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giovedì 6 maggio 2010

il segreto qual'è?


oggi vi voglio parlare di un libro che sto leggendo.S'intitola "The Secret", l'autrice è sconosciuta una certa Rhonda Byrne, e nel 2007 in America il suo libro è divenuto uno dei primi best seller. Perchè tanto successo?Ne avevo sentito parlare su una rivista qualche tempo fa e già avevo capito come mai tutto questo interesse..poi qualche giorno fa,mentre ero in fila alla cassa del supermercato me lo ritrovo tra gli scaffali e di punto in bianco decido di comprarlo.
Lo sto leggendo tutto d'un fiato ed in realtà non mi sta rivelando alcunchè di segreto. Allora cosa ha reso questo libro un best seller?
Semplicemente questa tipa un bel giorno ha deciso di mettere nero su bianco i suoi pensieri e naturalmente ha cercato di documentarli per renderli credibili.

La cosa straordinaria è che parla semplicemente dei benefici effetti del pensiero positivo. Cosa di cui tutti siamo a conoscenza, ma che il più delle volte tartassati dalla negatività dei messaggi mediatici dimentichiamo di mettere in atto. Forse in alcuni punti trovo che l'autrice affronti il tema marcando forzatamente sui benefici materialistici (tipo come ottenere ricchezza, una nuova macchina ecc..) piuttosto che su quelli spirituali (tema comunque affrontato).
In linea di massima concordo pienamente con la teoria dell'attrazione poichè ho verificato più volte nella mia vita quotidiana la sua efficacia.
Perciò lo consiglio vivamente ai malati cronici di pessimismo, potrebbero scoprire aspetti della propria vita sorprendenti.

Mi dispiace un pò che ultimamente sto trascurando di parlare della Calabria, tema di questo blog, ma in realtà "all'orizzonte non c'è solo il tramonto" vuole affrontare anche temi più vasti che possano comunque contribuire senza presunzione a rendere la Calabria una regione migliore. Non me ne vogliano gli appassionati di cronaca!
Comunque è deciso, dopo la nascita del piccolo in agosto ci metteremo in viaggio verso casa, così dopo un anno esatto potrò finalmente respirare l'aria marina delle coste calabresi. E soprattutto anche il piccolino potrà cominciare coi propri sensi ad amare questa terra.
So che dalle parti di Vibo il nuovo gruppo di potere si sta dando da fare per dimostrare di aver meritato la fiducia degli elettori, pertanto spero di poterne verificare la veridicità degli intenti quando sarò sul posto...e si sa non sono mai stata molto clemente con la cattiva condotta .
Nell'attesa godiamoci questa timida primavera che tra una pioggia e l'altra mostra i suoi meravigliosi frutti. Non notate anche voi come sia tanto verde la natura e come siano più grandi e rigonfi le infiorescenze? sarà merito di tutta questa abbondanza d'acqua!

lunedì 21 settembre 2009

2°resoconto di agosto



Parliamo ancora di mare.
Mare trasparente, cristallino e limpido. Il mare del Tirreno. Perla del Mediterraneo. Gioiello da custodire con cura e rispetto.


Non trovate anche voi che questi colori vadano tutelati?
E invece molta gente non la pensa così. Da qualche settimana è venuta alla ribalta una notizia (peraltro vecchia) sconcertante. Il nostro mare è inquinatissimo da scorie radioattive.
Certo ci tranquillizzano...sotto le acque tutto il male viene attutito, viene digerito, il ciclo naturale depura da solo...
ma che bravi! è proprio un gran genio colui che ha pensato di smaltire tonnellate di scorie radioattive nei nostri amati fondali affondando navi cargo che poi erano legalmente rottamate (da documenti rinvenuti). Avrete sentito tutti la recente notizia della nave trovata nei fondali a 20 miglia da Amantea. Una nave cargo che era stata regolarmente registrata intorno agli anni '80 come demolita, ed invece si trova nei nostri fondali con un carico altamente radioattivo.
Gli alti vertici minimizzano, ma questa è una cosa gravissima. Pare che siano 35 le navi cariche di scorie disseminate nel mediterraneo, tutte a sud.
Potremmo già risentire degli effetti della radiazione sulla nostra salute. Non è un caso che le malattie tumorali e le leucemie sono aumentate negli ultimi decenni. A quanto pare sono più di 20 anni che si smaltisce nelle coste meridionali scorie che arrivano da tutte le parti del mondo.
Come sempre c'è di mezzo la ndrangheta, ma scommetto che qualche politico accomodante ha chiuso tutti e due gli occhi per permettere tale nefandezza. Legambiente ha già pubblicato diversi dossier sull'argomento e ci sono state anche intercettazioni telefoniche di cui voglio riportare un breve spezzone:

"Basta essere furbi, aspettare delle giornate di mare giusto, e
chi vuoi
che se ne accorga?"
A questo punto l'interlocutore all'altro capo del telefono sembra avere
qualche perplessità, forse una sorta di rigurgito di coscienza:
"E il mare? Che ne sarà del mare della zona se l'ammorbiamo?
"Ma sai quanto ce ne fottiamo del mare? Pensa ai soldi - è la risposta -
che con quelli, il mare andiamo a trovarcelo da un'altra parte..."


Quanta ignoranza! Come se il mare fosse una cosa immobile. Non lo sanno che l'acqua di mare evapora e si trasforma in pioggia e va a finire sulle nostre teste? attraverso l'acqua che beviamo ed i prodotti della terra, ortaggi, carni assorbiamo anche noi ed anche questi stupidoni tutte queste scorie!
Trovate questo e molto altro sull'argomento qui.

Ora voglio passare ad un argomento un pò più lieve e positivo.
Vi avevo parlato del mercatino dell'usato che ho organizzato questa estate qualche post fa. Ebbene voglio mostrarvi la foto della Cycas che è stata piantata nella aiuola della piazzetta di Vibo Marina grazie al ricavato della vendita. Ne vado molto orgogliosa.

Presto verrà piantata anche una magnolia nell'aiuola sguarnita che vedete qui sotto.
Sono molto contenta, un albero rappresenta la vita ed è grazie agli alberi che noi tutti respiriamo. Per ogni albero abbattuto dovrebbero piantarne almeno 3 per restituire alla Terra ciò che le hanno tolto...ed invece sulla collina vibonese mettono in sesto dal rischio idrogeologico tagliando tutto ciò che trovano nel loro cammino per posare una rete metallica a maglia fine che dovrebbe contenere il suolo dalla frantumazione. mha!

Certe amarezze non bisogna ingoiarle! Proprio non capisco!

Lo so che è brutto passare da un argomento ad un altro, ma mi ritrovo a dover sintetizzare per mancanza di tempo. Mi scuso con tutti voi se questo crea un pò di confusione. Vi avevo promesso di mostrarvi qualche risultato della ristrutturazione della casa di mia mamma.
Ed ecco qua qualche foto del bagno:



a presto.

venerdì 11 settembre 2009

Fondali marini da scoprire

AMBIENTE: SCOPERTA NUOVA SPECIE CONCHIGLIA IN CALABRIA
(ANSA) - VIBO VALENTIA, 10 SET - E' un'assoluta novita' scientifica: piccola, bianca, con tanti puntini rossi sulla superficie: e' la nuova specie di conchiglia, una Ciprea trovata a 108 metri di profondita' nell'area antistante il porto di Vibo Valentia Marina, nel Tirreno calabrese. La scoperta definita ''storica'' per la biologia marina e' stata annunciata nel corso della presentazione dei risultati delle ricerche condotte dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) condotte nei fondali calabresi. Ad annunciare la scoperta l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Silvestro Greco, che e' un biologo marino. Questa nuova specie di conchiglia non era mai stata avvistata prima nei mari del pianeta. Quindi non e' neanche catalogata. ''Quando l'abbiamo vista per la prima volta - ha affermato Simonepietro Canese, responsabile del programma di ricerca Ispra - ci siamo stupiti, perche' non riuscivamo a classificarla in nessuna specie. Cosi' abbiamo mandato le foto all'universita' di Genova. E li' c'e' stata la sorpresa: questa specie non era catalogata. E noi la vedevamo per la prima volta''. ''Con la scoperta del corallo nero - ha detto l'assessore Greco - avevamo avuto la percezione di una ricchezza straordinaria dei nostri fondali. Con i risultati di queste ricerche nei mari calabresi, si dovranno riscrivere i libri di biologia marina''. (ANSA).

lunedì 24 agosto 2009

primo resoconto di agosto

Ormai è passata più di una settimana alla fine delle ferie.

Quest'anno ho dedicato il mio periodo di riposo esclusivamente alla famiglia e agli amici di sempre, nella mia calabria, nel mio paese.

Scansati gli incendi che gli altri anni si riproducevano copiosi, baciata dal sole e bagnata da un caldo umido insopportabile, l'unico refrigerio si trovava in acqua salata. Un mare cristallino, trasparente e popolato da tanti pesciolini vispi.

Un tuffo ed una nuotata rinfrescano l'animo ed i pensieri, che già al mattino si affollano e affannano.





Quanta bellezza trovo nei volti degli amici, soprattutto il primo giorno; sarà il mio entusiasmo, sarà l'aria salubre ma la prima sera, la notte di san lorenzo, tutti in spiaggia a cercare la propria stella fortunata, i volti che ho incontrato erano tutti bellissimi.

La felicità è poi davvero facile ed intensa e godo ancora al pensiero di quella prima sera.

Primo bagno quello di mezzanotte col gusto di riscoprire il gioco ed il divertimento con cose semplici, salvagenti, materassini e paperelle.








La ristrutturazione della casa di mia madre sta giungendo al termine, ormai mancano solo le piccole finiture, i dettagli che rendono una casa vissuta e molto personale.

Nonostante qualche battibbecco con la mamma, per colpa mia devo dire, perchè tendo a far prevalere il mio gusto su quello altrui, il risultato è davvero soddisfacente.

Lo spazio è diminuito e qualcosa è risultato di troppo. Dalla necessità di trovare una collocazione ad una buona quantità di oggetti oramai fuori luogo è nata l'idea del mercatino dell'usato.

Subito dopo la festa della Madonna di Pompei, protettrice dei marinai e dei pescatori.

Festeggiata da un fiume di gente accorsa da ogni parte per vederla, la Madonna inizia il suo percorso dalla chiesa principale del paese sorretta da sei volenterosi uomini, portata in corteo per le vie cittadine ed imbarcata sul peschereccio di turno.






E qui comincia il suo viaggio fatto da tre giri nel porto seguita da una quantità di barche e barchette addobbatte a festa lungo un percorso illuminato da suggestivi lumini adagiati sull'acqua. Il finale è coronato da una festa di fuochi pirotecnici davvero esplosivi!





Il mercatino! che esperienza costruttiva per me. Appassionata da sempre dal passato ed abituata a gironzolare per mercatini non necessariamente con la voglia di comprare ma soprattutto per la curiosità di trovare dietro gli oggetti una storia, per la prima volta mi sono trovata dall'altra parte, nella vendita. Anche per il mio paese è stata per così dire una prima volta.

E sono rimasta piacevolmente stupita dalla quantità di gente accorsa dalla curiosità. E' stato bello anche scoprire il lato umano di questa esperienza. La passione dei bambini per esempio, primi fra tutti nella partecipazione per un progetto positivo.

La disponibilità delle persone a sentirsi parte di un obiettivo comune. E la voglia di molti di ripetere l'esperienza e farla diventare un appuntamento fisso. Chissà, per qualcuno potrebbe diventare un vero e proprio lavoro. Il ricavato della vendita è destinato all'acquisto ed all'impianto di un albero da posizionare in un aiuola sguarnita della piazza principale del paese.
Grazie a tutte le persone che hanno partecipato organizzato comprato e aiutato a realizzare il primo mercatino dell'usato a Vibo Marina.

Immancabile nell'estate vibonese un salto a Tropea, perla della nostra costa, che devo dire un pò mi ha deluso. La prima impressione che ho avuto è stata, entrando in centro, di far l'ingresso in un luna park. Una sovrapposizione assordante di musiche diverse ma tra loro molto simili, un via vai di persone in ghingheri tra un bar e l'altro, colori psichedelici di luci al neon,a gara ad essere i più grandi come nelle attrazioni da luna park. Una città come Tropea merita una valorizzazione più raffinata a mio parere.
Comunque nonostante la delusione ho trovato una nota positiva in tutto ciò, ovvero la scoperta di un bar diverso da tutti gli altri, senza musica, anche perchè inutile, e con un gusto a metà tra i bar cubani colorati e i club di jazz con le fotografie giganti in bianco e nero.
Non ha insegne, si trova esattamente di fronte al famosissimo bar Macrì ed è gestito da un signore (che non ho conosciuto) e dalla nipote molto grintosa. Ho fatto una foto dell'interno, ma seduti anche ai tavolini in ferro all'esterno si sta benissimo; si possono gustare una quantità di vini esagerata. provatelo



Verso le 2 del mattino quando ormai la piazza si è svuotata ed il caos iniziale andava scemando ecco che la vera essenza della città finalmente si fa strada. Da dietro i pannelli che ci separavano dal Bar Macrì udiamo un sound diverso, incalzante ed originale. Incuriositi ci avviciniamo. Un trio energico di musica si era appostato con i suoi strumenti su di un grande tappeto in strada ed ha improvvisato grandi pezzi della musica classica internazionale con nuove armonie di stampo oserei dire jazz. Proprio quello che mi ci voleva.



Un vero spettacolo di adrenalina. Il pianista, vero motore del trio suonava con ogni parte del corpo. Vincenzo Mirabello si chiama e sembra essere un vero portento a livello nazionale.




qui potete vedere il video di una sua performance.
qui di seguito invece ho raccolto qualche notizia biografica:

Nasce a Catanzaro nel 1981 ed inizia prestissimo, a soli 6 anni, gli studi di pianoforte, sotto la guida del maestro Vincenzo La Pera con il quale si diploma giovanissimo al conservatorio di musica di Matera con il massimo dei voti. Segue contestualmente i corsi di perfezionamento pianistico con il maestro Kostantin Borgino, presso l'Accademia Costantiniana di Arti e Scienze, dal quale riceve un attestato di grande stima, quando viene scelto per l'esecuzione del Concerto K. 414 di W.A Mozart per pianoforte ed orchestra, suonato nell'auditorium di Chioggia e presso la Cattedrale di Grenoble. Vince numerosi concorsi nazionali ed internazionali e spesso viene omaggiato da recensioni in riviste specializzate per le sue brillanti eesecuzioni di J.S. Bach e della musica barocca, da lui molto amata. Ha già inciso un altro CD d'improvvisazione jazz, genere questo che lo ha visto protagonista in numerose esibizioni presso molti teatri nazionali ed internazionali, fra i quali il teatro di Barletta, il teatro "Masaccio" di San Giovanni Valdarno, il palazzo Barberini di Roma, la cattedrale di Montpellier in Francia e tanti altri.
(fonte)

E per finire questa prima parte non posso non parlare del VI Edizione del Tamburello Festival che il 18 agosto ha visto come protagonisti i Tammurria a Zambrone.
Una scarica di adrenalina che solo lo scatenarsi nei passi della tarantella fa esplodere con tanta potenza. Una festa che unisce una varietà incredibile di persone. Una vera piazza sociale.
Con la cammella esplosiva come finale.





martedì 4 agosto 2009

risposta del WWF

voglio pubblicare la risposta che il presidente del WWF Calabria mi ha mandato stamattina in seguito alla lettera che gli scrissi in merito al taglio degli alberi come misura preventiva al rischio idrogeologico. Soprattutto voglio sottolineare la serietà di questa associazione, dal quale ho avuto almeno una risposta. Tutte le volte che ho provato a scrivere a qualche assessore non ho mai ricevuto la benchè minima considerazione, ovviamente sono troppo impegnati ad occuparsi del governo del territorio per prendere in considerazione le segnalazioni dei cittadini.
ecco di seguito la mail di risposta del signor Paolillo con relativi allegati (anche una considerazione sulla decisione del Comune di accettare la possibilità per l'Italcementi di Vibo Marina di usare come combustibile sia i rifiuti solidi urbani che gli pneumatici)

Gentile Signora,
condividiamo pienamente la Sua preoccupazione e le Sue critiche sui recenti tagli di alberi sulla collina del Vibonese: a proposito Le inviamo in allegato un recentissimo nostro comunicato stampa di solidarieta' alla Magistratura dopo i sequestri delle localita' "Cocari" e "Sughero".
Confidiamo molto nell'operato del nuovo Procuratore e Le confermiamo la nostra costante azione di vigilanza e di denuncia.
Un cordiale saluto.
Pino Paolillo

Segreteria Regionale WWF Calabria


APPREZZAMENTI DEL WWF PER LE INIZIATIVE A TUTELA DELLA COLLINA VIBONESE
LE POLEMICHE PASSANO, L’INQUINAMENO RESTA

Il dibattito aperto, a volte anche aspro, che ha fatto seguito alla proposta di bruciare Combustibile da Rifiuti e diecimila tonnellate all’anno di copertoni nel forno del cementificio è servito a richiamare ancora una volta l’attenzione su una situazione ambientale, quella di Vibo Marina e dintorni, che presenta troppi e mai risolti punti di criticità e di degrado più volte denunciati da associazioni, sindacati, rappresentanti eletti dai cittadini.
La stessa diatriba ha riproposto purtroppo la vecchia e fuorviante antitesi tra le ragioni dell’economia (difesa dei livelli occupazionali, riduzione delle spese di produzione) da un lato e quelle dell’ecologia (tutela della salute e dell’ambiente, una nuova politica dei rifiuti) dall’altro.
E a tale proposito penso che nessuno, in buona fede, possa davvero ritenere che chi si batte per una migliore qualità della vita desideri che anche uno solo degli operai di Vibo Marina debba perdere il posto di lavoro, ma dovrebbe essere altrettanto evidente che le preoccupazioni manifestate da più parti nelle scorse settimane, dopo l’accordo per l’utilizzo di CDR e pneumatici come combustibili, riguardano gli effetti negativi che una tale scelta potrebbe avere sull’ambiente e sui cittadini.
E che si tratti di preoccupazioni più che legittime lo testimonia la stessa storia dell’industrialismo, caratterizzata da una costante ricerca del profitto, a danno ( non sempre, ma troppo spesso), delle maestranze, delle comunità locali e dell’ambiente:
Solo per citare qualche esempio: da Porto Marghera ad Augusta, da Crotone a Cengio, da Scarlino a Taranto, da Seveso fino ai recenti casi dell’inceneritore di Colleferro, (che inquinava l’aria mentre tutto veniva fatto risultare in regola) e della “Eternit” di Casale Monferrato, le tragedie umane e i disastri ambientali capitati altrove, magari nascosti o negati per anni, non possono non suscitare una riflessione profonda sulle prospettive di un’area che da tempo è diventata un po’ il simbolo dei mali ambientali e delle contraddizioni di una provincia eternamente in bilico tra sviluppo turistico e sviluppo industriale ( un po’ come volere la botte piena e la moglie ubriaca).
Affievoliti, almeno temporaneamente, i toni della discussione sul futuro, quello che resta, anzi, che letteralmente incombe sulla frazione Marina e dintorni, è l’inquinamento dell’aria. Dopo tutte le polemiche e le assicurazioni elargite dai cosiddetti organi competenti, la cappa rossastra di provenienza ancora ignota che ristagna sul cielo notturno di Vibo Marina e che, nelle giornate di calma atmosferica, è chiaramente visibile anche di giorno, sembra non interessare a nessuno.
E allora, al di là di tutto e tralasciando per il momento di entrare nel merito della inopportunità di bruciare rifiuti che altrimenti potrebbero essere riciclati (“tertium non datur”), la domanda d’obbligo è questa: si può sapere cosa entra nei polmoni di migliaia di cittadini e chi riversa nell’aria altre sostanze ? Si può sapere – mi rivolgo alle autorità sanitarie – se è stata fatta un’indagine epidemiologica su quel territorio per verificare qual è l’incidenza di certe patologie nella popolazione e scoprirne eventualmente le cause? Se davvero non si vuole creare allarmismo, l’unico modo è quello di fornire i dati ( possibilmente non …inquinati) sulla qualità dell’aria.
Se dovesse risultare che la stessa profuma di lavanda e che i cittadini di Vibo Marina campano in salute fino a cent’anni come i vecchietti del Caucaso, allora ci trasferiamo tutti al Pennello; in caso contrario bisogna sapere chi è che inquina e adottare i provvedimenti del caso.
Perché se è giusto che nessuno deve morire di fame, è sacrosanto che nessuno si deve ammalare per colpa degli altri.
A meno che qualcuno non riesca a convincerci che la salute debba cedere il primo posto nella classifica delle cose che contano nella vita.

Pino Paolillo
WWF Calabria

Le recenti iniziative adottate dalla magistratura vibonese per reprimere e contrastare l’abusivismo edilizio che ormai da decenni interessa la collina del capoluogo, non possono che suscitare il vivo apprezzamento da parte di un’associazione, come il WWF, che in tempi non sospetti aveva lanciato l’allarme, insieme ad associazioni ambientaliste locali, sui pericoli che tale opera di consumo del suolo avrebbero comportato.
Purtroppo ci sono voluti i morti e i disastri dell’alluvione di tre anni fa per richiamare l’attenzione sul rischio idrogeologico rappresentato dalla continua edificazione della zona collinare, vista la progressiva impermeabilizzazione del terreno destinato invece ad un utilizzo di tipo agricolo.
Da tempo il WWF aveva auspicato una politica di tutela di tutta l’area, sia attraverso il divieto di edificare, che mediante una massiccia opera di rimboschimento al fine di consolidare le zone soggette a frane e accrescere in tal modo le “difese naturali” in caso di eventi meteorologici particolari come quelli del tragico 3 luglio 2006.
E invece si è continuato a costruire e addirittura a tagliare alberi di pregio come Lecci e altre querce per far posto ad opinabili reti di protezione.
Il Consiglio Regionale del WWF Calabria, nell’esprimere dunque il proprio compiacimento per “l’aria nuova” che si respira nella Procura Vibonese, si augura che l’interesse fin qui dimostrato dai magistrati per il rispetto delle leggi in materia ambientale, si estenda in ogni direzione per ricordare che anche a Vibo Valentia i diritti della natura e la salute dei cittadini non possono essere calpestati impunemente.

WWF Calabria


TAGLIATELI TUTTI

Può sembrare strano, ma c’è un posto dove si nutre un’avversione viscerale nei confronti degli esseri più inermi, silenziosi e generosi del mondo: gli alberi.

Eppure ai bambini delle elementari si insegna che bisogna rispettarli ( purché rimangano confinati nelle illustrazioni dei libri), si fanno fare ricerche su Internet e in qualche caso, per loro, si organizza una festa . In Calabria invece si preferisce “fare la festa” agli alberi. E pensare che una legge dello stato era stata intitolata “Un albero per ogni nato”, ma il senso era quello di piantarli. E comunque, a giudicare dai tagli, il tasso di natalità della regione sembrerebbe nettamente in crescita. Auspicabile dunque una maggiore morigeratezza .

A sud del Pollino la fisiologia vegetale sembra funzionare all’incontrario: qui le piante “tolgono l’aria”, sottraggono prezioso ossigeno e producono anidride carbonica, provocano frane e smottamenti, insudiciano il terreno con i loro rifiuti (foglie, frutti), creano fastidiose zone d’ombra impedendo alle automobili di ricevere quei raggi solari che rendono gradevoli gli abitacoli soprattutto durante i mesi estivi.

Per non parlare poi dei danni che arrecano ai marciapiedi! Per cui, per mettere quattro mattonelle nuove, è giusto buttare giù un patriarca di cento anni.

Ma non è tutto: gli alberi nascondono, coprono, limitano l’attività più amata dal popolo calabrese curioso ed esibizionista: guardare ed essere guardati, sapere degli altri e far sapere agli altri di sé. Dalla nascita al cimitero. In una regione dove ognuno “mira ed è mirato e in cor s’allegra”, dove tutto si mette in mostra, dove, se fosse possibile, si gioirebbe pure del proprio funerale come momento di protagonismo, un elemento che crea separazione, che impedisce all’occhio di spaziare sulla strada sottostante o nella casa di fronte, non può che essere osteggiato .

C’è chi ha protestato perché non si vedeva l’insegna o l’automobile sotto casa e persino chi , sempre a causa degli alberi, non poteva salutare la dirimpettaia. Sempre in Calabria poi gli psicanalisti hanno dovuto coniare un nuovo termine per descrivere la sindrome depressiva che colpisce una buona parte della popolazione: la dendrofobia (dal greco dendròs, albero e phobia, timore). Non passerà molto che i medici, per debellare il “male oscuro” saranno costretti a prescrivere: “ l’abbattimento di elementi arborei nel raggio di un km e soggiorno in zone desertiche"” E chissà che con questa cura non torni la gioia e la voglia di vivere.

Volete mettere il frenetico, ma vitale fluire della vita cittadina con suoi rumori, i salutari gas di scarico, le scoppiettanti marmitte, le impennate acrobatiche, il vivace andirivieni di massaie e le file di automobili , con il cupo colore di immobili e resinosi Pini “scagliosi ed irti”? Tanto, di questi tempi gli innamorati passeggiano teneramente nei centri commerciali e se qualcuno andasse a sentire “la pioggia nel pineto” lo prenderebbero per scemo. Meglio i cd ad alto volume nell’auto presa a rate.

Eppure il taglio degli alberi o la loro mutilazione hanno motivazioni molto più serie: c’è chi è pronto a giurare che tutti gli alberi del proprio paese sono ammalati o pericolanti. O meglio “potenzialmente pericolanti”. E chi può negare che una giornata di scirocco o di maestrale non possa schiantare un ramo o un fusto intero? Ergo, via libera alle motoseghe, perché “potenzialmente” tutto può accadere.

Bisognerebbe consigliarlo pure al Sindaco Alemanno: quei vecchi Platani lungo il Tevere o i Pini tanto cari a Respighi rappresentano un pericolo per la gente capitolina, per cui una bella “pulizia” delle strade e delle ville romane non sarebbe male. Quanto a Tivoli non si capisce perché non chiudano Villa d’Este per inagibilità, con quei Lecci decrepiti che minacciano migliaia di visitatori.

Peccato che sia un po’ più costoso, ma tante case dei centri storici andrebbero abbattute in quanto “potenzialmente pericolanti” in caso di terremoto, ma le case hanno un legittimo proprietario, non sono di nessuno come gli alberi o le panchine .Altrove si dice che il verde abbellisce, che accresce la qualità della vita, ma qui in Calabria il concetto di bello risulta sconosciuto, estraneo alla nostra mentalità: basta guardare come è stata massacrata la regione negli ultimi decenni , mentre i pilastri continuano a spuntare come i funghi in autunno.

Ma in fondo, se davvero fare politica significa rispondere alle esigenze dei cittadini, tagliateli tutti, così li farete felici e chissà che non ci scappi qualche voto in più.

Per le ricerche dei nostri figli, basta collegarsi ad Internet : ci sono bellissime foto di alberi.

E non tolgono l’aria!

Pino Paolillo


LE POLEMICHE PASSANO, L’INQUINAMENO RESTA

Il dibattito aperto, a volte anche aspro, che ha fatto seguito alla proposta di bruciare Combustibile da Rifiuti e diecimila tonnellate all’anno di copertoni nel forno del cementificio è servito a richiamare ancora una volta l’attenzione su una situazione ambientale, quella di Vibo Marina e dintorni, che presenta troppi e mai risolti punti di criticità e di degrado più volte denunciati da associazioni, sindacati, rappresentanti eletti dai cittadini.
La stessa diatriba ha riproposto purtroppo la vecchia e fuorviante antitesi tra le ragioni dell’economia (difesa dei livelli occupazionali, riduzione delle spese di produzione) da un lato e quelle dell’ecologia (tutela della salute e dell’ambiente, una nuova politica dei rifiuti) dall’altro.
E a tale proposito penso che nessuno, in buona fede, possa davvero ritenere che chi si batte per una migliore qualità della vita desideri che anche uno solo degli operai di Vibo Marina debba perdere il posto di lavoro, ma dovrebbe essere altrettanto evidente che le preoccupazioni manifestate da più parti nelle scorse settimane, dopo l’accordo per l’utilizzo di CDR e pneumatici come combustibili, riguardano gli effetti negativi che una tale scelta potrebbe avere sull’ambiente e sui cittadini.
E che si tratti di preoccupazioni più che legittime lo testimonia la stessa storia dell’industrialismo, caratterizzata da una costante ricerca del profitto, a danno ( non sempre, ma troppo spesso), delle maestranze, delle comunità locali e dell’ambiente:
Solo per citare qualche esempio: da Porto Marghera ad Augusta, da Crotone a Cengio, da Scarlino a Taranto, da Seveso fino ai recenti casi dell’inceneritore di Colleferro, (che inquinava l’aria mentre tutto veniva fatto risultare in regola) e della “Eternit” di Casale Monferrato, le tragedie umane e i disastri ambientali capitati altrove, magari nascosti o negati per anni, non possono non suscitare una riflessione profonda sulle prospettive di un’area che da tempo è diventata un po’ il simbolo dei mali ambientali e delle contraddizioni di una provincia eternamente in bilico tra sviluppo turistico e sviluppo industriale ( un po’ come volere la botte piena e la moglie ubriaca).
Affievoliti, almeno temporaneamente, i toni della discussione sul futuro, quello che resta, anzi, che letteralmente incombe sulla frazione Marina e dintorni, è l’inquinamento dell’aria. Dopo tutte le polemiche e le assicurazioni elargite dai cosiddetti organi competenti, la cappa rossastra di provenienza ancora ignota che ristagna sul cielo notturno di Vibo Marina e che, nelle giornate di calma atmosferica, è chiaramente visibile anche di giorno, sembra non interessare a nessuno.
E allora, al di là di tutto e tralasciando per il momento di entrare nel merito della inopportunità di bruciare rifiuti che altrimenti potrebbero essere riciclati (“tertium non datur”), la domanda d’obbligo è questa: si può sapere cosa entra nei polmoni di migliaia di cittadini e chi riversa nell’aria altre sostanze ? Si può sapere – mi rivolgo alle autorità sanitarie – se è stata fatta un’indagine epidemiologica su quel territorio per verificare qual è l’incidenza di certe patologie nella popolazione e scoprirne eventualmente le cause? Se davvero non si vuole creare allarmismo, l’unico modo è quello di fornire i dati ( possibilmente non …inquinati) sulla qualità dell’aria.
Se dovesse risultare che la stessa profuma di lavanda e che i cittadini di Vibo Marina campano in salute fino a cent’anni come i vecchietti del Caucaso, allora ci trasferiamo tutti al Pennello; in caso contrario bisogna sapere chi è che inquina e adottare i provvedimenti del caso.
Perché se è giusto che nessuno deve morire di fame, è sacrosanto che nessuno si deve ammalare per colpa degli altri.
A meno che qualcuno non riesca a convincerci che la salute debba cedere il primo posto nella classifica delle cose che contano nella vita.

Pino Paolillo
WWF Calabria

lunedì 27 luglio 2009

lettera al wwf

Posto una lettera che ho appena inviato al wwf in seguito alla lettura di un articolo postato dal sito "Percorsi di autonomia amministrativa e mentale".

Gentile associazione

vi scrivo perchè sono molto preoccupata per le sorti del mio paese, Vibo Valentia ed in particolare sia per l'incolumità dei suoi abitanti che per la salvaguardia della flora.
Leggendo un articolo di un noto blogger locale molto attento alle tematiche ambientali, di cui linko la pagina:

http://comuneportosantavenere.blogspot.com/2009/07/san-pietro-finalmente-vista-la-messa.html

vorrei chiedervi quali sono i mezzi legali di cui disponiamo noi cittadini per la protezione del territorio in cui viviamo.
Nel nostro caso, i nostri amministratori si sono dimostrati molto distratti sull'efficacia e la correttezza delle loro scelte strategiche, o forse mi viene da pensare che in queste non abbiano messo al primo posto l'interesse della collettività ma altri interessi, il più delle volte contrastanti con la tutela del territorio (che secondo me deve venire prima di quella delle persone!).
Al momento, a seguito dell'alluvione che ha colpito la nostra zona il 3 luglio del 2006, i nostri governanti si sono visti "costretti" ad attuare una politica di messa in sicurezza del territorio (dopo un'ordinanza del commissario delegato A.Loiero) molto celermente (a tre anni di distanza) proprio in questi mesi.
Il post del mio amico blogger mostra molto chiaramente, con una documentazione fotografica , i modi e le tecniche usati per la cosidetta messa in sicurezza.

Io sono architetto e lavoro in Toscana. Qui, zona altamente a rischio idrogeologico e famosa in tutto il mondo per l'alluvione che devastò Firenze negli anni 60, tagliare un albero senza un buon motivo è un delitto contro l'umanità stessa. Il piano di rischio idrogeologico redatto obbligatoriamente da tutti i Comuni impone dei vincoli molto restrittivi che, a seconda del livello di pericolosità, vietano assolutamente di tagliare gli alberi.
A Vibo per mettere in sicurezza il territorio, si fa esattamente il contrario.

Confido che la vostra associazione, da sempre in prima linea per la salvaguardia dell'ambiente, punti in qualche modo la propria attenzione su questo, a mio avviso gravissimo, problema.
Grazie per l'attenzione dedicata,
con stima

Rosanna Iorfida

martedì 7 luglio 2009

ALLUVIONE VIBO:nessun responsabile

(AGI) - Vibo Valentia, 6 lug. - Il gup del tribunale di Vibo Valentia Giancarlo Bianchi, ha prosciolto gli undici imputati per i quali la procura della Repubblica aveva chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo, lesioni personali inondazione e disastro ambientale nell'ambito dell'inchiesta scaturita a seguito della alluvione che il 3 luglio del 2006 sconvolse il Vibonese. Travolti da una valanga di massi, fango e detriti nel tratto che collega Vibo Valentia a Vibo Marina, persero la vita tra l'altro il piccolo Salvatore Gaglioti di 16 mesi, lo zio Ulisse Gaglioti e Nicola De Pascale, mentre rimase ferito Bruno Virdo'. Un disastro i cui danni furono stimati in oltre 200 milioni di euro. Prosciolti da tutte le accuse i funzionari regionali dell'Anas Giovanni Francesco Scopelliti, 40 anni di Reggio Calabria; Vincenzo Capozza, 51 anni, di Reggio Calabria; Michele Adiletta, 53 anni, di Faenza e Raffaele Celia, 38 anni, di Petrizzi (Cz). Ed ancora: i dirigenti regionali del Dipartimento Lavori pubblici Umberto Sirianni, 70 anni, di Catanzaro; Giovanni Ricca, 58 anni, di Cosenza; Vincenzo Pizzonia, 70 anni, di Francavilla; Luigi Zinno, 54 anni, di Cosenza; Massimo Nistico', 56 anni, di Soverato e Pietro La Rosa, 53 anni di Rosarno. Tra gli indiziati era finito anche il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso per il quale pero' era stata chiesta l'archiviazione da parte della procura stessa.


non ho parole

venerdì 3 luglio 2009

3 luglio 2006

sono passati tre anni dall'alluvione che ha devastato il territorio costiero del Vibonese. In tre anni enormi sforzi (a detta del Commissario per l'emergenza alluvione Agazio Loiero) sono stati fatti per cercare di risanare e metter in sicurezza dal rischio idrogeologico il territorio.
E' vero. Leggete l'articolo sotto. Qualcosa è stato fatto.
Un inizio, direi, di un processo di ridefinizione territoriale che non deve fermarsi qui ed ora, ma deve proseguire. E' necessario che venga concepito un Piano (previsto dal nuovo Piano Strategico) che ridefinisca le norme per la gestione del territorio.
Perciò si, posso dire grazie a questi uomini di potere per fatto il loro dovere, grazie per non aver ignorato, grazie per l'impegno, ma attenti anche a non rilassarsi troppo sui risultati conseguiti. C'è ancora tanta strada da fare e se queste sono le premesse i risultati non tarderanno a venire per l'enorme soddisfazione non solo dei politici ma anche dei cittadini che finalmente potranno essere orgogliosi di far parte di un sistema che funziona.


CALABRIA: LOIERO, PER ALLUVIONE VIBO FATTO SFORZO ENORME

(ASCA) - Catanzaro, 2 lug - ''Le ferite, soprattutto quelle umane, non sono ancora cicatrizzate, ma a tre anni dalla tragica alluvione che ha colpito il Vibonese abbiamo prodotto uno sforzo enorme per riportare il territorio alla normalita'''. E' quanto afferma Agazio Loiero che, nella sua qualita' di commissario delegato, presidente per l'emergenza e come presidente della Regione Calabria, ha voluto ricordare cosa e' stato fatto e cosa ancora c'e' da fare.

Loiero ha spiegato che gli importi totali trasferiti ai soggetti attuatori sono stati finora pari a piu' di 64 milioni di euro e provengono per il 29% da Fondi della Protezione Civile e per il 71% dai Fondi dell'Accordo di Programma Quadro ''Programma Emergenza Vibo'', voluto dalla Regione. Di tale somma sono stati spesi circa il 24%, con una percentuale del 70% per i fondi della protezione civile e del 30% di quelli derivanti dall'APQ.

''I 64 milioni di investimenti che sono in corso di attuazione sul territorio del vibonese colpito dall'alluvione .- ha affermato Loiero - hanno lo scopo di rimettere in sicurezza il territorio, devastato dall'alluvione del 3 luglio, di riattivare e rafforzare le imprese danneggiate in maniera grave dagli eventi alluvionali, di ridare fiducia ai lavoratori e alle famiglie. Rimangono ancora da definire i contributi ai privati cittadini per le loro abitazioni e per questo si stanno definendo le ultime istruttorie pervenute da parte dei comuni nei cui territori vivono i cittadini danneggiati''.

Secondo quanto Loiero ha detto, ''un altro grande obiettivo da raggiungere e' la delocalizzazione dei depositi costieri, ubicati nella cittadina di Vibo Marina, al fine di garantire che le Marinate vibonesi possano svilupparsi in quella che e' la loro migliore vocazione: il turismo, i servizi per il porto e per i turisti, la cantieristica navale''.

Loiero, infine, ha voluto ricordare che, ''per ripristinare al meglio le condizioni di vivibilita' del territorio sarebbero necessari piu' del doppio delle risorse che il Commissario ha a disposizione'', e ha assicurato che ''la Regione Calabria fara' la sua parte, auspicando che il Governo, diversamente da quanto fatto finora, faccia la propria''.

venerdì 22 maggio 2009

distrazioni ed opportunità

Dirigere i lavori da lontano non è cosa facile.
A causa di una piccola distrazione (non mia purtroppo) ho dovuto far disfare il piano cucina, richiamare il fornitore e cercare di far chiarezza, la questione è ancora sospesa e spero tanto che si giunga ad una soluzione al più presto senza doverci rimettere troppo. Già, perchè il danno maggiore quando sfugge qualcosa è sempre l'onere aggiuntivo che comporta.
Ho chiesto a mia sorella di fotografare l'avanzamento dei lavori e di mandarmi le foto, è così che mi sono accorta dell'errore. Per fortuna appena in tempo.
Dovrò prendere qualche altro giorno prima che finiscano la prima parte dei lavori per la verifica finale. Comunque sono ottimista.


Ero preparata a questo tipo di contrattempo, serve lucidità e calma in questo momento.
Sinceramente lavorare a Vibo non è stato male, le persone sono fantastiche, cordiali e genuine, purtroppo molti hanno il dono dell'approssimazione, e questo rende un pò più complicata la gestione del lavoro; anzi probabilmente sarò sembrata loro eccessivamente pignola e rompic... a notare le battute, ma è l'unico modo, per l'appunto per non ritrovarsi certe sorprese...come è successo appena sono partita...sob!
Nel frattempo mi si è aperta un'altra prospettiva che speravo di intravedere da un pò di tempo, ovvero la possibilità di cooperare con un gruppo di progettazione che fonda la propria etica sul cohousing (clicca sulla parola per saperne di più). La loro sede è Milano e hanno già realizzato dei progetti innovativi in Lombardia ma ora stanno aprendo una rete che possa arrivare in tutta Italia. Il principio base è la condivisione, poi si aggiungono la sostenibilità, il risparmio energetico e la bioedilizia.
Quando incontrerò il gruppo vi farò sapere com'è andata.
Ieri invece, in studio, è venuto a trovarci il nostro geometra di fiducia e ci ha comunicato una notizia molto interessante. Sembra che sia stata approvata il decreto legge (devo ancora trovare i riferimenti) che emana l'obbligo da luglio 2009 di emettere un certificato energetico (cioè quanto consuma l'immobile, la classe energetica - come quella usata per gli elettrodomestici) ogni volta che si stipula un atto di compravendita ed anche di locazione.
Ciò vorrebbe dire che il venditore ha tutto l'interesse di rendere sana e energeticamente efficiente se vuole ricavarci una buona rendita...ed ovviamente i prezzi delle case che hanno una classe energetica troppo alta scenderebbero di prezzo.





venerdì 15 maggio 2009

10 gg di iodio



ho perso l'aereo.
non so come ho potuto sbagliarmi, un attimo di distrazione, una lettura veloce dell'orario ed ecco che arrivata all'areoporto scopro che il mio aereo è già volato via.
Un pò affranta torno in auto e faccio dietro-front verso la stazione ferroviaria.
Per fortuna ho trovato un treno per stasera. Così il mio amore non potrà accusarmi di averlo abbandonato per oltre dieci giorni.
Dieci giorni che sono volati.Finalmente abbiamo iniziato i lavori in casa di mia mamma. Proseguono ma io non posso più rimanere.
Ho bisogno di lavorare e di essere pagata.
Sono molto soddisfatta però dei risultati ottenuti.L'impresa si sta rivelando competente e non presuntuosa come avevo temuto. Abbiamo instaurato un buon rapporto ed insieme man mano abbiamo trovato le soluzioni migliori. Molto presto (quando sarò in studio e riprenderò possesso del cavetto della macchina fotografica) pubblicherò le foto dei lavori.
Nel frattempo voglio imprimere bene su questa pagina le sensazioni che mi hanno seguito.
L'aria è calda, la stagione balneare, anche se non ufficialmente, si può dire che qui è già cominciata.Ho visto molte persone (soprattutto giovani) avventurarsi nel primo bagno, io stessa volevo provarci, ho cercato disperatamente un costume (nel caos del cantiere) e quando l'ho trovato era ormai il tramonto e faceva già un pò freschetto...peccato.
I lidi del mio paese si sono già messi all'opera per pulire le spiagge e rinnovare le strutture e tra meno di un mese apriranno la stagione (anche se secondo me potrebbero già farlo).
Da ieri tutta la spazzatura (montagne) ammassata lungo le strade è sparita e stamani mi hanno consegnato i bidoncini per la raccolta differenziata che inizierà il 18 maggio porta a porta.
Ho avuto modo di ascoltare vari pareri su questo argomento e se devo tirare le somme mi sembra che la popolazione più che essere entusiasta dell'iniziativa (a mio parere ottima) sembra spaventata...forse perchè oggettivamente l'iniziativa non è stata spiegata bene alla popolazione e vige una grande confusione.
vedremo se ci ridurremo come Napoli...
segue..

venerdì 10 aprile 2009

considerazioni post rientro


Mi ritrovo di nuovo immersa negli impegni di lavoro e nella manutenzione della mia casa, ma prima che passi troppo tempo, voglio fermare le sensazioni che mi porto dal mio recente viaggio in Calabria.
Il tempo non è stato clemente, per l'intera settimana il cielo è stato plumbeo, umido e fermo, tant'è che mia mamma continuava a ripetermi preoccupata..."è il cielo dei disastri..".
In effetti è stata la settimana coincidente con il terremoto in Abruzzo, ma non credo che quella di mia mamma fosse una previsione certa del terremoto.
Sono vicina alle famiglie e alle persone che stanno affrontando questa grande difficoltà e spero che trovino la forza di combattere e di reagire positivamente. Ricominciare da zero non è mai semplice. Durante questa settimana ho fatto una scelta degli oggetti, vestiti, scarpe e libri che avrebbero dovuto trovare un nuovo alloggio poichè lo spazio a casa di mia mamma si ridurrà notevolmente. All'inizio pensavo di destinare la roba raccolta ad un mercatino dell'usato (la roba in buone condizioni, il resto l'ho già buttato via), ma ora penso che manderò tutto in Abruzzo; forse per qualcuno dei terremotati potrà essere utile.

Tornando alla roba buttata, ho constatato con piacere l'avvio (anche se quando sono partita non era ancora operativa) della raccolta differenziata porta a porta e l'istituzione di un servizio di raccolta rifiuti ingombranti tramite chiamata ad un numero verde.
Un assessore accompagnato da un consigliere comunale hanno fatto il giro delle scuole ad informare dell'iniziativa e a distribuire il calendario dei giorni di ritiro.

Le cose positive non si fermano qui. Con piacere ho notato che la zona del lungomare crollata per l'erosione del mare è stata recintata e messa completamente in sicurezza. Accortezza che non mi sarei mai aspettata dal Comune. Anche i lavori di completamento della strada che porta ai pontili e al molo rosso sono quasi finiti e sinceramente per la prima volta il risultato mi è piaciuto. Spero che completino l'opera anche con i lampioni, le panchine e i cestini.
Per godere a pieno degli splendidi tramonti che la natura ci regala.


Ho fatto anche un salto in campagna per un sopralluogo ed ho trovato questo piccolo casolare, molto malconcio ma con caratteristiche costruttive e decorative interessanti.
A partire dalla gronda che si sviluppa con una fila di mattoni pieni a sporgere e una fila di pietre, mentre il manto di copertura utilizza soli coppi e malta su doppio ordine.
Questo è un sistema molto antico. Difficile datare la costruzione, la tipologia della gronda è un sistema diffuso in Calabria, presente in moltissime case dei centri storici dei borghi medievali, soprattutto della costa jonica. Questo tipo di gronda ha origine dal sistema costruttivo bizantino.
E' notevole il gusto estetico di questa semplice dimora contadina.
Anche la partizione regolare dei muri intervallate da fasce di pietra e file di mattoni la cui funzione era quella di erigere il muro dritto, regala partendo dalla semplice esigenza costruttiva una gradevole percezione estetica.

Mi piacerebbe recuperare questa struttura. Ormai nel nostro territorio queste tipologie stanno sparendo perchè, purtroppo si preferisce, per una mera questione economica, demolire e ricostruire secondo canoni ben lontani dalle strutture di partenza. Impoverendo il territorio delle testimonianze culturali e tecniche che, al contrario, se salvaguardate, restituirebbero dignità e forza. La tèkhné dal greco, racchiude in sè una quantità di informazioni inimmaginabile.
Tornerò su questo argomento perchè merita un approfondimento.
A proposito di costruzioni, i lavori a casa della mia mamma inizieranno tra un mese!






martedì 24 marzo 2009

lavori in corso

Tra qualche giorno tornerò a casa. Ho già prenotato il volo a/r e starò via 10 giorni.
Sono molto emozionata ed anche un pò tesa per due motivi.
-Il 1° è che tornare a casa mi procura sempre un pò di commozione ed una sorta di eccitazione quasi incontrollabile, 
-Il 2° è che il mio viaggio non è di solo piacere ma prevalentemente riguarda il mio lavoro; ed in un certo senso sarà come fare un esame poichè è la prima volta che mi confronto con una realtà professionale in Calabria.

E' per questo che ho deciso di parlarvene. Per capire, insieme a voi, l'approccio migliore  da intraprendere. Sono convinta che in qualsiasi attività lavorativa i principi base siano fondamentali e valgano in qualsiasi contesto, ma è anche vero che ogni realtà territoriale ha suoi propri meccanismi di funzionamento.
Vi spiego meglio in cosa consiste il mio lavoro. Sono stata chiamata da mia madre per redigere un progetto di divisione dell'appartamento nel quale lei vive attualmente, poichè essendo troppo grande per lei sola, le comporta eccessive spese di manutenzione.
Il lavoro non è molto impegnativo ma, ovviamente, essendo io distante da casa le cose si complicano un pò.
Ho contattato tre imprese (a me sconosciute) per richiedere loro un preventivo. All'inizio in effetti erano solo due, la terza si è aggiunta un mese fa circa.
Tutte e tre le imprese si sono mostrate molto disponibili e collaborative. Devo dire che nessuna di loro ha rifiutato il lavoro e si sono comportate nella prima valutazione come mi aspettavo.
L'unica pecca è stata che per ricevere un primo preventivo ho dovuto aspettare 4 mesi!!!
Devo premettere che non avevo messo loro alcuna fretta, ma 4 mesi mi sembrano davvero troppi. Nel frattempo erano cambiate alcune valutazioni sul progetto ed ho proposto loro di rivedere con un computo metrico dettagliato, questa volta fornito da me.
Sto ancora attendendo risposta.
Sono costretta a richiamarli e a sollecitare una risposta anche perchè in questi 10 giorni sarà fondamentale scegliere l'impresa che dovrà poi effettivamente eseguire i lavori.

In seguito vi fornirò maggiori dettagli.
Nel frattempo vi mostro qualche idea per me interessante spunto per la realizzazione dei nuovi spazi per la casa di mia madre.

martedì 27 gennaio 2009

l'inverno è lungo

La notizia della frana sull'A3 nell'ultimo tratto verso Reggio Calabria non mi stupisce affatto.
Anzi mi stupisce che sia stato l'unico caso isolato...o forse è l'unico caso che ha meritato menzione sui giornali perchè c'è scappato il morto...
La Calabria è devastata ogni estate dagli incendi, il terreno è friabile per natura e senza l'apparato radicale degli alberi che ne stabilizzino le basi è ovvio che tenda a muoversi, per lo più aiutato dalle forti pendenze che contraddistinguono le colline calabre.
Sono parole al vento, sono fatti che si conoscono ma deliberatamente si ignorano.
 
Immancabilmente non riesco a frenare la mia voglia di paragoni con la città che vivo quotidianamente, che ha subito una devastante alluvione e sa che l'acqua va sempre controllata. A Firenze quando piove un pò di più automaticamente scatta un sistema di allerta che (tramite bollettini radio-giornali) tiene informata la popolazione costantemente sul livello di rischio dell'Arno.

Certo di cose da salvarne qui ce ne sono...patrimoni dell'Unesco, monumenti storici, testimonianze del Rinascimento, opere di valore inestimabile...
mi viene da pensare che solo il simbolo...riconosciuto dalla maggioranza, in questa società, ha una considerazione condivisa, merita la salvezza.
Non mi stupisce che solo alcuni valori  (che hanno molto a che fare con l'economia) siano a larga maggioranza condivisi.

Mi ricordo un tratto di strada che da Pizzo porta all'imbocco dell'A3, il noto bivio dell'Angitola, era sempre intasato dalla terra che franava dalla collina, appena pioveva un pò di più. E così per 10 anni. Sono sicura che ancora, lì, nello stesso punto, ogni volta che piove in modo torrenziale il fango raggiunge la carreggiata.

Mi stupisce ogni volta che qualcuno vede le fotografie di cui mi circondo delle coste calabresi, un urlo di meraviglia: che bello! meglio dei Caraibi!
e a nessuno viene in mente che valga la pena di salvarlo questo territorio.

giovedì 11 dicembre 2008

aspettando Natale 2008

ragazzi che giornate!
tra gli impegni di lavoro da definire prima delle vacanze natalizie (yuppi!), i regali da preparare, gli addobbi, le cene di fine corso ed anche qualche compleanno, ho praticamente ogni giorno già organizzato. Se qualcosa va storto vado in stand-by.

Prima di tutto, importantissimo, è doveroso segnalare un evento:
Domenica 14 dicembre, alle ore 18 c/o la SalettaAuditorium della Chiesa SS. del Rosario di Pompei, Vibo Marina, 
si terrà il primo anniversario della presentazione della proposta di legge per l'istituzione del nuovo comune di Porto Santa Venere. Sarà presente anche l'On. Censore che si è fatto carico della proposta.
Una occasione unica per condividere l'obiettivo dell'autonomia con gli altri cittadini e soprattutto mangiare la fantastica torta preparata per l'occasione!
Sono molto contenta che il Comitato per l'Autonomia nn si sia scoraggiato in questo lungo e tortuoso anno ma anzi abbia sottolineato più volte il proprio impegno civile ed ideale, continuando la ricerca e valorizzando le motivazioni.

Auguro loro e a me che il referendum venga indetto presto e chissà che  al soffio della candelina la magia abbia inizio!

Aspettando questo natale e sperando che gli animi si alleggeriscano dalle brutture e possano guardare il mondo con amore vi mostro un pò di lavoretti che ho fatto in questi giorni. 
la cicala porta quello che vuoi


il sacchetto profumato per la palestra per riporre la biancheria intima

martedì 9 settembre 2008

resistenza


Vibo Valentia, 8 set. - (Adnkronos) - E' scattata all'alba l'operazione ''Zain'' condotta dai carabinieri contro cinque persone ritenute responsabili di estorsione, danneggiamento aggravato e porto di arma da fuoco. Si tratta di esponenti della criminalita' organizzata di Piscopio e Stefanaconi, sottoposti a fermo. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, i cinque avrebbero tentato di intimidire un imprenditore in diverse occasioni per convincerlo a chiedere ''protezione'' dietro pagamento di una somma di denaro.

L'ultimo episodio e' avvenuto lo scorso 21 luglio quando ignoti esplosero alcuni colpi di arma da fuoco all'indirizzo del mulino di proprieta' della vittima. Poco tempo prima aveva trovato davanti alla porta una bottiglia con di benzina a scopo intimidatorio. Ma l'imprenditore non ha denunciato il fatto ai carabinieri che si sono dovuti scontrare, riferiscono, con un'ampia cortina di omerta' nel corso delle indagini.

Il gruppo, secondo quanto accertato, stava preparando un ulteriore avvertimento all'indirizzo dell'imprenditore, circostanza che ha reso urgenti i fermi eseguiti alle prime luci del giorno in un'operazione che ha visto coinvolti i carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, dell'ottavo elinucleo dell'Arma, lo squadrone Cacciatori e le unita' cinofile del Goc.

Un copione collaudato in cui ognuno ha un ruolo ben definito. La banda degli estortori aveva calcolato tutto. L'intimidazione all'imprenditore doveva indurlo a cercare degli ''amici'' che gli consigliassero come muoversi, e cosi' in effetti la vittima aveva fatto. I ganci nella trattativa sono stati Michele e Pietro Piperno, padre e figlio di 72 e 51 anni, che hanno comunicato all'imprenditore la richiesta estorsiva per conto di Rosario Fiorillo (19 anni), Ottavio Scrugli (36) e Francesco Fortuna (38).

Avrebbe dovuto consegnare subito 35mila euro e poi 12mila euro ogni Natale. L'imprenditore, rimasto spiazzato dall'esosita' della richiesta, ha cercato di prendere tempo pur non rivolgendosi tuttavia alle forze dell'ordine. Nel frattempo tuttavia il gruppo ha iniziato a fargli pressione, prima con approcci amichevoli, poi con veri e propri pedinamenti. A tutte le ore del giorno si facevano trovare vicino la sua attivita', in atteggiamento minaccioso poco equivoco. Ma la banda non sospettava di essere intercettata e cosi' dalle conversazioni telefoniche e dall'attivita' investigativa i carabinieri sono riusciti a individuarli.

Finalmente qualcuno ne parla.
Finalmente si spiega come avvengono le estorsioni a danno di lavoratori onesti.
La paura fa da padrona, ma anche l'ignoranza ha una buona parte in questo tipo di procedura.
Perchè di procedura si tratta. E sembra che sia sempre la stessa.
I malviventi, ladroni e vigliacchi individuano la loro prossima vittima e con attenzione lasciano dei piccoli segnali molto significativi. Prima una tanica di benzina nei pressi dell'attività del malcapitato (come dire potremmo bruciare tutti  i tuoi sacrifici in un baleno), aspettare che la vittima si confidi con qualche conoscente, magari braccarlo qualche tempo prima per conquistarsene la fiducia, consigliargli magari di non rivolgersi alla polizia, sai ho un amico influente che potrebbe pensarci lui.......poi qualche altro atto intimidatorio....qualche pallettone scoppiato sul bandone o altri danni simili....e se il malcapitato è particolarmente debole o fragile di nervi prima o poi cederà alla paura e si rivolgerà all'"amico" tanto rassicurante, perchè è risaputo, tanto le forze dell'ordine dalle indagini (se le fanno) non arrivano al di là del loro alluce.
E invece non è così, bisogna aver fiducia in loro, e non cedere ai ricatti. Perchè è successo anche che i malviventi dopo vani tentativi di terrorismo dopo un pò abbiano trovato un'altra vittima da spolpare e mollato la presa, o con l'attenzione dei carabinieri si siano tirati un pò indietro.

Nel mio paese queste cose sono all'ordine del giorno, purtroppo nn se ne fa una informazione corretta e ancor di più purtroppo sono tante le persone legate (volenti o nolenti) in qualche modo alla malavita organizzata. Ma per fortuna sono i più riconoscibili. Sono quelli che nei discorsi fanno trapelare sempre il loro disprezzo per le autorità, e che esprimono con orgoglio la loro indipendenza e capacità a cavarsela sempre da soli....ma poi non si sa come questi individui sembrano avere il dono dell'ubiquità, te li ritrovi ovunque - ma nn ce l'hanno un lavoro? - e si prodigano a farti favori, a offrire un caffè...una simpatia un pò sospetta a mio avviso, un servilismo gratuito che lascia trapelare una malizia incontrollata dal luccichio di occhi da gatto.
Vorrei dire a tutti coloro che si trovano in difficoltà, che sentono la pressione, di non fidarsi delle persone che si hanno intorno (il vero sostegno ce lo da solo la famiglia) di affidarsi anche alle forze dell'ordine, che qualche volta riescono nel loro difficilissimo compito. E di credere nelle proprie forze anche se la quantità necessaria sembra essere irraggiungibile.
La vittoria su questi soprusi si festeggia in silenzio e con dignità.

mercoledì 27 agosto 2008

primi pensieri a distanza


due settimane di ferie
sono volate

il tempo dedicato alla famiglia e a qualche amico, il tempo di rivedere il mare ed assaporarne i profumi ed i ricordi, il tempo di sperimentare la buona riuscita degli eventi estivi, il tempo per organizzare i lavori di ristrutturazione nella casa materna e già mi ritrovo sul treno Alta Velocità di scarto senza aria condizionata per Roma.
Poche due settimane per entrare nel vivo della vita quotidiana del luogo, abbastanza (per alcuni) per riposarsi dalle fatiche di un anno di lavoro.
Molte cose non sono riuscita a fare, come visitare il castello di Bivona, o approfittare del fantasmagorico tour guidato e gratuito alle bellezze storiche e naturalistiche del comune di Vibo (occasione persa per la difficoltà a reperire informazioni utili sugli orari, i giorni e fermate dell'autobus). Probabilmente in relazione a quest'ultimo la colpa deve essere mia poichè non ho avuto la briga di alzare il telefono per chiamare le istituzioni o la Proloco. Tuttavia a chiunque chiedessi in giro sembrava raccontassi una favola, come se un'opportunità del genere non fosse meritevole di passaparola.
Inspiegabile

Poco tempo ho avuto di farmi vere scorpacciate di mare, tant'è che si, qualche volta l'ho trovato sporco ma non abbastanza da mettermi in allarme e da accendere la mia macchina indagatrice. Poco male qualcun'altro lo ha fatto al mio posto
segnalo l'interessante indagine posta dal Comitato per l'Autonomia di Porto Santa Venere

Poco tempo ma sufficiente a notare che molti cittadini si sono presi la briga di fare la raccolta differenziata, incontrando spesso (di giorno) presso i cassonetti simpatici signori carichi di bottiglie di plastica e vetro, mentre qualche discolo a dispetto dell'ordinanza (divieto di portare i propri rifiuti all'interno dei cassonetti nelle ore diurne per evitare esalazioni maleodoranti)ha continuato a gettare rifiuti di ogni genere a tutte le ore del giorno (anche perchè mai ho notato la presenza di vigili a monitorare il rispetto dell'ordinanza suddetta), ed infatti vuoi per conseguenza vuoi per mancanza assoluta di senso civico ho potuto notare anche quanta (tantissima) parte della popolazione getta con noncuranza carte, mozziconi di sigarette, scarti di chewingum e quant'altro in terra.
Insopportabile

Con immenso piacere ho potuto gustare i sapori ed i profumi della cucina tipica locale, facendo vere scorpacciate di alici, gamberi e calamari, tonno fresco, 'nduia e fileja, olive (tantissime!), melanzane e peperoni, provola e ricotta, ma soprattutto pomodori secchi sott'olio, la mia passione! me ne sono portata anche una scorta (seccati al sole come faceva mia nonna).
Delizioso

Con gioia scopro anche un mondo lavorativo che funziona...il campo edile (che è poi il mio); ho incontrato persone serie e disponibili che spero mantengano le premesse.
Rassicurante








venerdì 1 agosto 2008

10 agosto: notte bianca a Vibo Marina


A VIBO MARINA 3^ EDIZIONE DI "NOTTE DA SOGNO"

E' uno degli appuntamenti consolidati dell'estate. Nella sua giovane ma significativa storia la notte da sogno che il 10 agosto celebrerà la sua terza edizione a Vibo Marina, si è già ritagliata uno spazio significativo anche al di fuori della regione. L’evento, proposto per la prima volta nel 2006, è diventato oggi un appuntamento molto atteso: soltanto nella passata edizione sono state più di 30mila le persone che hanno voluto partecipare al clima di festa della manifestazione, come sottolineato dall'attenzione riposta dai media più disparati. Una conferma della voglia di rilancio sociale e culturale di un’intera comunità che, in passato, è stata tristemente colpita da disastrosi avvenimenti naturali e che resta tutt’ora in bilico, ma fiduciosa, sul prossimo futuro.“Una notte da sogno” prosegue il suo cammino nel 2008 calcando le orme dell’ottimismo e dell’allegria, all’insegna di quel divertimento puro e contagioso di cui certamente c’è ancora bisogno. La musica sarà, come sempre, l’indiscussa protagonista. Differenti stili, suoni e culture si mescoleranno in un percorso itinerante che troverà nell’area portuale il suo nucleo centrale. Si parte dalle 22 in zona Ciro's con lo spettacolo di balli latini intrattenuti dalla compagnia di Ciquito, nella stessa fascia oraria ma in zona pasticceria divertimento assicurato con le animazioni degli artisti di strada, che tanta curiosità ed entusiasmo avevano già riscosso nell'edizione precedente. Dalle 22.30 in zona piazzetta pittura del corpo per tutti quelli che vogliono provare questa emozione, allo stesso orario ma in zona pasticceria il grande juke-box dal vivo dei Porci Comodi, un gruppo che conosce a memoria il miglior repertorio degli anni '70- '80. Alle 23.30 si torna in zona Ciro's con i Bunarma, una formazione capace di conquistarsi anche un meritato spazio nella celebratissima Viva Radio 2, condotta da Fiorello che li ha poi invitati per una successiva esibizione. Alle 23.30 in zona capitaneria il mega evento con il concerto di Piero Pelù che dopo l'uscita del suo quinto album da solista “Fenomeni”, torna on the road per presentare dal vivo al suo affezionato pubblico calabrese il suo rock più vicino al passato, più metropolitano che mai. “E’ nato in un tempo insolitamente rapido Fenomeni- ribadisce Pelù-: “Non mi era mai capitato di impiegare così poco a realizzare un disco; 4 mesi per scrivere le canzoni, 8 settimane per produrlo in studio. Ho scoperto l’urgenza di comunicare, la bellezza di arrivare presto alla fine del percorso”. Suoi compagni di viaggio saranno i fedeli "Paul" Baglioni alla batteria, Daniele “Tom tom” Barni al basso e il nuovo chitarrista Cosimo “Zanna” Zannelli. Sarà piacevole passare contemporaneamente da una zona all'altra per scoprire le varie ambientazioni, oltre che ovviamente per la proposta artistica di per se.
“La scelta di raddoppiare le postazioni nei pressi della struttura del porto di Vibo Marina- puntualizza Giovanni Patania che dirige artisticamente l'evento per la Top Event- ha un duplice significato. Indubbiamente, da un lato, la vicinanza al mare è capace di dare allo spettacolo uno straordinario effetto scenico, dall’altro, l’obiettivo è quello di sottolineare l’importanza che il porto di Vibo Marina dovrebbe avere come formidabile fattore di sviluppo, occupazione e business strategico nel mercato italiano e mondiale. Nel mese di agosto i giovani si danno appuntamento alla “notte bianca di Vibo Marina”, così come viene ormai conosciuta nel linguaggio comune e informale. Finalmente un evento pensato ad hoc per l’attuale generazione, creato su misura alla loro euforia, al loro modo di essere, alla loro contagiosa voglia di vivere l’estate, senza sfociare in eccessi incontrollati. Semplicemente cantando la gioia e l’emozione di esserci. Sono tante-conclude- anche le famiglie che vi prendono parte: tante mamme, tanti papà e tanti bambini stupiti dalla magia della serata. Ecco perché la Top Event quest’anno ha pensato anche ai più piccoli. Ci sarà una particolare area rivolta esclusivamente a loro, in cui potranno divertirsi, giocando in tranquillità e serenità. Dal tardo pomeriggio fino a notte piena, Vibo Marina si animerà di luci, suoni e colori. Ma soprattutto di tanti, tanti sorrisi.”



Fausto Pedullà

mercoledì 2 luglio 2008

3 luglio 2006


Navigando su blog amici mi sono imbattuta in un articolo che mi ha riportato alla memoria momenti davvero tragici di un estate di due anni fa.
Era il 4 luglio 2006, ero a Madrid per una breve vacanza con mia madre, mattina, la mamma era uscita a fare compere ed io me l'ero presa un pò più comoda quando mi giunge l'sms di un amico di Milano, mi chiedeva se io e miei familiari stavamo bene e che gli dispiaceva per quello che era successo nel mio paese!
Allibbita e molto preoccupata scendo in strada in cerca di un edicola per comprare un giornale italiano, non ricordo quale comprai ma la notizia era in prima pagina:
Alluvione a Vibo Valentia, quattro morti tra cui un bambino, zona della marina in ginocchio.
Man mano che leggevo la mia paura saliva e contorceva il petto e lo stomaco. Chiamo subito a casa. Mio padre e mia sorella, dovevo sentire la loro voce.
Risponde papà e mi rassicura. Stanno bene. Dice che è tutto a posto di non preoccuparmi, minimizza. Ma dalla sua voce sento un certo tremolio che non riesco a dimenticare.
Quando torna la mamma mi trova in lacrime, voglio tornare a casa, mancano ancora 3 giorni al nostro volo di rientro e mi sembrano un eternità. Anche lei è scioccata ma cerca di farmi ragionare. Insisto per partire subito.
La mattina seguente vado in agenzia per cambiare la data di partenza ma non trovo niente. Mi sento molto impotente e il mio pensiero continua ad andare lì, ai miei cari, agli amici, alle strade, alle case, alle persone che hanno perso la casa e il lavoro (e vi assicuro che nella mia testa era niente in confronto a quello che poi ho visto e sentito).
I giorni a seguire, nonostante cercassimo di goderci le ultime ore in quella meravigliosa città che è Madrid, sono stati molto tesi e infelici. Finalmente partiamo.
Sono così ansiosa che sull'aereo ho il mio primo attacco di panico. Per un temporale a Roma ritardano la nostra partenza e ci fanno scendere dall'aereo. Ci fanno aspettare un oretta per poi risalire. Finalmente si parte, ma mi accorgo che le tre ragazze sedute dietro di me non sono salite e lì comincia il mio attacco di panico. Orribile! Non lo auguro a nessuno! Penso tra me che quello è un segno del destino e che dobbiamo scendere. Sono talmente accecata dalla paura che mi alzo dal mio posto e corro verso l'uscita. Ma aihmè le porte dell'aereo erano già chiuse e a nulla sono valse le mie richieste di scendere nè di droghe per calmarmi. Alla fine mi sono accontentata di una camomilla.
Arrivate a casa la triste e desolata scena di una comunità distrutta mi ha spezzato il cuore. Anche l'attività di mio padre è stata colpita, la casa di mio zio. Settimane intere a mandare via tutto quel fango, posso ricordarne ancora l'odore pungente. E più lo mandavi via più sembrava arrivarne dell'altro. La strada dove mio padre lavora sembrava un campo di battaglia, ruspe, camion, croce rossa, protezione civile, e un mare di fango. Negli occhi della gente la disperazione di aver perso i propri riferimenti, il dolore immenso di una vita di lavoro sgretolata in attimo. Ho visto questo ma ho visto anche tanta solidarietà. Ho visto il sorriso della comprensione ed il coraggio di guardare avanti. Ho visto ragazzi darsi da fare per gente mai vista. 
E' stata una tragedia. Un disastro annunciato che avrebbe potuto essere evitato.
Ancora oggi le cause non sono state rimosse o risolte. Ancora oggi si continua a produrre pericolo e morte per migliaia di persone, tra gli stessi abitanti di una comunità in precario equilibrio sociale. Perchè si...se una parte del territorio è stata devastata , una parte si è salvata e non dico che tutti gli abitanti "salvi" hanno ignorato i propri compaesani ma un buon numero si...e chissà forse sono proprio gli stessi che continuano imperterriti a violentare questo bellissimo  territorio.
Domani sarà l'anniversario di questa violenza e per non dimenticare il gruppo cattolico ha organizzato una fiaccolata.. Dal canto mio, anche se lontana domani ringrazierò la vita di avermi fatto scoprire l'immensa umanità dei miei compaesani e auguro loro che possano ricevere da questa stessa vita un premio per il loro coraggio.