La mia terra ha un bellissimo mare e il sole, quando è l'ora della nanna, vi ci si tuffa infiammandolo di rosso. Un incantevole spettacolo. Ad ogni tramonto corrisponde un nuovo giorno. Un nuovo giorno carico di energia.
lunedì 21 dicembre 2009
manifestazione no-ponte finita con un lutto
“Vogliamo l'essenziale”. Queste le ultime parole di Franco Nisticò, sabato, durante la manifestazione nazionale No Ponte a Villa San Giovanni, prima di essere colpito da un infarto. Essenziale come l'ambulanza che, secondo gli organizzatori, avrebbe potuto salvarlo, ma è arrivata troppo tardi. Essenziale come tutta la sanità e la sicurezza delle strade, che nel Sud scarseggiano. Sono queste le priorità per i manifestanti venuti da tutta Italia, e non il ponte sullo Stretto di Messina, al di là di tutte le tecniche valutazioni di fattibilità. La morte di Nisticò è stata per loro l'ennesima triste prova.
per saperne di più vai su step1
martedì 15 dicembre 2009
mappa delle zone inquinate della Calabria
venerdì 4 dicembre 2009
Il Natale dovrebbe far riflettere di più
lunedì 23 novembre 2009
il lieto evento
venerdì 23 ottobre 2009
Partecipa anche tu

giovedì 22 ottobre 2009
FARE anzichè COMPRARE
martedì 13 ottobre 2009
mercoledì 7 ottobre 2009
giovedì 1 ottobre 2009
lunedì 28 settembre 2009
MONTALTO UFFUGO
Tracce dell’esistenza dell’antica Aufugum in epoca romana si trovano nelle "Storie" di Tito Livio. Fu proprio in quell’epoca che Aufugum fu "colonizzata" ed elevata al "rango di Municipio". La successiva caduta dell’Impero Romano e le invasioni dei Visigoti di Alarico nel 410 d.c. segnarono il suo declino.
Contrariamente a quanto si crede, fu ricostruita nello stesso luogo e, questa volta, fu chiamata "Mons Altis". La posizione strategica di Montalto - che aveva indotto i Romani a stanziarvi un "presidio" militare - fu apprezzata anche dai Normanni, che vi costruirono un castello con varie torri di guardi e vie di accesso. La politica di contenimento dello strapotere dei baroni e delle gerarchie ecclesiastiche attuata dai Normanni, portò a Montalto Ebrei e Valdesi.
lunedì 21 settembre 2009
2°resoconto di agosto
"Basta essere furbi, aspettare delle giornate di mare giusto, e
che se ne accorga?"
A questo punto l'interlocutore all'altro capo del telefono sembra avere
qualche perplessità, forse una sorta di rigurgito di coscienza:
"E il mare? Che ne sarà del mare della zona se l'ammorbiamo?
"Ma sai quanto ce ne fottiamo del mare? Pensa ai soldi - è la risposta -
che con quelli, il mare andiamo a trovarcelo da un'altra parte..."

venerdì 11 settembre 2009
Fondali marini da scoprire
(ANSA) - VIBO VALENTIA, 10 SET - E' un'assoluta novita' scientifica: piccola, bianca, con tanti puntini rossi sulla superficie: e' la nuova specie di conchiglia, una Ciprea trovata a 108 metri di profondita' nell'area antistante il porto di Vibo Valentia Marina, nel Tirreno calabrese. La scoperta definita ''storica'' per la biologia marina e' stata annunciata nel corso della presentazione dei risultati delle ricerche condotte dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) condotte nei fondali calabresi. Ad annunciare la scoperta l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Silvestro Greco, che e' un biologo marino. Questa nuova specie di conchiglia non era mai stata avvistata prima nei mari del pianeta. Quindi non e' neanche catalogata. ''Quando l'abbiamo vista per la prima volta - ha affermato Simonepietro Canese, responsabile del programma di ricerca Ispra - ci siamo stupiti, perche' non riuscivamo a classificarla in nessuna specie. Cosi' abbiamo mandato le foto all'universita' di Genova. E li' c'e' stata la sorpresa: questa specie non era catalogata. E noi la vedevamo per la prima volta''. ''Con la scoperta del corallo nero - ha detto l'assessore Greco - avevamo avuto la percezione di una ricchezza straordinaria dei nostri fondali. Con i risultati di queste ricerche nei mari calabresi, si dovranno riscrivere i libri di biologia marina''. (ANSA).
lunedì 24 agosto 2009
primo resoconto di agosto
Quanta bellezza trovo nei volti degli amici, soprattutto il primo giorno; sarà il mio entusiasmo, sarà l'aria salubre ma la prima sera, la notte di san lorenzo, tutti in spiaggia a cercare la propria stella fortunata, i volti che ho incontrato erano tutti bellissimi.
Primo bagno quello di mezzanotte col gusto di riscoprire il gioco ed il divertimento con cose semplici, salvagenti, materassini e paperelle.
La ristrutturazione della casa di mia madre sta giungendo al termine, ormai mancano solo le piccole finiture, i dettagli che rendono una casa vissuta e molto personale.
E qui comincia il suo viaggio fatto da tre giri nel porto seguita da una quantità di barche e barchette addobbatte a festa lungo un percorso illuminato da suggestivi lumini adagiati sull'acqua. Il finale è coronato da una festa di fuochi pirotecnici davvero esplosivi!
Verso le 2 del mattino quando ormai la piazza si è svuotata ed il caos iniziale andava scemando ecco che la vera essenza della città finalmente si fa strada. Da dietro i pannelli che ci separavano dal Bar Macrì udiamo un sound diverso, incalzante ed originale. Incuriositi ci avviciniamo. Un trio energico di musica si era appostato con i suoi strumenti su di un grande tappeto in strada ed ha improvvisato grandi pezzi della musica classica internazionale con nuove armonie di stampo oserei dire jazz. Proprio quello che mi ci voleva.
Un vero spettacolo di adrenalina. Il pianista, vero motore del trio suonava con ogni parte del corpo. Vincenzo Mirabello si chiama e sembra essere un vero portento a livello nazionale.
Nasce a Catanzaro nel 1981 ed inizia prestissimo, a soli 6 anni, gli studi di pianoforte, sotto la guida del maestro Vincenzo La Pera con il quale si diploma giovanissimo al conservatorio di musica di Matera con il massimo dei voti. Segue contestualmente i corsi di perfezionamento pianistico con il maestro Kostantin Borgino, presso l'Accademia Costantiniana di Arti e Scienze, dal quale riceve un attestato di grande stima, quando viene scelto per l'esecuzione del Concerto K. 414 di W.A Mozart per pianoforte ed orchestra, suonato nell'auditorium di Chioggia e presso la Cattedrale di Grenoble. Vince numerosi concorsi nazionali ed internazionali e spesso viene omaggiato da recensioni in riviste specializzate per le sue brillanti eesecuzioni di J.S. Bach e della musica barocca, da lui molto amata. Ha già inciso un altro CD d'improvvisazione jazz, genere questo che lo ha visto protagonista in numerose esibizioni presso molti teatri nazionali ed internazionali, fra i quali il teatro di Barletta, il teatro "Masaccio" di San Giovanni Valdarno, il palazzo Barberini di Roma, la cattedrale di Montpellier in Francia e tanti altri.
E per finire questa prima parte non posso non parlare del VI Edizione del Tamburello Festival che il 18 agosto ha visto come protagonisti i Tammurria a Zambrone.
martedì 4 agosto 2009
risposta del WWF
condividiamo pienamente la Sua preoccupazione e le Sue critiche sui recenti tagli di alberi sulla collina del Vibonese: a proposito Le inviamo in allegato un recentissimo nostro comunicato stampa di solidarieta' alla Magistratura dopo i sequestri delle localita' "Cocari" e "Sughero".
Confidiamo molto nell'operato del nuovo Procuratore e Le confermiamo la nostra costante azione di vigilanza e di denuncia.
Un cordiale saluto.
Pino Paolillo
Segreteria Regionale WWF Calabria
LE POLEMICHE PASSANO, L’INQUINAMENO RESTA
Il dibattito aperto, a volte anche aspro, che ha fatto seguito alla proposta di bruciare Combustibile da Rifiuti e diecimila tonnellate all’anno di copertoni nel forno del cementificio è servito a richiamare ancora una volta l’attenzione su una situazione ambientale, quella di Vibo Marina e dintorni, che presenta troppi e mai risolti punti di criticità e di degrado più volte denunciati da associazioni, sindacati, rappresentanti eletti dai cittadini.
La stessa diatriba ha riproposto purtroppo la vecchia e fuorviante antitesi tra le ragioni dell’economia (difesa dei livelli occupazionali, riduzione delle spese di produzione) da un lato e quelle dell’ecologia (tutela della salute e dell’ambiente, una nuova politica dei rifiuti) dall’altro.
E a tale proposito penso che nessuno, in buona fede, possa davvero ritenere che chi si batte per una migliore qualità della vita desideri che anche uno solo degli operai di Vibo Marina debba perdere il posto di lavoro, ma dovrebbe essere altrettanto evidente che le preoccupazioni manifestate da più parti nelle scorse settimane, dopo l’accordo per l’utilizzo di CDR e pneumatici come combustibili, riguardano gli effetti negativi che una tale scelta potrebbe avere sull’ambiente e sui cittadini.
E che si tratti di preoccupazioni più che legittime lo testimonia la stessa storia dell’industrialismo, caratterizzata da una costante ricerca del profitto, a danno ( non sempre, ma troppo spesso), delle maestranze, delle comunità locali e dell’ambiente:
Solo per citare qualche esempio: da Porto Marghera ad Augusta, da Crotone a Cengio, da Scarlino a Taranto, da Seveso fino ai recenti casi dell’inceneritore di Colleferro, (che inquinava l’aria mentre tutto veniva fatto risultare in regola) e della “Eternit” di Casale Monferrato, le tragedie umane e i disastri ambientali capitati altrove, magari nascosti o negati per anni, non possono non suscitare una riflessione profonda sulle prospettive di un’area che da tempo è diventata un po’ il simbolo dei mali ambientali e delle contraddizioni di una provincia eternamente in bilico tra sviluppo turistico e sviluppo industriale ( un po’ come volere la botte piena e la moglie ubriaca).
Affievoliti, almeno temporaneamente, i toni della discussione sul futuro, quello che resta, anzi, che letteralmente incombe sulla frazione Marina e dintorni, è l’inquinamento dell’aria. Dopo tutte le polemiche e le assicurazioni elargite dai cosiddetti organi competenti, la cappa rossastra di provenienza ancora ignota che ristagna sul cielo notturno di Vibo Marina e che, nelle giornate di calma atmosferica, è chiaramente visibile anche di giorno, sembra non interessare a nessuno.
E allora, al di là di tutto e tralasciando per il momento di entrare nel merito della inopportunità di bruciare rifiuti che altrimenti potrebbero essere riciclati (“tertium non datur”), la domanda d’obbligo è questa: si può sapere cosa entra nei polmoni di migliaia di cittadini e chi riversa nell’aria altre sostanze ? Si può sapere – mi rivolgo alle autorità sanitarie – se è stata fatta un’indagine epidemiologica su quel territorio per verificare qual è l’incidenza di certe patologie nella popolazione e scoprirne eventualmente le cause? Se davvero non si vuole creare allarmismo, l’unico modo è quello di fornire i dati ( possibilmente non …inquinati) sulla qualità dell’aria.
Se dovesse risultare che la stessa profuma di lavanda e che i cittadini di Vibo Marina campano in salute fino a cent’anni come i vecchietti del Caucaso, allora ci trasferiamo tutti al Pennello; in caso contrario bisogna sapere chi è che inquina e adottare i provvedimenti del caso.
Perché se è giusto che nessuno deve morire di fame, è sacrosanto che nessuno si deve ammalare per colpa degli altri.
A meno che qualcuno non riesca a convincerci che la salute debba cedere il primo posto nella classifica delle cose che contano nella vita.
Pino Paolillo
WWF Calabria
Le recenti iniziative adottate dalla magistratura vibonese per reprimere e contrastare l’abusivismo edilizio che ormai da decenni interessa la collina del capoluogo, non possono che suscitare il vivo apprezzamento da parte di un’associazione, come il WWF, che in tempi non sospetti aveva lanciato l’allarme, insieme ad associazioni ambientaliste locali, sui pericoli che tale opera di consumo del suolo avrebbero comportato.
Purtroppo ci sono voluti i morti e i disastri dell’alluvione di tre anni fa per richiamare l’attenzione sul rischio idrogeologico rappresentato dalla continua edificazione della zona collinare, vista la progressiva impermeabilizzazione del terreno destinato invece ad un utilizzo di tipo agricolo.
Da tempo il WWF aveva auspicato una politica di tutela di tutta l’area, sia attraverso il divieto di edificare, che mediante una massiccia opera di rimboschimento al fine di consolidare le zone soggette a frane e accrescere in tal modo le “difese naturali” in caso di eventi meteorologici particolari come quelli del tragico 3 luglio 2006.
E invece si è continuato a costruire e addirittura a tagliare alberi di pregio come Lecci e altre querce per far posto ad opinabili reti di protezione.
Il Consiglio Regionale del WWF Calabria, nell’esprimere dunque il proprio compiacimento per “l’aria nuova” che si respira nella Procura Vibonese, si augura che l’interesse fin qui dimostrato dai magistrati per il rispetto delle leggi in materia ambientale, si estenda in ogni direzione per ricordare che anche a Vibo Valentia i diritti della natura e la salute dei cittadini non possono essere calpestati impunemente.
WWF Calabria
TAGLIATELI TUTTI
Può sembrare strano, ma c’è un posto dove si nutre un’avversione viscerale nei confronti degli esseri più inermi, silenziosi e generosi del mondo: gli alberi.
Eppure ai bambini delle elementari si insegna che bisogna rispettarli ( purché rimangano confinati nelle illustrazioni dei libri), si fanno fare ricerche su Internet e in qualche caso, per loro, si organizza una festa . In Calabria invece si preferisce “fare la festa” agli alberi. E pensare che una legge dello stato era stata intitolata “Un albero per ogni nato”, ma il senso era quello di piantarli. E comunque, a giudicare dai tagli, il tasso di natalità della regione sembrerebbe nettamente in crescita. Auspicabile dunque una maggiore morigeratezza .
A sud del Pollino la fisiologia vegetale sembra funzionare all’incontrario: qui le piante “tolgono l’aria”, sottraggono prezioso ossigeno e producono anidride carbonica, provocano frane e smottamenti, insudiciano il terreno con i loro rifiuti (foglie, frutti), creano fastidiose zone d’ombra impedendo alle automobili di ricevere quei raggi solari che rendono gradevoli gli abitacoli soprattutto durante i mesi estivi.
Per non parlare poi dei danni che arrecano ai marciapiedi! Per cui, per mettere quattro mattonelle nuove, è giusto buttare giù un patriarca di cento anni.
Ma non è tutto: gli alberi nascondono, coprono, limitano l’attività più amata dal popolo calabrese curioso ed esibizionista: guardare ed essere guardati, sapere degli altri e far sapere agli altri di sé. Dalla nascita al cimitero. In una regione dove ognuno “mira ed è mirato e in cor s’allegra”, dove tutto si mette in mostra, dove, se fosse possibile, si gioirebbe pure del proprio funerale come momento di protagonismo, un elemento che crea separazione, che impedisce all’occhio di spaziare sulla strada sottostante o nella casa di fronte, non può che essere osteggiato .
C’è chi ha protestato perché non si vedeva l’insegna o l’automobile sotto casa e persino chi , sempre a causa degli alberi, non poteva salutare la dirimpettaia. Sempre in Calabria poi gli psicanalisti hanno dovuto coniare un nuovo termine per descrivere la sindrome depressiva che colpisce una buona parte della popolazione: la dendrofobia (dal greco dendròs, albero e phobia, timore). Non passerà molto che i medici, per debellare il “male oscuro” saranno costretti a prescrivere: “ l’abbattimento di elementi arborei nel raggio di un km e soggiorno in zone desertiche"” E chissà che con questa cura non torni la gioia e la voglia di vivere.
Volete mettere il frenetico, ma vitale fluire della vita cittadina con suoi rumori, i salutari gas di scarico, le scoppiettanti marmitte, le impennate acrobatiche, il vivace andirivieni di massaie e le file di automobili , con il cupo colore di immobili e resinosi Pini “scagliosi ed irti”? Tanto, di questi tempi gli innamorati passeggiano teneramente nei centri commerciali e se qualcuno andasse a sentire “la pioggia nel pineto” lo prenderebbero per scemo. Meglio i cd ad alto volume nell’auto presa a rate.
Eppure il taglio degli alberi o la loro mutilazione hanno motivazioni molto più serie: c’è chi è pronto a giurare che tutti gli alberi del proprio paese sono ammalati o pericolanti. O meglio “potenzialmente pericolanti”. E chi può negare che una giornata di scirocco o di maestrale non possa schiantare un ramo o un fusto intero? Ergo, via libera alle motoseghe, perché “potenzialmente” tutto può accadere.
Bisognerebbe consigliarlo pure al Sindaco Alemanno: quei vecchi Platani lungo il Tevere o i Pini tanto cari a Respighi rappresentano un pericolo per la gente capitolina, per cui una bella “pulizia” delle strade e delle ville romane non sarebbe male. Quanto a Tivoli non si capisce perché non chiudano Villa d’Este per inagibilità, con quei Lecci decrepiti che minacciano migliaia di visitatori.
Peccato che sia un po’ più costoso, ma tante case dei centri storici andrebbero abbattute in quanto “potenzialmente pericolanti” in caso di terremoto, ma le case hanno un legittimo proprietario, non sono di nessuno come gli alberi o le panchine .Altrove si dice che il verde abbellisce, che accresce la qualità della vita, ma qui in Calabria il concetto di bello risulta sconosciuto, estraneo alla nostra mentalità: basta guardare come è stata massacrata la regione negli ultimi decenni , mentre i pilastri continuano a spuntare come i funghi in autunno.
Ma in fondo, se davvero fare politica significa rispondere alle esigenze dei cittadini, tagliateli tutti, così li farete felici e chissà che non ci scappi qualche voto in più.
Per le ricerche dei nostri figli, basta collegarsi ad Internet : ci sono bellissime foto di alberi.
E non tolgono l’aria!
Pino Paolillo
Il dibattito aperto, a volte anche aspro, che ha fatto seguito alla proposta di bruciare Combustibile da Rifiuti e diecimila tonnellate all’anno di copertoni nel forno del cementificio è servito a richiamare ancora una volta l’attenzione su una situazione ambientale, quella di Vibo Marina e dintorni, che presenta troppi e mai risolti punti di criticità e di degrado più volte denunciati da associazioni, sindacati, rappresentanti eletti dai cittadini.
La stessa diatriba ha riproposto purtroppo la vecchia e fuorviante antitesi tra le ragioni dell’economia (difesa dei livelli occupazionali, riduzione delle spese di produzione) da un lato e quelle dell’ecologia (tutela della salute e dell’ambiente, una nuova politica dei rifiuti) dall’altro.
E a tale proposito penso che nessuno, in buona fede, possa davvero ritenere che chi si batte per una migliore qualità della vita desideri che anche uno solo degli operai di Vibo Marina debba perdere il posto di lavoro, ma dovrebbe essere altrettanto evidente che le preoccupazioni manifestate da più parti nelle scorse settimane, dopo l’accordo per l’utilizzo di CDR e pneumatici come combustibili, riguardano gli effetti negativi che una tale scelta potrebbe avere sull’ambiente e sui cittadini.
E che si tratti di preoccupazioni più che legittime lo testimonia la stessa storia dell’industrialismo, caratterizzata da una costante ricerca del profitto, a danno ( non sempre, ma troppo spesso), delle maestranze, delle comunità locali e dell’ambiente:
Solo per citare qualche esempio: da Porto Marghera ad Augusta, da Crotone a Cengio, da Scarlino a Taranto, da Seveso fino ai recenti casi dell’inceneritore di Colleferro, (che inquinava l’aria mentre tutto veniva fatto risultare in regola) e della “Eternit” di Casale Monferrato, le tragedie umane e i disastri ambientali capitati altrove, magari nascosti o negati per anni, non possono non suscitare una riflessione profonda sulle prospettive di un’area che da tempo è diventata un po’ il simbolo dei mali ambientali e delle contraddizioni di una provincia eternamente in bilico tra sviluppo turistico e sviluppo industriale ( un po’ come volere la botte piena e la moglie ubriaca).
Affievoliti, almeno temporaneamente, i toni della discussione sul futuro, quello che resta, anzi, che letteralmente incombe sulla frazione Marina e dintorni, è l’inquinamento dell’aria. Dopo tutte le polemiche e le assicurazioni elargite dai cosiddetti organi competenti, la cappa rossastra di provenienza ancora ignota che ristagna sul cielo notturno di Vibo Marina e che, nelle giornate di calma atmosferica, è chiaramente visibile anche di giorno, sembra non interessare a nessuno.
E allora, al di là di tutto e tralasciando per il momento di entrare nel merito della inopportunità di bruciare rifiuti che altrimenti potrebbero essere riciclati (“tertium non datur”), la domanda d’obbligo è questa: si può sapere cosa entra nei polmoni di migliaia di cittadini e chi riversa nell’aria altre sostanze ? Si può sapere – mi rivolgo alle autorità sanitarie – se è stata fatta un’indagine epidemiologica su quel territorio per verificare qual è l’incidenza di certe patologie nella popolazione e scoprirne eventualmente le cause? Se davvero non si vuole creare allarmismo, l’unico modo è quello di fornire i dati ( possibilmente non …inquinati) sulla qualità dell’aria.
Se dovesse risultare che la stessa profuma di lavanda e che i cittadini di Vibo Marina campano in salute fino a cent’anni come i vecchietti del Caucaso, allora ci trasferiamo tutti al Pennello; in caso contrario bisogna sapere chi è che inquina e adottare i provvedimenti del caso.
Perché se è giusto che nessuno deve morire di fame, è sacrosanto che nessuno si deve ammalare per colpa degli altri.
A meno che qualcuno non riesca a convincerci che la salute debba cedere il primo posto nella classifica delle cose che contano nella vita.
Pino Paolillo
WWF Calabria
mercoledì 29 luglio 2009
Tropea Film Festival

Elenco Film Finalisti
Tropea Film Festival 2009
Martedì 18 agosto 2009
Teatro del Porto di Tropea ore 21,25
Titolo Regia
La canarina assassinata Daniele Cascella
Ti voglio bene assai Fernando Muraca
Ago di madre Marco Fisichella
Granosangue Alberto Gatto
Non succede mai niente Giorgio Gobbi
Se ci dobbiamo andare andiamoci Vito Palmieri
Io parlo Marco Gianfreda
Grigioscuro Vincenzo Carone
Mercoledì 19 agosto 2009
Teatro del Porto di Tropea ore 21,25
Titolo Regia
Torno a vivere da solo Jerry Calà
Il cappellino Giuseppe Marco Albano
La ritirata Elisabetta Bernardini
I ragazzi che si amano Tommaso Valente
I colpevoli Svevo Moltrasio
Al contrario ovvero l'istinto
Giovedì 20 agosto 2009
Teatro del Porto di Tropea ore 21,25
Titolo Regia
Il segreto di Rahil Cinzia Bomoll
Ad arte Massimo Wertmuller e Anna Ferruzzo
La vita attraverso una porta Paride Gallo
Alice Stefano Anselmi
Roma, un giorno Matteo Botrugno
Esperàndote Clara Salgado
Ordalìa (dentro di me) Marco Bonfanti
Venerdì 21 agosto 2009
Teatro del Porto di Tropea ore 21,25
Titolo Regia
Aisberg Alexader Cimini
Il tronco muto Matteo Parenti
Eroico Furore Francesco Afro de Falco
L’opportunità Samantha Caselli
L’amore non esiste Massimiliano Camaiti
Basette Gabriele Mainetti
Fuera Michele Bertelli
Sabato 22 agosto 2009
Teatro del Porto di Tropea ore 21,25
Titolo Regia
Pochi giorni per capire Carlo Fusco
La migliore amica Daniele Santonicola
TV Andrea Zaccariello
L’uomo perfetto Ivano Fachin
Fuori gioco Fabrizio Felli
Incisioni Carlo Tozzi
I passi dell’anima Matteo Galante
La vita è già finita? Claudio Lattanzi
mare pulito grazie all'arpacal
Le eventuali segnalazioni possono essere inviate alla casella di posta elettronica balneazione@arpacal.it.
L'Arpacal risponde alle richieste del pubblico al numero di telefono 0961.732506 ed al numero verde 800.331929 con il seguente orario: lunedì – giovedì 8.30-13.30 / 15.00-18.00 e venerdì 8.30-13.30
lunedì 27 luglio 2009
lettera al wwf
vi scrivo perchè sono molto preoccupata per le sorti del mio paese, Vibo Valentia ed in particolare sia per l'incolumità dei suoi abitanti che per la salvaguardia della flora.
Leggendo un articolo di un noto blogger locale molto attento alle tematiche ambientali, di cui linko la pagina:
http://comuneportosantavenere.blogspot.com/2009/07/san-pietro-finalmente-vista-la-messa.html
vorrei chiedervi quali sono i mezzi legali di cui disponiamo noi cittadini per la protezione del territorio in cui viviamo.
Nel nostro caso, i nostri amministratori si sono dimostrati molto distratti sull'efficacia e la correttezza delle loro scelte strategiche, o forse mi viene da pensare che in queste non abbiano messo al primo posto l'interesse della collettività ma altri interessi, il più delle volte contrastanti con la tutela del territorio (che secondo me deve venire prima di quella delle persone!).
Al momento, a seguito dell'alluvione che ha colpito la nostra zona il 3 luglio del 2006, i nostri governanti si sono visti "costretti" ad attuare una politica di messa in sicurezza del territorio (dopo un'ordinanza del commissario delegato A.Loiero) molto celermente (a tre anni di distanza) proprio in questi mesi.
Il post del mio amico blogger mostra molto chiaramente, con una documentazione fotografica , i modi e le tecniche usati per la cosidetta messa in sicurezza.
Io sono architetto e lavoro in Toscana. Qui, zona altamente a rischio idrogeologico e famosa in tutto il mondo per l'alluvione che devastò Firenze negli anni 60, tagliare un albero senza un buon motivo è un delitto contro l'umanità stessa. Il piano di rischio idrogeologico redatto obbligatoriamente da tutti i Comuni impone dei vincoli molto restrittivi che, a seconda del livello di pericolosità, vietano assolutamente di tagliare gli alberi.
A Vibo per mettere in sicurezza il territorio, si fa esattamente il contrario.
Confido che la vostra associazione, da sempre in prima linea per la salvaguardia dell'ambiente, punti in qualche modo la propria attenzione su questo, a mio avviso gravissimo, problema.
Grazie per l'attenzione dedicata,
con stima
Rosanna Iorfida
1998-2008 architetture a RC

siamo agli sgoccioli, è tempo di vacanze...il lavoro impegna le ultime energie ed il tempo per scrivere si riduce. Ma voglio pubblicare un evento secondo me importante per gli appassionanti e non.
L’evento, ideato ed organizzato dall’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Reggio Calabria, nasce come occasione per documentare lo stato dell'arte del costruito nella provincia di Reggio Calabria.
La mostra illustra il lavoro e le esperienze di più professionisti locali, provenienti da differenti generazioni ed intende “rimarcare la convinzione che l'architettura esiste in quanto costruzione e che incide come atto pubblico all'interno della città”.
La cerimonia di inaugurazione dell’esposizione è fissata per le ore 19,00.
La mostra rimarrà aperta fino al 31 luglio dalle ore 10,00 alle ore 13,00 la mattina e dalle ore 17,00 alle ore 19,30 il pomeriggio.
martedì 21 luglio 2009
Piano CASA in Calabria
Interventi ammessi: La legge regionale si conformerà molto probabilmente alle misure previste dalla bozza di decreto governativo, che prevede ampliamenti volumetrici del 20% sugli immobili esistenti e del 35% in caso di demolizione e ricostruzione a patto che si utilizzino le tecniche della bioedilizia.
Limiti previsti: L’aumento di cubatura del 20% sarà concesso vincolando l’autorizzazione alla riqualificazione del fabbricato, comprendendo ad esempio i lavori di intonacazione. Tutto per non sottrarre ai cittadini calabresi una possibilità di rilancio, tenendo però in considerazione i bisogni di miglioramento per l’edilizia e il territorio.
Soggetti coinvolti: Gli Assessori ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica propendono per l’estensione dell’applicazione della norma ai piccoli condomini. Esclusi invece i centri storici, per i quali una legge regionale incentiva già la ristrutturazione attraverso un contributo a fondo perduto e l’accesso al credito a tasso agevolato.
Condono: Il Piano Casa regionale potrebbe coinvolgere gli immobili condonati, limitatamente alla possibilità di migliorarne la qualità tecnica ed estetica, ma anche l’impatto ambientale.
La Regione inizialmente si era pronunciata a sfavore dell’accordo Governo – Regioni in Conferenza Unificata, difendendo lo sgravio fiscale del 55% per gli interventi di adeguamento alle normative antisismiche e accusando il testo proposto dall’Esecutivo di non garantire adeguati standard di sicurezza e il rispetto della valutazione ambientale strategica. (fonte: www.edilportale.com)