto a partire proprio dal mercato interno.
Il Domani e l'associazione "Consuma e spendi calabrese" stanno parlando molto di questo argomento, ascoltando in diretta le aziende e i produttori, ma anche il parere di esperti del settore. Si è iniziato a riflettere in modo attendo su un concetto: consumare calabrese è giusto e fa bene. E’ giusto perché incentiva la nostra economia, crea posti di lavoro e arricchisce nel suo complesso il nostro territorio; fa bene perché la Calabria è ancora nella massima parte una terra non inquinata (il mancato sviluppo industriale ha avuto, per lo meno sotto questo punto di vista, anche aspetti positivi). Consumiamo e chiediamo, nei ristoranti, nei bar, nelle paninoteche, nelle pizzerie e, soprattutto, nei supermercati e nei negozi di generi alimentari, prodotti calabresi. Li vogliamo vedere sempre presenti e ben esposti, proposti e lanciati, aiutati e suggeriti. Ogni giorno, spendendo qualche euro e orientando le nostre scelte di consumatori, possiamo far camminare l’economia in un senso piuttosto che in un altro. Per tanti aspetti i Calabresi sono cittadini di serie “B” (basterebbe pensare alla rete autostradale!), ma siamo comunque consumatori di serie “A”, alla stregua degli altri Italiani. E in quanto consumatori possiamo prendere decisioni in libertà, dire la nostra, aiutare le imprese calabresi a crescere, a migliorarsi, a diventare più forti per poter competere meglio. Meditate, Calabresi, meditate!

(Il presente articolo è una rielaborazione, per www.ildomanionline.it, di quello pubblicato in prima pagina su "Il Domani" del 4 giugno 2006, con il quale è stata lanciata la campagna d'informazione "Consuma e spendi calabrese" finalizzata alla promozione e valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari calabresi)