martedì 8 maggio 2007

dossier Lega Ambiente

Riporto per saperne di più ulla situazione idrogeologica della Calabria, un dossier preparato da LegaAmbiente in seguito all'alluvione del 2000 avvenuta a Soverato. Come dire un allarme era stato lanciato ma chi di competenza ha avuto la prontezza di rispondere (sei anni)!
va bene, mi si risponderà che i Governi regionali nel frattempo sono cambiati...ma allora mi viene da pensare che nei programmi non vengono rispettate le priorità ma solo quello che fa comodo!
Prima c'era un Governo di destra ora di sinistra, ma i problemi rimangano sempre gli stessi.

dossiercalabria


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Il 4 novembre del 2006 il Governo aveva stanziato 220 milioni di euro per opere di risanamento e messa in sicurezza dei territori a rischio idrogeologico, la Calabria aveva aderito.... quali opere sono state fatte da allora?


rischio idrogeologico, al via il Piano di Difesa


accordo ANBI-protezione civile su rischio idrogeologico


10mila mld per le risorse idriche del Mezzogiorno

4 commenti:

Fajettu ha detto...

Il dossier è saltato fuori ora cerdo perchè il processo si è da un pò meno di un anno concluso.

Il caso limite di Soverato comunnque non ha insegnato niente, a Vibo Marina e dintorni infatti è stata solo la fortuna a non creare una strage di immani proporzioni e non la prevenzione. Il terribile nubifragio infatti si abbattè sulla zona durante la mattina, tra le 9 e le 11 mi sà, fosse accaduto di notte tutti lì sanno che non ci sarebbe stato scampo.

calabrisella ha detto...

Il 4 novembre del 2006 il Governo aveva stanziato 220 milioni di euro per opere di risanamento e messa in sicurezza dei territori a rischio idrogeologico, la Calabria aveva aderito.... quali opere sono state fatte da allora?


http://www.edilportale.com/edilnews/NpopUp.asp?iddoc=8802&IDCat=23


http://www.edilportale.com/edilnews/NpopUp.asp?idDoc=7642&iDCat=9


http://www.edilportale.com/edilnews/NpopUp.asp?idDoc=1341&iDCat=23

Anonimo ha detto...

26/06/2007 - 15.25 Catanzaro

“Con la delibera della Giunta regionale approvata ieri, completiamo un percorso che dall’1 luglio vedrà la Calabria allineata alle regioni più evolute per quanto riguarda la gestione e l’uso del demanio marittimo”.

È quanto afferma l’assessore regionale al Governo del Territorio, Michelangelo Tripodi, dopo il recepimento da parte dell’Esecutivo della Finanziaria dello Stato 2007 nelle parti (commi dal 250 al 257) che riguardano i canoni delle concessioni marittime e la contestuale approvazione del provvedimento che stabilisce procedure e condizioni integrative alle quali dovranno attenersi i richiedenti.
“A questo risultato - aggiunge Tripodi - si è pervenuti anche grazie all’apporto dato dall’Associazione dei Comuni e dai rappresentanti delle associazioni di categoria che hanno affiancato la Regione e hanno condiviso gli obiettivi che sono stati posti a base del protocollo di intesa prima, e della delibera della Giunta regionale dopo. L’approvazione della delibera e la pubblicazione del Piano di indirizzo regionale per la gestione del demanio marittimo sul Burc segnano, inoltre, un passaggio importante della riforma del settore”.
La delibera licenziata stabilisce che per gravi violazioni edilizie dovranno essere intese le strutture realizzate ex novo o quelle la cui cubatura supera il 10% di quella assentita e che su tutto il territorio regionale è assegnata la categoria B sino all’approvazione dei singoli Piani comunali di spiaggia (articoli 12 e 13 della legge regionale 17/05), nei quali dovrà essere obbligatoriamente contenuta l’identificazione delle aree omogenee (e non singoli lotti) ad alta valenza turistica e a normale valenza turistica, pena la non approvazione degli stessi. La delibera, poi, fissa che al fine di adottare misure di salvaguardia dovranno essere garantite aree di libera fruizione nella misura non inferiore al 30% del fronte-mare disponibile alla balneazione e che, a cura degli stessi concessionari, dovranno essere individuati, localizzati e segnalati con apposita cartellonistica, entro il primo luglio di quest’anno specifici varchi necessari al fine di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione. I varchi dovranno essere localizzati nell’area in concessione sia per quelle già assentite che per le nuove concessioni e dovranno avere una larghezza minima di 1,5 m.; per i campeggi, o strutture similari, avente un fronte superiore ai 100 m., i varchi potranno essere localizzati alle due estremità. I concessionari, poi, sono obbligati ad esporre in corrispondenza dei varchi, un cartello avente formato cm 100 x 50 recante l’indicazione a caratteri cubitali “ingresso spiaggia libera”. Nel caso non venga rispettata la disposizione, la Capitaneria di porto o la polizia urbana, attivata anche da semplice comunicazione dei cittadini, dovranno applicare apposita sanzione (eventualmente a entrambi i concessionari se il varco dovesse risultare a cavallo di due aree concesse). L’inosservanza per due volte delle disposizioni, o parte di esse, comporta la revoca immediata delle concessioni.

effeci

Anonimo ha detto...
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