giovedì 17 aprile 2008

Santa Severina/2

6 aprile - Colazione leggera, caffè-latte e crostata casereccia, passeggiata all'interno dell'agriturismo, dotato di piscina, percorso trekking, peccato che in questa stagione è ancora tutto inattivo...perciò subito a far visita al borgo di Santa Severina.

In estate si deve lasciare l'auto in paese e salire verso il centro storico con il bus navetta, per noi è stato possibile arrivare fino alla piazza del castello perchè in bassa stagione. La piazza che collega in opposti versanti il Castello con il Duomo è stata restaurata di recente con una pavimentazione in pietra nella quale sono stati incisi molti simboli metereologici, astrali e mitologici. E' fatta molto bene ed è frequentatissima dagli abitanti per quattro chiacchiere davanti un caffè. A quell'altezza tira sempre molto vento, perciò è consigliabile essere coperti in modo adeguato anche se fa caldo. E' l'unico punto dove il vento è avvertito nella sua interezza,nel resto del borgo invece le case sono molto addossate tra loro perciò le strade sono ben riparate.

Dopo un caffè in compagnia di molti abitanti anziani siamo entrati nel castello, costo del biglietto 4 euro, compresa la guida, il museo delle armature ed il museo dell'arte sacra.
Il Castello è stato ben restaurato, conserva bene i caratteri stilistici delle varie epoche ed è utilizzato dal Comune anche per organizzare eventi...mostre (durante la nostra visita abbiamo potuto ammirare le opere di pietra in equilibrio di un artista calabrese...di cui nn ricordo il nome ma presto ne farò menzione) e ricevimenti (soprattutto matrimoni). Conserva 2 porte originali del '700 dipinte a mano (tutte le altre sono state ricostruite su modello di queste ultima). La guida è stata molto brava, curando ogni dettaglio e lasciandoci lo spazio per domande e commenti, è stata la stessa che ci ha accompagnato anche all'interno del Museo Diocesano. 

Nei sotterranei dei musei è allestita la mostra permanente delle armature e degli strumenti di guerra (che però non sono originali ma riproduzioni) ed è ancora attivo il sistema del lavatoio che raccoglieva le acque piovane per riutilizzarle (alla faccia dei consumi energetici inutili), qui è allestita anche la mostra della civiltà contadina con una serie di attrezzi agricoli (questi originali).
La mostra di arte sacra è molto ricca ed è allestita all'interno di un edificio del '500, probabilmente un antico edificio religioso. E' molto interessante anche per chi di religione non digerisce molto, espone molti pezzi antichi e di pregio ma soprattutto qui la guida da il meglio di se, raccontando una infinità di aneddoti vecchi e nuovi.

Così passa l'intera mattinata e la fame comincia a farsi sentire, perciò al termine della visita decidiamo di mangiare un boccone nella vicina "Locanda del Re" dove ci accoglie con un sorriso il buffo cuoco "Ciccio", il quale spera in un nostro stomaco degno di King Kong ma, avendo già prenotato la cena in agriturismo, ci sentiamo in dovere di rifiutare e prendere solo un primo. Ottimo
La locanda più che quella di un Re sembra un museo di gadget inutili, tipo fontanelle in plastica, lampade con fiamma finta stile impero, nani di biancaneve sul camino...la cosa ci fa sorridere molto e ci rende ancora più simpatico il personaggio di Ciccio che ci racconta un pò di fatti ed opinioni personali, cerchiamo di ricambiare la stessa cortesia anche se un pò stanchi, ci facciamo anche una foto insieme..

Per digerire niente di meglio che una esplorazione del borgo! E' davvero incantevole! con le sue stradine strette strette, in alcune ci passa appena una persona e queste casette antichissime in pietra locale, molte risalgono all'anno mille, arricchite da fiori ed in alcuni tratti da una vista mozzafiato sulla valle. 
Conserva ancora intatto il fascino del passato questo borgo che è meglio conosciuto come la "nave di pietra".
Dopo aver fatto quasi tutto il giro ed esser rispuntati nella piazza decidiamo di prendere un pò di quel sole caldo di primavera riposandoci sui gradini del Duomo (dopo aver ovviamente dato un'occhiata al suo interno-e ne vale la pena! sulle colonne è riprodotto un raffinato trompe l'oeil ed i soffitti sono affrescati, credo dal periodo barocco).

Torniamo in agriturismo ma il troppo vento mi ha bloccato la digestione ed ho mal di pancia, la cuoca viene solo negli orari dei pasti e la cucina è chiusa, perciò riprendo la macchina e mi fermo al primo bar del paese...mi guardano tutti un pò incuriositi...sono l'unica donna e per giunta sconosciuta. Chiedo una camomilla al giovane barista e mi guarda un pò sorpreso, forse per la mia richiesta insolita, ma poi capisco che nessuno gliel'aveva mai chiesta perchè mi porta una bevanda d'acqua mista a foglie tritate di camomilla. Non ho il coraggio di protestare. La bevo sperando che la mia povera pancia si plachi. Pago, e faccio i complimenti al barista per la camomilla, mi scappa un : non avevo mai mangiato...ehm bevuto una camomilla così buona!
Non credo che lui abbia colto...
Torno in agriturismo e mi stendo un pò...salto la cena il mio stomaco nn vuole saperne di riprendersi (peccato...Mimma è davvero brava!). 
Avevo prenotato per una settimana ma ci rendiamo subito conto che una settimana è troppo lunga per un posto così isolato e che avevamo molte probabilità di trovare dove dormire per via del periodo poco turistico, perciò siamo decisi a partire il giorno seguente (sob...mi mancherà la cucina di Mimma!).

6 commenti:

Anonimo ha detto...

bene bene! continua.. ;-)
in effetti vista la bassa stagione potevate organizzarvi piu' in libertà..
ciao effeci.

calabrisella ha detto...

continuo? spero di non essere noiosa con i miei racconti.
in effetti il momento migliore per esplorare la Calabria (come qualsiasi parte del mondo) è proprio il periodo lontano da qualsiasi festività. Si viene a contatto con la VERA personalità del luogo.

Anonimo ha detto...

infatti, lontano dalle festività e lontano dai luoghi comuni.
aggiungerei che in una settimana si puo' spaziare dal mare alla montagna passando per la collina..
una specie di vagabondaggio come quello di E.Lear, o di Norman Douglas che hanno "esplorato" la calabria girovagando, soprattutto a piedi.
effeci.

aichen ha detto...

Tesoro, è un piacere leggere i tuoi pensieri, riesci attraverso le tue parole a descrivere paesaggi e umori... mi sembrava di stare lì con te ;)
La nostra terra è ricca di paesaggi fantastici e storia secolare, molto spesso celata e trascurata, ci vogliono proprio occhi speciali per riuscire a goderne la bellezza.
Bentornata

calabrisella ha detto...

x effeci: infatti il nostro è stato un vero vagabondare che ci ha riservato non poche sorprese. il bello dell'avventura :)
x aichen: grazie tesoro! ognuno di noi ha nel proprio cuore e nella memoria l'idea della bellezza e il paesaggio calabrese credo possa accontentare un pò tutti. baci

Antonio Candeliere ha detto...

Santa Severina è meravigliosa non solo perchè ci sono nato, ma anche per l'atmosfera che si respira come in genere in tutta la calabria. Meravigliosa e straziante Calabria a presto!