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mercoledì 17 agosto 2011

Calabria, 5 mln di euro per le ‘case accessibili’

ecco una notizia molto interessante...per gli architetti calabresi e per i cittadini bisognosi.
mi sembrava doveroso postare questa notizia, lo so, sono sparita da un bel pò, ma prometto che tornerò presto. Il mio equilibrio di mamma si sta stabilizzando e comincio ad avere un pò più tempo per me, anche perchè il mio pupetto già cammina :)


20/07/2011 - L’assessore regionale al Lavoro ed alle Politiche sociali della Regione Calabria, Francescantonio Stillitani, ha presentato alla stampa il bando “Case accessibili” per l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle abitazioni private.
L’avviso pubblico è stato pubblicato sul Burc n. 25 del 24 giugno scorso. La dotazione finanziaria, derivante dal POR FESR, è di 5.220.000 euro.

“Il bando - ha detto l’assessore Stillitani - assume particolare rilevanza perché è rivolto a una fascia di soggetti che presentano disabilità grave e consente interventi di eliminazione delle barriere architettoniche ed interventi di domotica nelle abitazioni private. Con questo progetto, vogliamo dare la possibilità alle persone con disabilità di poter vivere bene nelle proprie case, di adeguare le abitazioni alle proprie esigenze, utilizzando soldi pubblici”.

La quota di contributo pubblico per ogni singolo progetto non potrà superare i 25.000 euro sul totale dell’investimento ed è commisurata al reddito ISEE annuo del nucleo familiare di appartenenza. I beneficiari sono i Comuni della Regione che, a loro volta, dovranno destinare le risorse finanziarie ai soggetti diversamente abili che ne faranno domanda. Scarica il Bando

Per accedere ai contributi, i destinatari dovranno presentare, entro l’8 settembre 2011, al proprio Comune di residenza, l’apposita domanda di finanziamento, reperibile sul sito www.regione.calabria.it/formazionelavoro/. Una volta verificata l’ammissibilità formale delle domande, i Comuni dovranno trasmetterle entro l’8 ottobre prossimo alla Regione Calabria.


Fonte: Regione Calabria

martedì 8 giugno 2010

allontaniamoci dall'oro nero


Non posso fare a meno in questi giorni di chiedermi, soprattutto quando sono al supermercato per comprare il pesce, che fine faranno le risorse dell'oceano pacifico nei prossimi 50 anni.
La falla, che a quanto dicono i tg sembra sotto controllo, purtroppo continua a versare litri e litri di petrolio nelle acque e l'immagine della flora e della fauna devastata dall'olio nero mi fa venire i brividi. Il nostro già devastato ecosistema è nuovamente messo a dura prova e la causa del disastro è sempre l'uomo. Anzi più propriamente la causa primaria è il dio denaro.
Perchè il petrolio non è un caso che lo chiamino l'oro nero!

Il dio denaro. Che tarlo per l'umanità tutta.
Comunque ne siamo tutti responsabili. Si, non voglio fare la predicatrice di turno, ma io mi sento responsabile di questo disastro quanto dovrebbero esserlo i proprietari della piattaforma petrolifera, perchè la mia vita quotidiana dipende ancora tantissimo dall'uso del petrolio. A cominciare dall'auto e a finire con i detersivi e i cosmetici ai quali noi donne siamo particolarmente affezionate.

Lo so è davvero difficile cambiare abitudini quando non hai delle valide alternative, ma cominciare ad interessarsene e scoprire che a volte le alternative sono alla nostra portata vi assicuro che fa sentire molto meglio.

Per esempio, qualche sabato fa, sono stata alla fiera della sostenibilità ambientale, Terra Futura 2010, ed oltre a trovare i tanto cercati pannolini usa e getta biodegradabili della Wip, ho trovato un libro molto interessante sui detersivi fai da te ed ho scoperto cose che neanche lontanamente potevo immaginare.

Il libro è stato scritto da utenti internet che hanno riunito le loro conoscenze (esperienze pratiche, chimiche, farmaceutiche, ecc) per una ricerca approfondita sugli effetti e sui veri ingredienti di cui sono costituiti i normali detersivi e detergenti che comunemente usiamo nelle nostre case e che puntualmente finiscono negli scarichi (e a volte alte concentrazioni di inquinanti mandano in tilt il sistema di depurazione) che finiscono nelle acque (falde, mari e fiumi). Inoltre forniscono una valida alternativa ecologica sia per l'ambiente che per la nostra salute con una serie di ricette faidate assolutamente abbordabili.
Il libro si chiama "Detersivi bioallegri" ed esiste anche il sito, dal quale è partito tutto, dove potete tranquillamente scaricarne i contenuti.

Intanto che provo a mettere in pratica una delle ricette suggerite dal libro vi mostro il pannolino lavabile che finalmente sono riuscita a cucire. Ho usato flanella di cotone di medio spessore per tutto, sia per la mutandina contenitiva che per l'inserto assorbente, ed il mater-bi (ricavato dai sacchetti del supermercato dell'esselunga) per rendere impermeabile il pannolino dalle fuoriuscite. Come modello ho preso un pannolino della Wip taglia mini e l'ho copiato. Secondo me non è venuto male, devo ancora cucire con il filo elastico i bordi per le gambine. Tra un mesetto vi saprò dire se funziona!



giovedì 22 ottobre 2009

FARE anzichè COMPRARE




L'autunno è iniziato e con lui sono ricominciati i ritmi estenuanti di lavoro.
E' un pò di giorni che rifletto proprio su questo aspetto, ovvero come il lavoro sia diventato una priorità assoluta nella vita quotidiana, spesso causa di sacrifici e rinunce.
Mi direte voi se non si lavora non si mangia...certo certo è proprio così.
Ma fate mai caso alla quantità di cibo e soprattutto alla qualità del cibo che passa sopra le vostre tavole? Avete sempre verdura e frutta fresca ogni giorno e qualche volta carne, pesce e uova, come insegna la buona dieta mediterranea? oppure abbondano sulle vostre tavole prodotti conservati, come insaccati, formaggi spalmabili, carni e soprattutto pasta?


La crisi economica che stiamo attraversando ha le sue fondamenta soprattutto sul sistema economico in cui viviamo: comprare comprare comprare.
Tutto è imperniato dall'ansia di produzione e dall'ansia di piazzare i prodotti ad un buon prezzo.
Così, come con gli alimenti ci ritroviamo le nostre case di oggetti che spesso, con il tempo, dimentichiamo di avere. Ovviamente per sostenere questo tipo di economia dobbiamo lavorare tantissimo, altrimenti come potremmo comprare l'ultimo modello di televisore al plasma?
Purtroppo però lavorare così tanto (c'è chi si spinge alla 12 ore al giorno!) penalizza il tempo prezioso per occuparsi di altro, e per altro intendo tutti gli aspetti della vita quotidiana che servono per rendere una persona VIVA! Gli affetti, le passioni, gli hobby, leggere, scrivere, dire fare e baciare.
Personalmente ho da poco scoperto una nuova passione, e mi ritrovo a scalpitare al lavoro fino al termine delle mie ore per la fretta di tornare a casa e potermici dedicare....(presto vi svelerò di cosa si tratta)
Anche sul fatto di comprare è da tempo che ragiono sulle reali necessità di possedere un oggetto piuttosto che un altro e sono giunta alla conclusione che certe cose anche se costano poco, in realtà se ne può fare a meno. La mania di comprare può diventare una vera e propria malattia. Conosco tante persone che periodicamente devono destinare parte dei loro stipendi per fare acquisti, e riescono a ritenersi soddisfatti solo se raggiungono il loro scopo. Il denaro è il nostro dio ma nessuno osa dirlo ad alta voce.
Fare invece che comprare.
E per Fare è necessario del tempo, tempo prezioso. Tempo necessario.
Lavorare meno può essere una soluzione per qualcuno, ma il nostro sistema che vuole gli ottantenni ancora al lavoro non ce lo permette ancora. Allora è necessaria una rivoluzione al contrario. Me lo ha suggerito una blogger che seguo da molto tempo. Cominciare ad eliminare gli acquisti superflui non è un sacrificio ma diventa una fonte preziosa per accumulare tempo prezioso per fare e per lavorare meno.
Cosa intendo per Fare?
Oggi siamo tutti talmente abituati a sapere che qualsiasi cosa abbiamo bisogno la troviamo in commercio che non ci adoperiamo più per farcela da noi. Abbiamo perso un pò la manualità e quell'ingegno che hanno fatto grandi tanti inventori.
Mia nonna quando ero piccola mi vestiva con i suoi maglioni fatti all'uncinetto. Mi tenevano calda e soprattutto mi proteggevano perchè sapevo che li aveva fatti lei. Quei maglioni ce li ho ancora, spuntano fuori ogni cambio di stagione ed ogni volta mi commuovo. Ormai troppo piccoli per me aspetto che possano essere di utilità per qualcun altro ma di sicuro non li getterò mai. Quando si rompe qualcosa in casa, Andrea molto creativamente si adopera per aggiustare con quello che trova già in casa e a volte i risultati sono molto sorprendenti.
Rifletteteci.

martedì 21 luglio 2009

Piano CASA in Calabria

16/07/2009 – Calabria in ritardo sul Piano Casa. A fronte di sette leggi per il rilancio dell’edilizia già approvate, nella Regione manca ancora il sì della Giunta. Un ritardo che, spiega l’Assessore ai Lavori Pubblici Incarnato, non dipende dalla negligenza organizzativa, ma dalla consapevolezza che scelte sbagliate potrebbero diventare disastrose per il territorio. Prendendo come riferimento la norma quadro nazionale, sono allo studio alcuni limiti per ridurre l’impatto di un abusivismo ormai consolidato.

Interventi ammessi: La legge regionale si conformerà molto probabilmente alle misure previste dalla bozza di decreto governativo, che prevede ampliamenti volumetrici del 20% sugli immobili esistenti e del 35% in caso di demolizione e ricostruzione a patto che si utilizzino le tecniche della bioedilizia.

Limiti previsti: L’aumento di cubatura del 20% sarà concesso vincolando l’autorizzazione alla riqualificazione del fabbricato, comprendendo ad esempio i lavori di intonacazione. Tutto per non sottrarre ai cittadini calabresi una possibilità di rilancio, tenendo però in considerazione i bisogni di miglioramento per l’edilizia e il territorio.

Soggetti coinvolti: Gli Assessori ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica propendono per l’estensione dell’applicazione della norma ai piccoli condomini. Esclusi invece i centri storici, per i quali una legge regionale incentiva già la ristrutturazione attraverso un contributo a fondo perduto e l’accesso al credito a tasso agevolato.

Condono: Il Piano Casa regionale potrebbe coinvolgere gli immobili condonati, limitatamente alla possibilità di migliorarne la qualità tecnica ed estetica, ma anche l’impatto ambientale.

La Regione inizialmente si era pronunciata a sfavore dell’accordo Governo – Regioni in Conferenza Unificata, difendendo lo sgravio fiscale del 55% per gli interventi di adeguamento alle normative antisismiche e accusando il testo proposto dall’Esecutivo di non garantire adeguati standard di sicurezza e il rispetto della valutazione ambientale strategica. (fonte: www.edilportale.com)

venerdì 26 settembre 2008

Carbone SI Carbone NO


L'ultimo post ed in particolare l'osservazione acuta fattami da effeci riguardo alle emissioni di CO2 eccedenti la normale sopportazione della nostra atmosfera mi ha spinto a cercare maggiori informazioni su questa nuova tecnica di iniezione di CO2 nel sottosuolo per poterne alleggerire il sopra suolo appunto.E le scoperte sono sconcertanti.... Sembra che un gruppo di ricerca tedesco abbia perfezionato questa tecnica e che il governo ne abbia finanziato la sperimentazione, dunque nei prossimi due anni questo gruppo (sarà il primo) si dedicherà a sperimentarne gli effetti sia negativi che positivi. Lo scopo di questa iniziativa sembra ammirevole. Alleggerire l'intera popolazione di una quantità di CO2 pari a 60.000 tonnellate e farci respirare meglio....ma sembra che questa iniziativa abbia dato il via all'investimento di molte aziende alla realizzazione di nuove centrali elettriche a carbone. Questo progetto ha un nome: CO2SINK

Ma quali sono gli effetti del CO2 nel suolo?

secondo Wikipedia:

1. L’anidride carbonica iniettata vicino a faglie sismiche, aumenta il rischio di terremoti, a causa della capacità della CO2 di produrre una lubrificazione delle zolle geologiche, sollecitandone lo spostamento con la semplice pressione proveniente dalla parte sottostante la superficie terrestre.
2. Il gas serra CO2, se iniettato nel sottosuolo causa una conversione chimica che può inquinare le acque potabili. L'aumento di acidità che fa sì che elementi chimici pericolosi, fra i quali i metalli pesanti (i principali e più pericolosi: arsenico, nichel,mercurio e cadmio) filtrino fuori dalla formazione geologica. Questi inquinanti spesso riescono ad arrivare alle falde acquifere. Per le popolazioni che vivono sfruttando tali risorse idriche, una conversione chimica di questo tipo renderebbe le acque velenose e inutilizzabili.
3. I costi enormi di questa tecnologia, in termini di investimenti finanziari e di energia, certamente negativi anche in vista della direzione che il mondo odierno cerca di prendere nei confronti degli inquinanti emessi dalle centrali a tecnologie "obsolete" come quelle a carbone.....
Il vero motivo per cui le aziende di servizi pubblici di tutto il mondo stanno cercando di costruire questi impianti è quello di catturare gli enormi stanziamenti federali e statali pagati dai contribuenti: il cittadino viene letteralmente "spennato" a favore delle lobby energetiche. Per esempio, la Duke e la Vectren, per costruire il loro impianto costoso e inquinante, hanno recentemente ricevuto dal governo federale più di 133 milioni di dollari in agevolazioni fiscali.


Sembra che anche l'Italia stia partecipando alle ricerche per sviluppare questa nuova tecnologia:

(Fonte: www.earth-prints.org)
l’anidride carbonica non è un refluo “inquinante” se iniettato nel sottosuolo, ma è un reagente acido che interagisce con la roccia, con i fluidi del sottosuolo e con le caratteristiche reologiche (di resistenza al taglio, di viscosità, permeabilità, etc…) della roccia ospitante. Inoltre questo insieme di tecnologie si basa sull’ulteriore evidenza basilare che la CO2 è, fin dalla nascita del pianeta, un componente del nostro sottosuolo, insieme ad altri fluidi come gli idrocarburi, e che per milioni di anni entrambi sono rimasti nel sottosuolo fin quando l’uomo, negli ultimi 100 anni si è adoperato per estrarli e sfruttarne le capacità energetiche. E’ per questo che l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, attualmente il più grande istituto di ricerca europeo con 8 sedi dislocate in Italia, impegnato nello studio dei cosiddetti “CO2 analogue” (zone degassanti naturalmente a CO2 in strutture vulcaniche e di faglia) e dei loro rischi associati, è stato chiamato fin dal 2000 a partecipare, come unico partner italiano, al più cospicuo progetto di stoccaggio geologico di CO2 finora in atto, presso il campo petrolifero di Weyburn, in Canada.
(...) in Italia è in corso uno studio di fattibilità nel Bacino del Sulcis, in cui INGV è il referente scientifico, insieme a Carbosulcis S.p.A., Sotacarbo S.p.A. ed Università di Cagliari.(...)in Italia i primi studi di calcolo delle potenzialità italiane di stoccaggio sono stati avviati e sarà a breve compilato un catalogo dei siti di stoccaggio di CO2 in Italia, da una partnership formata da ENI, INGV, OGS, ENEA e varie università. Una domanda può sorgere a questo punto da parte dell’ambientalista o del politico che deve poi scegliere quale tecniche adottare per ridurre le emissioni serra nell’ambito dell’ottemperamento dell’accordo di Kyoto


A quanto pare questa pratica in America è già avviata da tempo. E' evidente che una scelta simile possa essere fatta per risolvere una urgenza ma di fatto non risolve il problema e sicuramente costruire altre centrali elettriche a carbone non aiuta.
Ma ho ancora forti dubbi sull'efficacia di questo sistema e soprattutto sulla bontà dei suoi utilizzatori ed investitori. Leggete anche questa intervista al prof. Enzo Boschi, Presidente dell'Istituto Nazionale di Vulcanologia. Riporto solo una frase che mi ha fatto impressione che potrebbe far pensare all'assoluto dissenso del prof. a questa tecnologia, tuttavia appare il contrario:

"Fenomeni quali il degassamento improvviso di un intero lago vulcanico saturato di CO2, come è accaduto al Lago Nyos in Camerun nel 1986, dove sono stati rilasciati 1,24 milioni di tonnellate di CO2 in poche ore e 1700 persone hanno perso la vita per soffocamento, non possono accadere quando la CO2 è immagazzinata in una roccia porosa a migliaia di metri sottoterra, coperta da centinaia e migliaia di metri di roccia impermeabile"

Ma se quest'esperimento non è mai stato attuato (perchè stanno partendo ora dalla Germania) come può il nostro esimio professore esserne certo?
Forse il fatto che le iniezioni cutanee in piccole dosi di CO2 facciano ringiovanire lo porta a pensare che ciò varrebbe anche per il suolo terrestre?
Oppure l'emergenza economica dell'Italia come delle altre nazioni europee di sganciarsi dal colosso russo per la fornitura del gas ha indirizzato l'interesse verso la seconda fonte di energia nel mondo (dopo il petrolio): il carbone. E di conseguenza questo spiegherebbe anche la recente costruzione della centrale a carbone di Civitavecchia e quella prossima di Saline.
Certo ovunque leggiate sembra che l'iniezione sia la soluzione migliore per risolvere in meno di 10 anni un problema tanto emergente quale quello dell'eccesso di CO2 nell'aria...ma questo non giustifica la costruzione di nuove centrali a carbone ancora più perchè non si conoscono ancora gli effetti di questo punturone!

giovedì 18 settembre 2008

Rinnoviamoci

ciao a tutti.
Dopo una lunga assenza per via di un fiume di impegni di ogni genere, finalmente con un pò di tranquillità e soprattutto ispirata da un tema alquanto scottante riprendo a buttar giù qualche pensiero.
Sicuramente felice per la notizia appresa un paio di giorni fa sull'arresto di un gruppo di persone legate alla 'ndrangheta, e ancor di più per il sequestro di una quantità considerevole di cocaina ma ancor di più del patrimonio degli stessi, che, voglio ricordare è possibile ottenerne la gestione(nel caso di immobili)  nel caso voi siate giovani imprenditori o come a Buccinasco in provincia di Milano, alcuni immobili sono stati destinati a studenti calabresi e siciliani.
Ottimo direi!
Vorrei segnalare grazie al mio caro amico effeci due siti internet molto interessanti.
Il primo è dedicato interamente alla parte sud del territorio cosentino, in particolare dei borghi più antichi. Il sito ne racconta la storia, le
 bellezze architettoniche e naturalistiche, il folklore e le tradizioni artigiane. Tramite questo sito è possibile organizzare escursioni guidate molto interessanti, per chi ha voglia di vacanze insolite fuori dagli schemi del villaggio turistico.Questo il suo post:

http://www.altracalabria.com/index.php
Ciao Rosanna, tutto bene spero.. giu' in ferie non ci siamo incontrati per
poco!Volevo farti conoscere questo sito, di cui riporto il link, di un'agenzia
turistica che porta avanti un progetto alla scoperta di un territorio ancora
poco valorizzato turisticamente. parlo del basso tirreno cosentino, una zona
splendida di borghi ancora intatti che guardano il mare e di montagne
panoramiche che conciliano le altezze impervie col blu del mare.
insieme al progetto "consuma e spendi calabrese" che è partito dallo ionio e
che sta facendo capire come un consu
mo consapevole di prodotti nostrani azzera
l'inquinamento dovuto ai trasporti ed arricchisce la nostra micro-economia,questo che riguarda un turismo di "scoperta" non legato ai soliti villaggioni
turistici all inclusive è un altro progetto da sostenere perciò ti chiedo di
pubblicizzarlo, se vuoi, sul tuo blog in modo che attraversio la rete si
diffonda questa iniziativa. il sito come vedrai è bellissimo, vai a vedere per
esempio l'ospitalità offerta, piccoli alberghi , b
&b di charme, e luoghi
meravigliosi...
spero che rilancerai questa "offerta" consapevole di turismo con la T
maiuscola..
A presto e grazie!

 
Il secondo è un sito completamente dedicato all'architettura. Fondato da due architetti calabresi (un prof ordinario all'Università della Calabria ed una sua ex allieva) il cui intento è approfondire le tematiche della conservazione e del restauro con un occhio attento alle nuove tecnologie. Da tenere d'occhio per chi ha voglia di saperne di più e per avere un'ampia conoscenza delle tecniche costruttive della nostra tr
adizione. Inoltre il sito si fa promotore d
i contatti con fornitori, costruttori ed architetti. 

http://www.lavoripubblici.biz/



Ma ora veniamo al tema che mi sta a cuore.
L'ambiente.

Sappiamo tutti che il nostro pianeta sta soffrendo e noi con lui....le conseguenze sono le più disparate: 
lo scioglimento dei ghiacciai e dei poli,
- una delle ultime notizie, sta costando la vita agli ultimi esemplari di disperati orsi bianchi, delle foche e dei trichechi che per trovare un altro grosso iceberg su cui abitare sono costretti a nuotare per miglia e miglia col rischio di affogare per la stanchezza, 
- ormai noto a tutti, sta provocando un graduale innalzamento dei mari e conseguente erosi
one delle coste (addio spiagge, sob!)
l'altissima concentrazione di monossido di carbonio (CO) nell'aria è uno delle principali cause dell'aumento di malati di tumore, nonchè causa dell'innalzamento della temperatura che provoca lo scioglimento di cui sopra. 

Questa emergenza ha mobilitato una politica volta alla sostenibilità ambientale che prevede principalmente la riduzione fino all'azzeramento delle emissioni di CO2.
Ci sono produttori di mobili che promettono di ripiantare la quantità doppia di alberi che tagliano, ci sono industrie che producono energia usando fonti alternative (fotovoltaico, biomassa) per ridurre le emissioni di CO2, ci sono privati cittadini che si impegnano a rinnovare i vecchi impianti di riscaldamento (fonte primaria delle emissioni suddette) e a comprarsi un auto elettrica o ancora meglio ad andare in bicicletta.
Ma siamo ancora lontanissimi dalla condivisione globale di questo intento.
Perchè ancora molti, direi la maggioranza della popolazione mondiale non ha assolutamente idea delle conseguenze delle loro azioni. E così c'è chi propone di aprire una centrale a carbone per produrre energia mosso chissà da quale impeto generoso verso la propria terra.
Sto parlando di Saline e della lunga battaglia che i suoi abitanti hanno intrapreso contro un'azienda svizzera che ha deciso di investire (ma come mai?) proprio in territorio calabrese per la costruzione di una centrale a carbone.
Qui di seguito riporto un articolo preso dal sito di Legambiente:


«No al carbone a Saline Joniche»
Proteste a Roma e Reggio Calabria
di RAFFAELE LUPOLI


Gli enti locali non vogliono la centrale. Per gli ambientalisti aggiungerà 7,5 milioni di tonnellate di CO2 alle emissioni climalteranti del nostro Paese. Legambiente: «Si continua a investire in opere di grande impatto sull’ambiente e fallimentari sotto il profilo economico»In Calabria un
a centrale elettrica alimentata a carbone a Saline Joniche nessuno la vuole. Né il Comune di Saline, né la Provincia di Reggio Calabria, né la Regione, che ha bandito per legge dal suo territorio questo genere di impianti. Ma il governo e la Sei, l’impresa che ha presentato il progetto, si ostinano a proseguire nell’iter autorizzativo. Per protestare contro “la violenza di una scelta imposta al territorio” Legambiente ha manifestato ieri davanti al ministero dello Sviluppo economico, in occasione della prima conferenza dei servizi, gettando un ponte ideale verso piazza Italia a Reggio Calabria, dove un’analogo sit-in è stato organizzato dal coordinamento delle associazioni dell'Area Jonica davanti al Palazzo del governo.

“Il progetto presentato dalla Sei – ha dichiarato il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani – viene spacciato come eco-compatibile solo perché prevede potenzialmente un impianto idoneo alla cattura della CO2 per il successivo deposito geologico al largo delle coste ioniche, ma attualmente non esistono garanzie sull’effettiva realizzazione dello stoccaggio, che abbasserebbe l’efficienza dell’impianto e aumenterebbe i costi, rendendo il carbone meno competitivo”.

La scelta del carbone va in direzione contraria rispetto agli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti. “Non esiste oggi una tecnologia in grado di abbattere l’anidride carbonica e questa nuova centrale a carbone non farà altro che aumentare di altri 7,5 milioni di tonnellate le emissioni di CO2 del nostro Paese – ha detto Ciafani – È ora d’investire su tecnologie che siano davvero in grado di rendere sostenibile il sistema energetico dell’Italia”. Ambientalisti enti locali e associazioni temono che quello di Saline, nell'area della ex Liquichimica, sia il solito affare di pochi che finirebbe per ricadere sulle spalle di tanti. “Per oltre 30 anni in Calabria – ha aggiunto il presidente di Legambiente Calabria Antonino Morabito – si è continuato ad investire in opere di grande impatto sull’ambiente e fallimentari sotto il profilo economico invece di valorizzare la naturale vocazione turistica della regione”.

Nello stesso settore energetico, secondo gli ambientalisti, si potrebbe puntare efficacemente sull’utilizzo di alcune delle strutture industriali per realizzare una centrale solare termodinamica a concentrazione e un parco tecnologico per le energie rinnovabili che serva come luogo di produzione ma soprattutto di sperimentazione. “Un’iniziativa simile – conclude Nuccio Barillà del direttivo nazionale di Legambiente - darebbe l’opportunità di un coinvolgimento dei centri di ricerca, delle imprese, Sei inclusa, e delle Università con risposte importanti sul terreno dell’eccellenze, della qualità e dello sviluppo, accompagnate da positive e non effimere ricadute anche in termini occupazionali”.

L’associazione ambientalista rilancia, infine, la sfida alla multinazionale svizzera per un confronto pubblico sul piano tecnico-scientifico- finora sempre eluso da parte della società -sulla opportunità ambientale, economica e occupazionale del progetto della centrale. Sabato 20 e domenica 21 presso tutti i Comuni dell'area jonica sono previsti dei punti di incontro con la cittadinanza per avviare una petizione popolare e una campagna di sensibilizzazione.


giovedì 27 marzo 2008

le grandi decisioni


Alla presenza del Presidente della Regione Agazio Loiero e dell’Assessore alla Programmazione nazionale e comunitaria Mario Maiolo, partono, oggi, da Vibo Valentia i cinque incontri territoriali organizzati dalla Regione con la finalità di chiamare a confronto istituzioni locali, parti economiche e sociali, imprese e cittadini sulle grandi scelte della Programmazione Regionale Unitaria 2007- 2013, sulle opportunità concrete che si aprono per i territori e sui progetti prioritari da attivare.
L’avvio ufficiale della nuova Programmazione 2007- 2013 avverrà il 9 aprile, a Copanello, dove, per la prima volta, si riuniranno i Comitati di Sorveglianza dei Programmi Operativi FERS e FSE ( cioè gli organismi che devono accertare l’efficacia e la qualità dell’attuazione dei Programmi) per approvare i criteri di selezione dei progetti, i Piani di comunicazione dei Programmi Operativi ed il piano delle valutazioni. I potenziali beneficiari ed i cittadini potranno seguire la nuova Programmazione attraverso il portale “Calabria Europa”, già on line all’indirizzo www.regione.calabria.it/calabriaeuropa. Sul portale saranno disponibili le informa-zioni relative ai bandi ed agli avvisi di gara, ai progetti ed allo stato di attuazione dei POR. Saranno, inoltre, riportate tutte le schede dei progetti finanziati dalla Politica Regionale Unitaria dal 2000 in poi, classificate per settore e territori. E’ stato, inoltre, previsto uno sportello informativo on line che permetterà ad ogni Soggetto Destinatario (Istituzioni, Imprese, Cittadini, etc.) di un Progetto di richiedere al Responsabile del Procedimento specifiche informazioni (o richieste di sollecito) sullo stato delle procedure tecnico-amministrative connesse all’attuazione del suo Progetto.
Archiviata la fase di Programmazione, ora occorre passare a quella operativa, cioè individuare i Progetti che meglio permettono di raggiungere gli obiettivi fissati dai POR e condivisi con l’Unione Europea e lo Stato italiano. I progetti vengono individuati attraverso tre modalità a) individuazione diretta da parte della Regione Calabria di progetti di sviluppo Regionale di riconosciuta valenza strategica e condivisi dal Partenariato istituzionale e socio-economico; b) Piani di settore (Piani di Ambito, Piani di assetto idrogeologico); c) attraverso bandi di gara.
La Regione Calabria ha già individuato alcuni progetti di sviluppo regionale ma, mantenendo il metodo della concertazione con i territori dopo il protocollo di intesa con gli enti locali per la progettazione territoriale, vuole ascoltare le idee e le proposte provenienti dal territorio per la eventuale individuazione di ulteriori progetti di sviluppo strategico. Questo percorso di ascolto e confronto è cominciato oggi a Vibo dove sono stati presentati alcuni dei progetti di sviluppo regionale riservati proprio al territorio della provincia vibonese, già individuati dalla Regione che sono:
Polo di innovazione “Risorse acquatiche e Filiere Alimentari della Pesca”
Il Programma FERS prevede la realizzazione di una rete regionale di Poli di Innovazione da attuare attraverso la razionalizzazione delle attuali strutture di ricerca scientifica e trasferimento tecnologico presenti nella regione. I poli di innovazione sono luoghi di incontro tra imprese e organismi di ricerca pubblica regionali e transregionali la cui finalità è favorire la cooperazione tra il sistema della ricerca e il sistema delle imprese, mettendo la ricerca al servizio dello sviluppo.
Il Polo di innovazione “Risorse acquatiche e Filiere Alimentari della Pesca”, che riguarda il territorio di Vibo vuole coniugare la ricerca sulle risorse acquatiche e le filiere alimentari della pesca con la tutela dell’ambiente ed il turismo sostenibile. Tra i progetti previsti vi è la realizzazione di un centro di ricerca di ricerca sugli ambienti marini e sull’ecosistema marino da istituire nella riserva protetta di Capo Vaticano. Un’attenta diffusione dei risultati dell’attività del Centro potrebbe rafforzare l’immagine del territorio come la destinazione turistica.
A tale progetto è collegato quello relativo al rilancio del Distretto turistico di Tropea, da attuare sia attraverso il turismo ambientale, sia attraverso l’enogastronomia. Un altro progetto qualificante riguarda il porto di Vibo, che presenta potenzialità inespresse e può essere valorizzato per finalità turistiche, anche per la sua posizione strategica e la vicinanza con le isole Eolie, assumendo un ruolo importante per la nautica da diporto.
(fonte:Regione Calabria)

mercoledì 6 febbraio 2008

promesse

Area d'interesse: Turismo
Data pubblicazione: martedì 05 febbraio 2008

L’assessore al Turismo Pasquale Tripodi ha incontrato i sindaci dei comuni costieri interessati alla realizzazione e all’implementazione dei porti ed approdi turistici ricadenti nel territorio calabrese. “L’idea di quest’incontro - ha detto l’assessore Tripodi - è scaturita dalla necessità di conoscere direttamente dai soggetti interessati lo stato dell’arte e le eventuali prospettive e necessità di interventi nel breve e medio termine. Com’è noto – ha aggiunto - a fronte dell’imprescindibile tempistica legata alla chiusura del Por Calabria 2000-2006, la cui rendicontazione della spesa è fissata al trentuno dicembre prossimo, è opportuno definire un programma valido ed un piano turistico che risponda alle esigenze del territorio e che possa, altresì, incrementare l’offerta complessiva dei posti barca dei porti turistici esistenti oltre a prevedere interventi di nuova realizzazione”. Per il dirigente di settore Gianfranco Ielo, che ha introdotto i lavori dell’incontro, i porti turistici rappresentano la “porta d’accesso che dal mare consente al turista di accedere alle bellezze naturali, architettoniche, culturali, archeologiche, enogastronomiche dei nostri territori. Tale quadro di sviluppo prospettico – ha detto Ielo - può consentire alla Calabria di essere sempre più competitiva in un mercato ormai sempre più massificato e stereotipato di altre zone turistiche italiane ed estere”. Da parte loro, i sindaci e funzionari comunali intervenuti hanno che hanno apprezzato l’impegno dell’assessore Tripodi per questa nuova fase di dialogo che avvia l’indispensabile sinergia per la pianificazione degli investimenti in un settore strategico per lo sviluppo dell’intero comprensorio turistico calabrese. Al termine della riunione si è deciso che i Comuni interessati, dopo un’attenta verifica degli investimenti già realizzati, dovranno attivare le procedere previste dalla normativa vigente per definire un quadro chiaro degli interventi da realizzare e per fissare i tempi necessari per la realizzazione delle opere. Inoltre, è stato stabilito di formare un tavolo di concertazione permanente tra la Regione Calabria e gli Enti pubblici interessati. (p.g.)

venerdì 21 dicembre 2007

Un passo avanti

Buone notizie sul fronte degli investimenti!
Sembra che il 7 dicembre la Regione abbia istituito, con legge regionale n. 26 del 7 dicembre 2007, l' Autorità regionale per i procedimenti e la vigilanza nella materia dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, denominata Stazione Unica Appaltante (SUA).
Cosa vuol dire?
Dovrebbe essere un Istituto che segue passo passo i lavori pubblici suddetti in tutte le operazioni necessarie al compimento dei progetti e cioè: dall'ottenimento dei finanziamenti alla redazione dei capitolati, dai bandi d'appalto alla scelta dell'impresa, dal monitoraggio dell'avanzamento dei lavori fino alla sospensione dei pagamenti in corso qualora risultassero delle anomalie.
Io dico...ERA ORA!!!
immagino che prima di poter applicare questa legge passerà un pò di tempo poichè ormai è risaputo senza i decreti non si combina nulla, e speriamo che non cada nel dimenticatoio e soprattutto che nei decreti mantengano le premesse senza fare modifiche ambigue come spesso capita, per convenienza..
 Se volete saperne di più qui trovate tutte le info:


http://www.edilportale.com/edilnews/NpopUp.asp?idDoc=10992&iDCat=11




martedì 20 novembre 2007

Un altro buco nell'acqua?


 Da http://www.edilone.it/impianti

E’ stata decisa la costruzione preannunciata alcuni mesi fa dal Ministro Pecoraio Scanio del primo impianto solare termodinamico per la Regione Calabria. Si chiamerà "Pitagora" e sarà realizzato in Provincia di Crotone con fondi della Regione Calabria e del Ministero dell'Ambiente.

Il documento sottoscritto fra Regione Calabria e Ministero dell’Ambiente avrà durata triennale e prevede per il 2007 un finanziamento ministeriale di un milione di euro, mentre le risorse successive arriveranno sulla base dei fondi disponibili nel bilancio statale.

E’ presumibile che “Pitagora” utilizzi la stessa tecnologia messa a punto a suo tempo da ENEA per l’impianto della centrale ENEL di Priolo (non ancora realizzata), intitolata al grande matematico siciliano Archimede. Una tecnologia ad alto rendimento che produrrà energia elettrica dal sole sempre, anche di notte o quando il cielo è coperto, grazie a una miscela di sali in grado di conservare a lungo il calore raccolto durante il giorno.

L’Enea infatti ha messo a punto un nuovo sistema composto da batterie di specchi parabolici che concentrano la luce diretta del sole su tubazioni percorse da un nuovo fluido a base di sali che ha la proprietà di accumulare il calore. In questo modo il calore ad alta temperatura, fino a 550 gradi, è disponibile in ogni momento della giornata.

Questi sali, a differenza dell’olio minerale finora utilizzato dagli impianti solari in esercizio, sono totalmente innocui per l’ambiente, anche in caso di fuoriuscite accidentali, e non sono infiammabili.

L’energia termica così prodotta e conservata genera vapore ad alta pressione che, convogliato nelle turbine dell’adiacente impianto a ciclo combinato della centrale Enel, incrementa la produzione di energia elettrica dell’impianto, riducendo la necessità di bruciare combustibili fossili e migliorando quindi le prestazioni ambientali.

L’impianto “Pitagora”, targato Regione Calabria, costituisce un nuovo tassello per la ricerca e la produzione di energia pulita e a costi ragionevoli.

E l'ENEL ha fiutato l'affare...rimarrà anche questo un lavoro incompiuto perchè i soldi finiscono in un baleno?

venerdì 9 novembre 2007

Il petrolio della Calabria


ciao! su suggerimento del nostro amico affeci posto un interessante articolo del mese di giugno pubblicato su Il Domani ma ancora attualissimo. Infatti questo articolo promuove il consumo di prodotti calabresi (buonissimi!) e ne spiega anche i motivi (più che ragionaevoli!). Anzi proporrei una nuova iniziativa in questo blog.
Immagino a quelli che come me vivono lontani, e che di conseguenza mangiano quello che trovano...non sempre di cattivo gusto, io qui in Toscana ho trovato la pasqua, ma aldilà delle fortune o no, ogni tanto mi piace cucinare qualche piatto tipico della nostra terra e devo dire che mi riesce anche bene, visti gli apprezzamenti dei profani..
Perciò propongo a tutti voi di postare ogni tanto qualche buona ricetta culinaria, per scambiarci suggerimenti e perchè no scoprire le diverse variazioni di una stessa pietanza a seconda dei luoghi.
E ora l'articolo:

Il Domani, in collaborazione con l'associazione "Consuma e spendi calabrese", ha avviato una campagna d’informazione volta a promuovere e valorizzare i prodotti agricoli e alimentari calabresi, il vero "petrolio" della regione.

di Massimo Tigani Sava

Il Domani ha avviato, in collaborazione con l'associazione "Consuma e spendi calabrese", una campagna d’informazione volta a promuovere il consumo interno dei prodotti agricoli, alimentari ed enogastronomici regionali. L'intento non è certo quello di abbandonarsi a una sorta di “campanilismo economico”, né di scadere in atteggiamenti che possano anche lontanamente richiamare vetusti sentimenti autarchici. L'Italia e l'Europa sono due riferimenti essenziali e strategici per la vita dei Calabresi. Ma i Calabresi hanno il sacrosanto diritto di stare in Italia e in Europa da protagonisti, costruendo con le proprie mani il loro futuro e decidendo del proprio destino.
Si è voluto, al contrario, pur riconoscendo i benefici arrecati dal mercato unico europeo e dai pochi ritorni positivi della globalizzazione che pur esistono, far soffermare l’attenzione dei Calabresi tutti su un aspetto tutt’altro che secondario della nostra economia. La Calabria agricola, con i suoi valenti prodotti ortofrutticoli e con i suoi allevamenti, così come le diverse aziende che, ai vari livelli, sono impegnate nel settore alimentare, hanno il pregio, nella stragrande maggioranza dei casi, di offrire cibi genuini e di straordinaria qualità. Una genuinità e una qualità che derivano non solo dalla generale salubrità di territori incontaminati, ma anche dalla proverbiale passione che i Calabresi hanno nei confronti di tutto ciò che concerne l’alimentazione. Una passione che ha, peraltro, radici molto profonde, in quanto poggia su tradizioni millenarie. Queste tradizioni, talora rimaste quasi intatte, e in altri casi opportunamente aggiornate dall'evoluzione tecnologica, conferiscono ai prodotti agricoli, alimentari ed enogastronomici caratteristiche uniche, speciali e inconfondibili. Il "petrolio" dei Calabresi è fatto di aromi, sapori, odori, genuinità e cultura del cibo.
Pensiamo, solo per fare alcuni dei numerosi esempi possibili, ai nostri ottimi latticini (provole, caciocavalli, pecorini, ricotte, burrini...), ai salumi (capocolli, soppressate, salsicce, lardo, costatelle...), ai vini (alcuni dei quali hanno conquistato anche i mercati internazionali), alle acque minerali, al caffé, al tonno, alle castagne, al pane, ai funghi, alle conserve sott’olio, al miele... Per non dire, poi, dei tanti prodotti tipici: dalla rinomata cipolla di Tropea al gelato di Pizzo; dalla ’nduja di Spilinga ai dolci al bergamotto; dalla sardella agli innumerevoli altri “tesori” dell’enogastronomia bruzia. Un patrimonio immenso, che merita di essere valorizzato ancora di più e sostenuto a partire proprio dal mercato interno.
Il Domani e l'associazione "Consuma e spendi calabrese" stanno parlando molto di questo argomento, ascoltando in diretta le aziende e i produttori, ma anche il parere di esperti del settore. Si è iniziato a riflettere in modo attendo su un concetto: consumare calabrese è giusto e fa bene. E’ giusto perché incentiva la nostra economia, crea posti di lavoro e arricchisce nel suo complesso il nostro territorio; fa bene perché la Calabria è ancora nella massima parte una terra non inquinata (il mancato sviluppo industriale ha avuto, per lo meno sotto questo punto di vista, anche aspetti positivi). Consumiamo e chiediamo, nei ristoranti, nei bar, nelle paninoteche, nelle pizzerie e, soprattutto, nei supermercati e nei negozi di generi alimentari, prodotti calabresi. Li vogliamo vedere sempre presenti e ben esposti, proposti e lanciati, aiutati e suggeriti. Ogni giorno, spendendo qualche euro e orientando le nostre scelte di consumatori, possiamo far camminare l’economia in un senso piuttosto che in un altro. Per tanti aspetti i Calabresi sono cittadini di serie “B” (basterebbe pensare alla rete autostradale!), ma siamo comunque consumatori di serie “A”, alla stregua degli altri Italiani. E in quanto consumatori possiamo prendere decisioni in libertà, dire la nostra, aiutare le imprese calabresi a crescere, a migliorarsi, a diventare più forti per poter competere meglio. Meditate, Calabresi, meditate!

(Il presente articolo è una rielaborazione, per www.ildomanionline.it, di quello pubblicato in prima pagina su "Il Domani" del 4 giugno 2006, con il quale è stata lanciata la campagna d'informazione "Consuma e spendi calabrese" finalizzata alla promozione e valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari calabresi)

mercoledì 7 novembre 2007

energia pulita



In Calabria nascerà "Pitagora"
Crotone: primo impianto solare termodinamico
L’impegno tangibile della Regione Calabria a favore delle energie pulite e rinnovabili
Sorgerà in Calabria, in provincia di Crotone, il primo impianto solare a ciclo termodinamico d’Italia. “Pitagora”, questo è il nome dell’impianto, sfrutterà l’energia solare per trasformarla in calore ad alta temperatura in maniera competitiva con le altre fonti come carbone, petrolio e metano. Lo prevede un accordo sottoscritto dal ministero dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, e dal presidente della Regione, Agazio Loiero. Tra gli obiettivi del programma, che avrà durata triennale, anche la realizzazione di un sistema locale di sviluppo, integrato con le politiche di crescita delle energie rinnovabili. E’ previsto un finanziamento ministeriale di un milione di euro, mentre la Regione Calabria si impegna a finanziare il programma per il 2007 e per gli anni successivi con risorse paritarie. (Fonte Ansa)

Stento a crederci...finalmente anche noi rivolgiamo l'attenzione all'ambiente? se qesto progetto si farà sarà un ottimo investimento per il futuro...naturalmente servirà solo la città di Crotone, sono impianti che richiedono km e km di tubazioni, ma se avrà buon esito a Crotone chissà che anche da noi non venga la voglia di imitarli!

lunedì 17 settembre 2007

In attesa, senza pregiudizi

Scritto da redazione viboeconomia
venerdì 14 settembre 2007

Il presidente Sirgiovanni: vediamo quale sarà il progetto di Bianchi per il porto
Il Presidente Sirgiovanni nota come la visita del Ministro Alessandro Bianchi a Vibo Marina, nella quale ha esposto le sue idee per il trasferimento temporaneo di parte del traffico terrestre della Salerno- Reggio Calabria verso il porto, "ha scatenato violente polemiche che, al momento, appaiono basate sul nulla, in quanto non c'è alcun progetto concreto a supporto delle idee del Ministro".

Secondo il Presidente Sirgiovanni "occorre prioritariamente partire dalla conoscenza della situazione attuale del porto di Vibo Valentia. Oggi il porto è scarsamente utilizzabile sia per il traffico commerciale che per quello diportistico, in quanto la forte corrente di risacca verso il molo di sottoflutto limita fortemente gli attracchi e, in certe condizioni metereologiche, li impedisce completamente. Questa corrente, negli anni, ha creato delle caverne sotto le banchine sopraflutto compromettendone la stabilità, tanto che oggi sono evidenti vistose crepe. Le banchine, senza interventi strutturali, prima o poi crolleranno. Questo non è un fatto probabile, ma certo ed inevitabile. Inoltre, l'insabbiamento sul molo di sottoflutto ha ridotto la profondità dei fondali".
Proprio partendo da questa analisi, nei mesi scorsi, ricorda il Presidente del Consorzio Industriale, l'ente ha realizzato uno studio sulla messa in sicurezza del porto. "Lo studio, consegnato a Comune di Vibo Valentia, Provincia e Capitaneria di Porto, quantifica in circa 80 milioni di euro la realizzazione delle opere indispensabili, più altri 20 milioni necessari per consolidare le banchine. Con questa cifra si può dare al porto quella funzionalità che adesso manca. Si tratta di una cifra enorme, che certamente non può essere reperita attraverso i normali canali di finanziamento. Senza questi interventi, però, il destino del porto è segnato".

Quindi, Sirgiovanni dissente da coloro che in modo prevenuto dicono subito no ad un nuovo utilizzo del porto e pone una serie di domande, rivolte al Ministro Bianchi ed al Governo: "le sue idee comprendono anche il necessario progetto di rilancio dello scalo di Vibo Marina? Può essere una occasione per promuovere quegli investimenti che ormai appaiono indispensabili ed inderogabili? Può essere realizzato un progetto in cui al sacrificio di Vibo e dei vibonesi faccia da contraltare un miglioramento della qualità della vità? Verranno tutelati ambiente e sicurezza? Si potranno aprire prospettive di sviluppo che durino anche quando l'autostrada tornerà in funzione? Allo stato- conclude il Presidente Sirgiovanni- a queste domande non si può rispondere immediatamente, perché prima bisogna conoscere il progetto e su di esso valutare tutte le possibili ricadute, soppesando i pro ed i contro. Ma dire pregiudizialmente no ad ogni ipotesi vuol dire abbandonare il porto al suo destino, cioè alla sua futura inutilizzabilità".

mercoledì 12 settembre 2007

da un articolo del Quotidiano della Calabria

E' TUTTO VERO!


Il ministro Bianchi al porto di Vibo Marina e Giuseppe Ceravolo
Sempre il responsabile nazionale ai trasporti afferma di aver apprezzato le parole del Ministro, Alessandro Bianchi, sulle opportunità di sviluppo del sistema trasporti. Presente all’incontro di Vibo Marina, tra ministro e le autorità portuali ed istituzionali di Vibo e di Gioia Tauro, nel quale si sono gettare le basi per una linea comune volta alla ricerca di soluzioni
omogenee per ridurre i problemi alla popolazione coinvolta dalle opere infrastrutturali che da qui a poco dovranno avere inizio, l’esponente del Pdci commenta positivamente le indicazioni fornite dallo stesso rappresentante del governo.
«Saranno opere - dichiara ceravolo - che se saranno realizzate sicuramente porteranno molti vantaggi all'intera comunità delle Marinate, poiché le stesse potranno essere utilizzate, compresi alcuni siti che dovranno essere bonificati, per
insediamento di altre e nuove attività commerciali. Sarebbe tutto ciò per alcuni rappresentanti istituzionali delle occasioni
da cogliere. Ovviamente è tutto ancora da vagliare dettagliatamente e approfonditamente, prevedendo, in ogni caso, stanziamenti a giusta misura per tali iniziative, non a pioggia come spesso è successo in passato».
Per come riferito, tanti sono stati i temi trattati, a cominciare dalla viabilità stradale e di quella portuale, trattandosi di far collegare la zona a monte, quindi lo svincolo autostradale di Sant'Onofrio o di Pizzo, con Vibo Marina, affinché si disponga l'arrivo e la partenza di almeno quattrocento mezzi pesanti giornalieri da e per la Sicilia.
Si tratta, in sostanza, di creare le condizioni per ricevere un enorme flusso di carico e scarico per la durata di circa
quattro o cinque anni, individuando delle zone di sosta e delle nuove corsie.
Per quanto riguarda l'attività portuale è emerso, dall'Intervento del Comandante della Capitaneria di Porto,
che si dovranno sostenere delle modifiche strutturali di almeno un braccio del porto (allungamento), nonché stu-
diare metodi per il safonamento e per l'insabbiamento continuo già in essere dentro il porto, perchè sia più celere
e sicuro l'arrivo e la partenza di navi per il trasporto dei mezzi gommati.
Al fine di snellire il traffico su gomma, Ceravolo comunica che si è parlato del tratto ferroviario che dovrà essere
potenziato con l'immissione di almeno dieci treni giornalieri, con partenza da Rosarno o da Gioia Tauro, da e per
Reggio Calabria, anche con trasporto di mezzi a seguito del viaggiatore.
« Subito dopo l'incontro istituzionale - riferisce, terminando, l'uomo politico comunista - ho avuto modo di in-
trattenermi alcuni minuti con il Ministro, cui ho espsto le problematiche del settore dei trasporti ferroviari,
già segnalate in altre occasioni, raccomandandogli di seguire, soprattutto, quelle che riguardano la società
Trenitalia e che riguardano la paventata chiusura di diverse biglietterie, con la conseguente riduzione di perso-
nale a terra e sui treni, e, poi, di far aumentare i sistemi di sicurezza sui posti di lavoro.
Il Ministro mi ha invitato e rimandato per la questa settimana ad un incontro da farsi presso la sua segreteria
romana».
Orlando Accetta

lunedì 10 settembre 2007

Nuovo aeroporto di Lamezia Terme




03/09/2007 - Il presidente di Sacal, Società Aeroportuale Calabrese, Eugenio Ripete, ha reso nota, durante la riunione del Cda dello scorso 24 luglio, la delibera della Regione Calabria che impegna a favore della società un investimento di 7 milioni di euro per il completamento del prolungamento della pista dell’aerostazione di Lamezia Terme: un’opera del valore totale di 21 milioni di euro che andrà in appalto subito, con inizio lavori entro fine anno.

«E’ stato poi deciso che il “Concorso di idee” per la realizzazione della nuova aerostazione di Lamezia Terme, che verrà bandito anch’esso a breve, venga completato con il collegamento alla stazione ferroviaria di S. Eufemia. Ciò con l’evidente obiettivo di generare intermodalità tra i due sistemi, con forte sinergia e connessione a beneficio del viaggiatore, che viene così posto al centro di un sistema moderno di trasporti e che renderà l’aeroporto funzionale al pari dei più grandi scali internazionali».

Fonte: comunicato stampa Sacal

martedì 31 luglio 2007

Nuova Legge sul "made in Calabria"





Ecco una concreta azione a favore della Calabria e dei suoi prodotti!
Incrociamo le dita affinchè la nostra dirigenza abbia buonsenso!


"Occhiuto ha pure sottolineato come la società calabrese sia ricca di contenuti e proposte intelligenti dando atto alla Coldiretti di aver proposto la legge di iniziativa popolare (con 18 mila firme raccolte e depositate) sul consumo dei prodotti calabresi che dovrebbe essere discussa in consiglio regionale proprio oggi. Apprezzata anche la proposta sulla salvaguardia del "made in Calabria" che prevede l'istituzione dell'Agenzia per la sicurezza alimentare e la promozione delle produzioni. Due iniziative che rappresentano il segno concreto dell'attività della Coldiretti. "

Link: http://www.lameziaweb.biz/new.asp?id=5232

lunedì 11 giugno 2007

Il porto dei desideri


Scritto da antonio scuticchio
sabato 09 giugno 2007
Sirgiovanni consegna lo studio di fattibilità a Comune e Provincia: "Diamoci da fare per finanziarlo"



Il Presidente Filippo Sirgiovanni ha consegnato al sindaco della città di Vibo Valentia, al Presidente della Provincia ed al comandante della Capitaneria di Porto uno studio di fattibilità, realizzato dal Consorzio Industriale, per la messa in sicurezza con ampliamento del porto di Vibo Marina tramite il prolungamento del molo di sopraflutto e del banchinamento esterno del molo di sottoflutto.

"Com'è noto- spiega il Presidente Sirgiovanni- Il porto di Vibo Marina ha gravi problemi di risacca, dovuti alle onde che aggirano ed entrano nella sua imboccatura. Questa corrente, nel tempo, da un lato ha eroso il Molo Verde e reso alcune banchine inagibili a causa dell'aggrottamento del molo di sottoflutto, dall'altro all'insabbiamento di alcuni fondali. Senza contare che la risacca costringe le navi ad uscire fuori dal porto quando il mare è troppo mosso".

Questo per quanto riguarda la messa in sicurezza del porto. L'altro aspetto dello studio di fattibilità, spiega ancora il Presidente, "è quello di attrezzare il porto con un molo da destinare all'attracco di navi da crociera, perché nel Sud Italia esiste una forte domanda turistica che non si riesce a soddisfare causa la carenza di infrastrutture portuali. Serve, quindi, un adeguamento della capacità portuale a riguardo del trasporto passeggeri, ma più in generale a riguardo del trasporto di merci e persone. A quanto detto, infatti, va aggiunto che i piazzali sono sicuramente sotto dimensionati rispetto alle esigenze dei traffici commerciali attuali e futuri".

Lo studio di fattibilità, che si basa sull'analisi delle correnti registrate nell'area marina del tirreno inferiore negli ultimi 20 anni, e quindi calcola i moti ondosi in rapporto ai venti, suggerisce la soluzione per risolvere il problema della risacca nel porto e contemporaneamente realizzare una banchina di attracco per navi da crociera all'esterno del molo di sottoflutto.

La soluzione prevede il prolungamento della diga foranea (secondo le previsioni del piano regolatore) con direzione Nord-Est (con fondali profondi 16 metri ed un ampio nuovo piazzale, con migliori condizioni di sicurezza), oppure di prolungare in direzione Est -Nord Est la diga (con fondali profondi 10 metri e quindi limitate possibilità di accesso e minore sicurezza soprattutto in condizioni climatiche avverse). E' una questione di costi: per la prima opzione servono 40 milioni, per la seconda 25 milioni.

Si tratta di un'opera imponente (il molo verrebbe prolungato di 635 metri) che richiede l'utilizzo, secondo lo studio di fattibilità, di geocontainer e quindi di grandi navi portacontainer. I geocontainer dovrebbero essere riempiti con materiale sabbioso proveniente dalle operazioni di dragaggio del porto, quindi con risparmio di materiali, e poi essere posati nei punti di prolungamento del molo.

Per quanto riguarda l'attracco delle navi da crociera è prevista una banchina da realizzarsi lungo il molo sottoflutto, precisamente al Molo Cortese all'esterno del porto. Il costo dell'intervento di banchinamento esterno del molo di sottoflutto è stato stimato in circa 15 milioni (per una lunghezza di 300 m circa).

"Un'opera del genere - prosegue il Presidente Sirgiovanni- porterebbe notevoli benefici anzitutto per la sicurezza e la resistenza delle infrastrutture portuali esistenti alle azioni erosive delle mare, e poi per l'economia turistica di tutta la fascia costiera interessata. Il costo totale stimato, però, è alto, circa 84 milioni di euro. Attualmente non esistono risorse economiche per realizzare un progetto del genere. Però abbiamo consegnato questo studio al Comune, alla Provincia ed alla Capitaneria affinché ci si attivi il più presto possibile, tutti insieme ed in tutte le direzioni possibili, per captare finanziamenti sulla base dello studio stesso".



www.viboeconomia.net

venerdì 8 giugno 2007

news area ex-gaslini

sul sito di Lexambiente continua il dibattito sull'area ex-Gaslini.
E' chiaro che depositare anche solo provvisoriamente materiale di cantiere vicino ad un corso d'acqua è un azione molto pericolosa e stupida. invito il nostro amico della Proloco di Vibo Marina a segnalare il fatto all'ufficio Ambiente della Provincia o della Regione.


ProlocoViboMarina
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Messaggi: 8

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Inviato: Martedì 29 Mag 2007 16:42 Oggetto:
Ultime notizie:
continua lo sbancamento del terreno potenzialmente inquinato ed il suo smaltimento/deposito. Purtroppo l'area scelta per il deposito è posta a qualche metro da un torrente affluente del torrente S.Anna, e questo pone più di un rischio.
Tra la terra rimossa risultano presenti grosse quantità di ceneri, residui dell'estrazione della sansa con procedimento chimico al solfuro.
Non conosco tale procedimento e chissà se qualcuno di voi me ne può dare notizia.


forum lexambiente

giovedì 7 giugno 2007

VIBO VALENTIA. Confindustria Vibo Valentia ancora tra le migliori associazioni territoriali d’Italia, grazie ai premi ricevuti nei giorni scorsi a margine dell’Assemblea Nazionale di Confindustria a Roma, dove l’Associazione ha primeggiato nelle competizioni per il “Miglior sito” e per il “Marketing Territoriale”. Viva soddisfazione è stata espressa dal presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, che ha espresso le sue felicitazioni al presidente Restuccia per i successi ottenuti. Oltre un milione di pagine visitate, 430 utenti registrati e 2.480 articoli, sono questi alcuni “numeri” che ci hanno permesso di diventare un punto di riferimento nel web e di vincere per tre anni consecutivi il prestigioso “Premio Miglior Sito” ideato da Confindustria per riconoscere e premiare le eccellenze del sistema nell’ambito della comunicazione via web. A darne comunicazione l’Ente camerale vibonese con un comunicato stampa. Giudicato da una competente giuria composta da oltre 30 esperti in comunicazione e web-design, il sito www.confindustriavv.it, che ha partecipato con la sua nuova veste grafica, è stato premiato per il nuovo look, la migliore fruibilità dei contenuti ed una nuova piattaforma informatica, ma anche per la tradizione e le conferme delle migliori caratteristiche dell’esperienza precedente. Grafica snella e fotonotizie per raccontare il nostro territorio e le nostre imprese senza appesantire la navigazione, così come essenziali sono i menù creati per avere il controllo in pochi click e trovare le notizie e gli aggiornamenti senza complicarsi la vita grazie al potente motore di ricerca! Grande attenzione alle notizie locali ed a quelle nazionali sia economiche sia finanziarie fornite da una delle più autorevoli testate economiche internazionali con “Le news del Sole24Ore”. E per gli appassionati dell’informazione “RSS dal Mondo”, l’area dedicata agli aggiornamenti in tempo reale sui principali avvenimenti di cronaca, politica, costume e società con le notizie de “Il Corriere della Sera”, “La Repubblica” ed il “New York Times”. Non meno importante e conquistato per la prima volta e forse per questo ancor più gratificante, è il premio relativo al “Marketing Territoriale”, che grazie agli eccellenti risultati ottenuti in termini di incremento del numero delle aziende associate, ha permesso a Confindustria Vibo Valentia di risultare vincitrice per l’anno 2007 di un motoveicolo Piaggio MP3. Entrambi gli ambiti riconoscimenti sono stati conferiti direttamente da Montezemolo al presidente Vincenzo Restuccia, che ha voluto esprimere un particolare ringraziamento alla struttura di Confindustria Vibo Valentia per l’impegno profuso.

effeci

6 giugno 2007 20.58


confindustriavv

mercoledì 23 maggio 2007

Area ex_Gaslini: nuovo centro commerciale



Da qualche giorno circolava una voce su Vibo Marina,
pare che qualcuno abbia comprato l'area ex-Gaslini per farci un centro commerciale
così ho fatto una breve ricerca sul web e questo è



il risultato

sarebbe interessante riunire le nostre forze per fare chiarezza su questa situazione!


riporto la lettera di richiesta informazioni di Antonio della Proloco:


Ciao a tutti,
entro subito nell'argomento perchè vorrei comprendere quali iniziative intraprendere a tutela del territorio.
Recandomi nei pressi di un'area industriale dismessa, adibita dal 30 al 60 come sansificio (da allora rimasto terreno abbandonato, unitamente agli scarti seppelliti o depositati) ho intravisto ruspe intente al movimento terra, senza alcun tipo di protezione o cartellonistica. Stamani ho saputo che per l'area l'amministrazione comunale ha rilasciato una licenza edilizia ad una società tedesca per realizzare un centro commerciale e un centro di edilizia residenziale turistica.
Ora, a parte le considerazioni sulla opportunità che sia quella la giusta destinazione dell'area, a parte che essendo sito inquinato per gli scarti di produzione depositatevi per decenni e mai bonificato, a parte che l'acqua dell'alluvione dello scorso 3 luglio, depositatasi al suo interno e defluita nelle case, negli arenili e nel mare, ha inquinato di tutto... a parte tutto il buon senso, mi sembra una cosa gravissima che siano iniziati lavori di rimozione delle terre (le polveri sottili del movimento terra sono dannose?dove la scaricheranno? chi li ha autorizzati?) senza alcuna cautela...!
Che fare? Attendo consigli utili per agire al più presto
Antonio - Pro Loco Vibo Marina (VV)