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martedì 7 dicembre 2010

19 progetti di sviluppo sostenibile per la Calabria

Voglio riportare questa notizia perchè mi sembra meritevole di attenzione, anche se purtroppo i sindaci della regione Calabria avevano ben altro a cui pensare!


06-12-2010
VIBO V./PROVINCIA: 19 PROGETTI SVILUPPO SOSTENIBILE

(ASCA) - Vibo Valentia, 6 dic - ''Diciannove progetti che spaziano dalla mobilita' ecosostenibile all'utilizzo di combustibili puliti, dal recupero dei centri storici al monitoraggio antinquinamento, dalla promozione delle risorse naturalistiche alla valorizzazione dei prodotti tipici''.

Sono questi gli esiti del seminario di simulazione partecipativa tenutosi nell'aprile scorso, basato sul metodo European Awareness Scenario Workshop (Easw), promosso dalla Commissione europea e organizzato nell'ambito del Forum ambientale per lo sviluppo sostenibile, su iniziativa della Provincia di Vibo Valentia, in collaborazione con la Regione Calabria e la Fondazione per la formazione, innovazione, emersione locale e disegno del territorio (Field).

I progetti, frutto dell'attivita' svolta da gruppi di lavoro formati da rappresentanti della societa' civile e del settore pubblico, sono stati presentati questa mattina nel corso della riunione del Forum ambientale, tenutasi nella sala consiliare della Provincia. All'incontro hanno preso parte l'assessore provinciale all'Ambiente Martino Porcelli, che coordina l'iniziativa, il responsabile Field, Salvatore Barresi, e il direttore tecnico della fondazione, Onofrio Marago'.

Da segnalare la scarsa partecipazione dei sindaci vibonesi, nonostante sul tavolo ci fossero idee di sviluppo ecosostenibile elaborate ipotizzando scenari futuri riferiti all'anno 2020, tutte finanziabili nell'ambito delle misure specifiche previste dal Por-Fesr 2007/2013.

''Un lavoro, quindi, che non si esaurisce nella mera ipotesi progettuale - ha spiegato Porcelli - ma e' finalizzato alla concreta attuazione degli interventi proposti. Il denominatore comune e' rappresentato dall'obiettivo di salvaguardia ambientale in tutte le sue possibili declinazioni''.

mercoledì 16 giugno 2010

“Bioedilizia 2010 – Energy Days Messina”

Il tempo mi vuole bene, visto il mio stato una leggera pioggerellina mi fa comodo per affrontare l'ultimo mese, il più importante.
Nell'attesa che questo piccolo essere dalla spiritualità già tanto grande si senta pronto per uscire vi segnalo un articolo importante che riguarda la bioedilizia, ancora troppo poco conosciuta nelle zone del Sud Italia. E' un evento, per i tecnici e non, che vogliano approfondire le tematiche del risparmio energetico ma sopratutto dei materiali e delle tecniche che salvaguardano la nostra salute e quella dell'ambiente.
Lo sapevate vero che molti materiali utilizzati in edilizia, soprattutto i primi tempi di posa sono altamente nocivi per la salute dell'uomo? Se potete andateci!

-Dopo l'indiscusso successo delle Edizioni di “Energy Days”, il Meeting sull’Energia, in altre Regioni, ANCE Messina e gli organizzatori daranno vita dal 18 al 20 Giugno 2010 a BIOEDILIZIA 2010 – Energy Days Messina con uno spazio espositivo più suggestivo nel Comune di Messina, precisamente nell’ Ente Fiera di Messina nei padiglioni 7/A e 7/B completamente ristrutturati e area esterna antistante. Nel Padiglione 1 al piano terra e al piano primo e nell’area esterna antistante, verranno organizzati, invece, tutti i convegni, mostre all’aperto e le altre iniziative per sensibilizzare i giovani ed il territorio ai temi della bioedilizia e dell’energie rinnovabili.
L’evento è patrocinato da: Ministero dell'Ambiente, ANCE Messina, Provincia e Comune di Messina, Ordine degli Architetti e Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina, Collegio dei Geometri di Messina, Università degli Studi di Messina, CNR, Confindustria e dalla CNA.
L’obiettivo che l’organizzazione si propone è quello di far diventare questo evento un punto di incontro tra domanda ed offerta nello scenario della bioedilizia ed energetico nel Mediterraneo ed in Italia, creando sinergie tra professionisti ed aziende che operano nel settore dell’energia e promuovendo la divulgazione, anche presso le scuole ed i cittadini,dei principi che ispirano la Campagna Sustainable Energy Europe 2005-2008 promossa dalla Commissione Europea. La fiducia innestata dal successo delle edizioni svoltesi in altre città sarà potenziata da un’ attenta campagna di promozione mediatica, diretta ad operatori, aziende/società/Enti utenti del settore, scuole, cittadini. L’ingresso alla manifestazione è libero e avrà i seguenti orari: tutti i giorni dalle 10,00 alle ore 20,00.-
(fonte)

martedì 8 giugno 2010

allontaniamoci dall'oro nero


Non posso fare a meno in questi giorni di chiedermi, soprattutto quando sono al supermercato per comprare il pesce, che fine faranno le risorse dell'oceano pacifico nei prossimi 50 anni.
La falla, che a quanto dicono i tg sembra sotto controllo, purtroppo continua a versare litri e litri di petrolio nelle acque e l'immagine della flora e della fauna devastata dall'olio nero mi fa venire i brividi. Il nostro già devastato ecosistema è nuovamente messo a dura prova e la causa del disastro è sempre l'uomo. Anzi più propriamente la causa primaria è il dio denaro.
Perchè il petrolio non è un caso che lo chiamino l'oro nero!

Il dio denaro. Che tarlo per l'umanità tutta.
Comunque ne siamo tutti responsabili. Si, non voglio fare la predicatrice di turno, ma io mi sento responsabile di questo disastro quanto dovrebbero esserlo i proprietari della piattaforma petrolifera, perchè la mia vita quotidiana dipende ancora tantissimo dall'uso del petrolio. A cominciare dall'auto e a finire con i detersivi e i cosmetici ai quali noi donne siamo particolarmente affezionate.

Lo so è davvero difficile cambiare abitudini quando non hai delle valide alternative, ma cominciare ad interessarsene e scoprire che a volte le alternative sono alla nostra portata vi assicuro che fa sentire molto meglio.

Per esempio, qualche sabato fa, sono stata alla fiera della sostenibilità ambientale, Terra Futura 2010, ed oltre a trovare i tanto cercati pannolini usa e getta biodegradabili della Wip, ho trovato un libro molto interessante sui detersivi fai da te ed ho scoperto cose che neanche lontanamente potevo immaginare.

Il libro è stato scritto da utenti internet che hanno riunito le loro conoscenze (esperienze pratiche, chimiche, farmaceutiche, ecc) per una ricerca approfondita sugli effetti e sui veri ingredienti di cui sono costituiti i normali detersivi e detergenti che comunemente usiamo nelle nostre case e che puntualmente finiscono negli scarichi (e a volte alte concentrazioni di inquinanti mandano in tilt il sistema di depurazione) che finiscono nelle acque (falde, mari e fiumi). Inoltre forniscono una valida alternativa ecologica sia per l'ambiente che per la nostra salute con una serie di ricette faidate assolutamente abbordabili.
Il libro si chiama "Detersivi bioallegri" ed esiste anche il sito, dal quale è partito tutto, dove potete tranquillamente scaricarne i contenuti.

Intanto che provo a mettere in pratica una delle ricette suggerite dal libro vi mostro il pannolino lavabile che finalmente sono riuscita a cucire. Ho usato flanella di cotone di medio spessore per tutto, sia per la mutandina contenitiva che per l'inserto assorbente, ed il mater-bi (ricavato dai sacchetti del supermercato dell'esselunga) per rendere impermeabile il pannolino dalle fuoriuscite. Come modello ho preso un pannolino della Wip taglia mini e l'ho copiato. Secondo me non è venuto male, devo ancora cucire con il filo elastico i bordi per le gambine. Tra un mesetto vi saprò dire se funziona!



giovedì 20 maggio 2010

evviva la primavera!




La Primavera è arrivata! e ci nutre coi suoi frutti disintossicanti; dopo carciofi ed asparagi è la volta delle fave e dei piselli, ottimi teneri crudi col pecorino oppure con la pasta (meglio le trofie) in un pesto primaverile favoloso a base di fave fresche, basilico, aglio, pinoli e parmigiano tutto frullato insieme con l'olio extra vergine di oliva e sale q.b. Vi assicuro che è una vera delizia.Le fave e i pisellini della foto arrivano direttamente dalla campagna calabrese, gentile dono di mia sorella e mio cognato che sono venuti a trovarmi per vedere il pancione e per festeggiare insieme il mio compleanno. Che bel regalo mi hanno fatto!


Nonostante la sfiducia di molti, il sole ha fatto spesso timidamente capolino regalandoci temperature miti e fioriture abbondanti. E se riusciamo ad essere ottimisti sono sicura che non mancheranno giornate calde e rassicuranti.
Nel frattempo, quando fuori era tutto un acquazzone mi sono prodigata a sperimentare la creazione di un golfino in cotone con babbucce coordinate stile marina (da sfoggiare al mare questa estate ovviamente) con l'uncinetto. E' la prima volta che faccio un lavoro del genere, naturalmente non è perfetto ma mi ritengo comunque soddisfatta del risultato. Ho usato un punto a maglia alta doppia alternando i due colori e seguendo lo schema di un golfino in lana che avevo già e poi ho rifinito i bordi con il blu con punto a maglia alta. Le babbucce, invece, sono venute molto spontaneamente e sinceramente non saprei spiegarle.



magari allego una foto in più per una comprensione più intuitiva....


giovedì 6 maggio 2010

il segreto qual'è?


oggi vi voglio parlare di un libro che sto leggendo.S'intitola "The Secret", l'autrice è sconosciuta una certa Rhonda Byrne, e nel 2007 in America il suo libro è divenuto uno dei primi best seller. Perchè tanto successo?Ne avevo sentito parlare su una rivista qualche tempo fa e già avevo capito come mai tutto questo interesse..poi qualche giorno fa,mentre ero in fila alla cassa del supermercato me lo ritrovo tra gli scaffali e di punto in bianco decido di comprarlo.
Lo sto leggendo tutto d'un fiato ed in realtà non mi sta rivelando alcunchè di segreto. Allora cosa ha reso questo libro un best seller?
Semplicemente questa tipa un bel giorno ha deciso di mettere nero su bianco i suoi pensieri e naturalmente ha cercato di documentarli per renderli credibili.

La cosa straordinaria è che parla semplicemente dei benefici effetti del pensiero positivo. Cosa di cui tutti siamo a conoscenza, ma che il più delle volte tartassati dalla negatività dei messaggi mediatici dimentichiamo di mettere in atto. Forse in alcuni punti trovo che l'autrice affronti il tema marcando forzatamente sui benefici materialistici (tipo come ottenere ricchezza, una nuova macchina ecc..) piuttosto che su quelli spirituali (tema comunque affrontato).
In linea di massima concordo pienamente con la teoria dell'attrazione poichè ho verificato più volte nella mia vita quotidiana la sua efficacia.
Perciò lo consiglio vivamente ai malati cronici di pessimismo, potrebbero scoprire aspetti della propria vita sorprendenti.

Mi dispiace un pò che ultimamente sto trascurando di parlare della Calabria, tema di questo blog, ma in realtà "all'orizzonte non c'è solo il tramonto" vuole affrontare anche temi più vasti che possano comunque contribuire senza presunzione a rendere la Calabria una regione migliore. Non me ne vogliano gli appassionati di cronaca!
Comunque è deciso, dopo la nascita del piccolo in agosto ci metteremo in viaggio verso casa, così dopo un anno esatto potrò finalmente respirare l'aria marina delle coste calabresi. E soprattutto anche il piccolino potrà cominciare coi propri sensi ad amare questa terra.
So che dalle parti di Vibo il nuovo gruppo di potere si sta dando da fare per dimostrare di aver meritato la fiducia degli elettori, pertanto spero di poterne verificare la veridicità degli intenti quando sarò sul posto...e si sa non sono mai stata molto clemente con la cattiva condotta .
Nell'attesa godiamoci questa timida primavera che tra una pioggia e l'altra mostra i suoi meravigliosi frutti. Non notate anche voi come sia tanto verde la natura e come siano più grandi e rigonfi le infiorescenze? sarà merito di tutta questa abbondanza d'acqua!

martedì 27 aprile 2010

festa delle oasi

dal 9 al 23 maggio le oasi del WWf in tutta Italia apriranno al pubblico. Un occasione unica per ammirare la flora e la fauna del nostro territorio. In Calabria segnalo l'Oasi del Lago Angitola in provincia di Vibo Valentia (che è anche l'unica). Vi assicuro che merita una visita per i suggestivi colori che assume soprattutto in questo periodo. per gli appassionati di fotografia un occasione unica per immortalare scorci e paesaggi davvero incantevoli.
qui trovate le info sull'oasi del Lago Angitola
qui tutte le oasi del WWF in Italia

martedì 15 dicembre 2009

mappa delle zone inquinate della Calabria

Su questo link potete trovare l'elenco di tutti i siti che sono contaminati da un forte inquinamento, scorie radioattive, discariche incontrollate, batterie esauste, lastre di eternit. In questi luoghi si registra una forte concentrazione di morti a causa di tumori e leucemie.

Cosa sta facendo la Regione Calabria per debellare questa piaga? Al momento non ci sono leggi regionali, nè controlli (a parte la scoperta delle discariche abusive sotto segnalazione) che regolarizzano lo smaltimento dei rifiuti pericolosi. Esiste una Legge Nazionale il D.Lgs. 152 del 2006, ma questa non può essere applicata finchè le Regioni non emettono un proprio regolamento.
Nel 2007 La Regione Calabria ha redatto un piano dei rifiuti con la Legge Regionale 28 dicembre 2007 n° 27 ma nel luglio del 2008 con Sentenza n° 277 è stata dichiarata costituzionalmente illeggittima. Di fatto siamo privi di un regolamento che ci permetta di gestire i rifiuti in modo corretto.
Per esempio nel campo dell'edilizia, dovrebbe essere già obbligatorio in caso di demolizioni monitorare il tragitto dei rifiuti con particolari schede (che classificano e separano i rifiuti stessi) che l'impresa di costruzioni è tenuta a compilare e la quantità di rifiuti dovrebbe arrivare in discarica controllata esattamente nella stessa quantità della partenza.
La Regione Calabria, in virtù della situazione critica del suo territorio dovrebbe muoversi ed emettere una Legge a riguardo....e invece....
il nulla
tutto viene messo a tacere. Si dichiara che il pescato è sano, che i prodotti agricoli sono genuini, ma queste parole sono accompagnate con degli esami di laboratorio?

lunedì 21 settembre 2009

2°resoconto di agosto



Parliamo ancora di mare.
Mare trasparente, cristallino e limpido. Il mare del Tirreno. Perla del Mediterraneo. Gioiello da custodire con cura e rispetto.


Non trovate anche voi che questi colori vadano tutelati?
E invece molta gente non la pensa così. Da qualche settimana è venuta alla ribalta una notizia (peraltro vecchia) sconcertante. Il nostro mare è inquinatissimo da scorie radioattive.
Certo ci tranquillizzano...sotto le acque tutto il male viene attutito, viene digerito, il ciclo naturale depura da solo...
ma che bravi! è proprio un gran genio colui che ha pensato di smaltire tonnellate di scorie radioattive nei nostri amati fondali affondando navi cargo che poi erano legalmente rottamate (da documenti rinvenuti). Avrete sentito tutti la recente notizia della nave trovata nei fondali a 20 miglia da Amantea. Una nave cargo che era stata regolarmente registrata intorno agli anni '80 come demolita, ed invece si trova nei nostri fondali con un carico altamente radioattivo.
Gli alti vertici minimizzano, ma questa è una cosa gravissima. Pare che siano 35 le navi cariche di scorie disseminate nel mediterraneo, tutte a sud.
Potremmo già risentire degli effetti della radiazione sulla nostra salute. Non è un caso che le malattie tumorali e le leucemie sono aumentate negli ultimi decenni. A quanto pare sono più di 20 anni che si smaltisce nelle coste meridionali scorie che arrivano da tutte le parti del mondo.
Come sempre c'è di mezzo la ndrangheta, ma scommetto che qualche politico accomodante ha chiuso tutti e due gli occhi per permettere tale nefandezza. Legambiente ha già pubblicato diversi dossier sull'argomento e ci sono state anche intercettazioni telefoniche di cui voglio riportare un breve spezzone:

"Basta essere furbi, aspettare delle giornate di mare giusto, e
chi vuoi
che se ne accorga?"
A questo punto l'interlocutore all'altro capo del telefono sembra avere
qualche perplessità, forse una sorta di rigurgito di coscienza:
"E il mare? Che ne sarà del mare della zona se l'ammorbiamo?
"Ma sai quanto ce ne fottiamo del mare? Pensa ai soldi - è la risposta -
che con quelli, il mare andiamo a trovarcelo da un'altra parte..."


Quanta ignoranza! Come se il mare fosse una cosa immobile. Non lo sanno che l'acqua di mare evapora e si trasforma in pioggia e va a finire sulle nostre teste? attraverso l'acqua che beviamo ed i prodotti della terra, ortaggi, carni assorbiamo anche noi ed anche questi stupidoni tutte queste scorie!
Trovate questo e molto altro sull'argomento qui.

Ora voglio passare ad un argomento un pò più lieve e positivo.
Vi avevo parlato del mercatino dell'usato che ho organizzato questa estate qualche post fa. Ebbene voglio mostrarvi la foto della Cycas che è stata piantata nella aiuola della piazzetta di Vibo Marina grazie al ricavato della vendita. Ne vado molto orgogliosa.

Presto verrà piantata anche una magnolia nell'aiuola sguarnita che vedete qui sotto.
Sono molto contenta, un albero rappresenta la vita ed è grazie agli alberi che noi tutti respiriamo. Per ogni albero abbattuto dovrebbero piantarne almeno 3 per restituire alla Terra ciò che le hanno tolto...ed invece sulla collina vibonese mettono in sesto dal rischio idrogeologico tagliando tutto ciò che trovano nel loro cammino per posare una rete metallica a maglia fine che dovrebbe contenere il suolo dalla frantumazione. mha!

Certe amarezze non bisogna ingoiarle! Proprio non capisco!

Lo so che è brutto passare da un argomento ad un altro, ma mi ritrovo a dover sintetizzare per mancanza di tempo. Mi scuso con tutti voi se questo crea un pò di confusione. Vi avevo promesso di mostrarvi qualche risultato della ristrutturazione della casa di mia mamma.
Ed ecco qua qualche foto del bagno:



a presto.

venerdì 11 settembre 2009

Fondali marini da scoprire

AMBIENTE: SCOPERTA NUOVA SPECIE CONCHIGLIA IN CALABRIA
(ANSA) - VIBO VALENTIA, 10 SET - E' un'assoluta novita' scientifica: piccola, bianca, con tanti puntini rossi sulla superficie: e' la nuova specie di conchiglia, una Ciprea trovata a 108 metri di profondita' nell'area antistante il porto di Vibo Valentia Marina, nel Tirreno calabrese. La scoperta definita ''storica'' per la biologia marina e' stata annunciata nel corso della presentazione dei risultati delle ricerche condotte dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) condotte nei fondali calabresi. Ad annunciare la scoperta l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Silvestro Greco, che e' un biologo marino. Questa nuova specie di conchiglia non era mai stata avvistata prima nei mari del pianeta. Quindi non e' neanche catalogata. ''Quando l'abbiamo vista per la prima volta - ha affermato Simonepietro Canese, responsabile del programma di ricerca Ispra - ci siamo stupiti, perche' non riuscivamo a classificarla in nessuna specie. Cosi' abbiamo mandato le foto all'universita' di Genova. E li' c'e' stata la sorpresa: questa specie non era catalogata. E noi la vedevamo per la prima volta''. ''Con la scoperta del corallo nero - ha detto l'assessore Greco - avevamo avuto la percezione di una ricchezza straordinaria dei nostri fondali. Con i risultati di queste ricerche nei mari calabresi, si dovranno riscrivere i libri di biologia marina''. (ANSA).

martedì 4 agosto 2009

risposta del WWF

voglio pubblicare la risposta che il presidente del WWF Calabria mi ha mandato stamattina in seguito alla lettera che gli scrissi in merito al taglio degli alberi come misura preventiva al rischio idrogeologico. Soprattutto voglio sottolineare la serietà di questa associazione, dal quale ho avuto almeno una risposta. Tutte le volte che ho provato a scrivere a qualche assessore non ho mai ricevuto la benchè minima considerazione, ovviamente sono troppo impegnati ad occuparsi del governo del territorio per prendere in considerazione le segnalazioni dei cittadini.
ecco di seguito la mail di risposta del signor Paolillo con relativi allegati (anche una considerazione sulla decisione del Comune di accettare la possibilità per l'Italcementi di Vibo Marina di usare come combustibile sia i rifiuti solidi urbani che gli pneumatici)

Gentile Signora,
condividiamo pienamente la Sua preoccupazione e le Sue critiche sui recenti tagli di alberi sulla collina del Vibonese: a proposito Le inviamo in allegato un recentissimo nostro comunicato stampa di solidarieta' alla Magistratura dopo i sequestri delle localita' "Cocari" e "Sughero".
Confidiamo molto nell'operato del nuovo Procuratore e Le confermiamo la nostra costante azione di vigilanza e di denuncia.
Un cordiale saluto.
Pino Paolillo

Segreteria Regionale WWF Calabria


APPREZZAMENTI DEL WWF PER LE INIZIATIVE A TUTELA DELLA COLLINA VIBONESE
LE POLEMICHE PASSANO, L’INQUINAMENO RESTA

Il dibattito aperto, a volte anche aspro, che ha fatto seguito alla proposta di bruciare Combustibile da Rifiuti e diecimila tonnellate all’anno di copertoni nel forno del cementificio è servito a richiamare ancora una volta l’attenzione su una situazione ambientale, quella di Vibo Marina e dintorni, che presenta troppi e mai risolti punti di criticità e di degrado più volte denunciati da associazioni, sindacati, rappresentanti eletti dai cittadini.
La stessa diatriba ha riproposto purtroppo la vecchia e fuorviante antitesi tra le ragioni dell’economia (difesa dei livelli occupazionali, riduzione delle spese di produzione) da un lato e quelle dell’ecologia (tutela della salute e dell’ambiente, una nuova politica dei rifiuti) dall’altro.
E a tale proposito penso che nessuno, in buona fede, possa davvero ritenere che chi si batte per una migliore qualità della vita desideri che anche uno solo degli operai di Vibo Marina debba perdere il posto di lavoro, ma dovrebbe essere altrettanto evidente che le preoccupazioni manifestate da più parti nelle scorse settimane, dopo l’accordo per l’utilizzo di CDR e pneumatici come combustibili, riguardano gli effetti negativi che una tale scelta potrebbe avere sull’ambiente e sui cittadini.
E che si tratti di preoccupazioni più che legittime lo testimonia la stessa storia dell’industrialismo, caratterizzata da una costante ricerca del profitto, a danno ( non sempre, ma troppo spesso), delle maestranze, delle comunità locali e dell’ambiente:
Solo per citare qualche esempio: da Porto Marghera ad Augusta, da Crotone a Cengio, da Scarlino a Taranto, da Seveso fino ai recenti casi dell’inceneritore di Colleferro, (che inquinava l’aria mentre tutto veniva fatto risultare in regola) e della “Eternit” di Casale Monferrato, le tragedie umane e i disastri ambientali capitati altrove, magari nascosti o negati per anni, non possono non suscitare una riflessione profonda sulle prospettive di un’area che da tempo è diventata un po’ il simbolo dei mali ambientali e delle contraddizioni di una provincia eternamente in bilico tra sviluppo turistico e sviluppo industriale ( un po’ come volere la botte piena e la moglie ubriaca).
Affievoliti, almeno temporaneamente, i toni della discussione sul futuro, quello che resta, anzi, che letteralmente incombe sulla frazione Marina e dintorni, è l’inquinamento dell’aria. Dopo tutte le polemiche e le assicurazioni elargite dai cosiddetti organi competenti, la cappa rossastra di provenienza ancora ignota che ristagna sul cielo notturno di Vibo Marina e che, nelle giornate di calma atmosferica, è chiaramente visibile anche di giorno, sembra non interessare a nessuno.
E allora, al di là di tutto e tralasciando per il momento di entrare nel merito della inopportunità di bruciare rifiuti che altrimenti potrebbero essere riciclati (“tertium non datur”), la domanda d’obbligo è questa: si può sapere cosa entra nei polmoni di migliaia di cittadini e chi riversa nell’aria altre sostanze ? Si può sapere – mi rivolgo alle autorità sanitarie – se è stata fatta un’indagine epidemiologica su quel territorio per verificare qual è l’incidenza di certe patologie nella popolazione e scoprirne eventualmente le cause? Se davvero non si vuole creare allarmismo, l’unico modo è quello di fornire i dati ( possibilmente non …inquinati) sulla qualità dell’aria.
Se dovesse risultare che la stessa profuma di lavanda e che i cittadini di Vibo Marina campano in salute fino a cent’anni come i vecchietti del Caucaso, allora ci trasferiamo tutti al Pennello; in caso contrario bisogna sapere chi è che inquina e adottare i provvedimenti del caso.
Perché se è giusto che nessuno deve morire di fame, è sacrosanto che nessuno si deve ammalare per colpa degli altri.
A meno che qualcuno non riesca a convincerci che la salute debba cedere il primo posto nella classifica delle cose che contano nella vita.

Pino Paolillo
WWF Calabria

Le recenti iniziative adottate dalla magistratura vibonese per reprimere e contrastare l’abusivismo edilizio che ormai da decenni interessa la collina del capoluogo, non possono che suscitare il vivo apprezzamento da parte di un’associazione, come il WWF, che in tempi non sospetti aveva lanciato l’allarme, insieme ad associazioni ambientaliste locali, sui pericoli che tale opera di consumo del suolo avrebbero comportato.
Purtroppo ci sono voluti i morti e i disastri dell’alluvione di tre anni fa per richiamare l’attenzione sul rischio idrogeologico rappresentato dalla continua edificazione della zona collinare, vista la progressiva impermeabilizzazione del terreno destinato invece ad un utilizzo di tipo agricolo.
Da tempo il WWF aveva auspicato una politica di tutela di tutta l’area, sia attraverso il divieto di edificare, che mediante una massiccia opera di rimboschimento al fine di consolidare le zone soggette a frane e accrescere in tal modo le “difese naturali” in caso di eventi meteorologici particolari come quelli del tragico 3 luglio 2006.
E invece si è continuato a costruire e addirittura a tagliare alberi di pregio come Lecci e altre querce per far posto ad opinabili reti di protezione.
Il Consiglio Regionale del WWF Calabria, nell’esprimere dunque il proprio compiacimento per “l’aria nuova” che si respira nella Procura Vibonese, si augura che l’interesse fin qui dimostrato dai magistrati per il rispetto delle leggi in materia ambientale, si estenda in ogni direzione per ricordare che anche a Vibo Valentia i diritti della natura e la salute dei cittadini non possono essere calpestati impunemente.

WWF Calabria


TAGLIATELI TUTTI

Può sembrare strano, ma c’è un posto dove si nutre un’avversione viscerale nei confronti degli esseri più inermi, silenziosi e generosi del mondo: gli alberi.

Eppure ai bambini delle elementari si insegna che bisogna rispettarli ( purché rimangano confinati nelle illustrazioni dei libri), si fanno fare ricerche su Internet e in qualche caso, per loro, si organizza una festa . In Calabria invece si preferisce “fare la festa” agli alberi. E pensare che una legge dello stato era stata intitolata “Un albero per ogni nato”, ma il senso era quello di piantarli. E comunque, a giudicare dai tagli, il tasso di natalità della regione sembrerebbe nettamente in crescita. Auspicabile dunque una maggiore morigeratezza .

A sud del Pollino la fisiologia vegetale sembra funzionare all’incontrario: qui le piante “tolgono l’aria”, sottraggono prezioso ossigeno e producono anidride carbonica, provocano frane e smottamenti, insudiciano il terreno con i loro rifiuti (foglie, frutti), creano fastidiose zone d’ombra impedendo alle automobili di ricevere quei raggi solari che rendono gradevoli gli abitacoli soprattutto durante i mesi estivi.

Per non parlare poi dei danni che arrecano ai marciapiedi! Per cui, per mettere quattro mattonelle nuove, è giusto buttare giù un patriarca di cento anni.

Ma non è tutto: gli alberi nascondono, coprono, limitano l’attività più amata dal popolo calabrese curioso ed esibizionista: guardare ed essere guardati, sapere degli altri e far sapere agli altri di sé. Dalla nascita al cimitero. In una regione dove ognuno “mira ed è mirato e in cor s’allegra”, dove tutto si mette in mostra, dove, se fosse possibile, si gioirebbe pure del proprio funerale come momento di protagonismo, un elemento che crea separazione, che impedisce all’occhio di spaziare sulla strada sottostante o nella casa di fronte, non può che essere osteggiato .

C’è chi ha protestato perché non si vedeva l’insegna o l’automobile sotto casa e persino chi , sempre a causa degli alberi, non poteva salutare la dirimpettaia. Sempre in Calabria poi gli psicanalisti hanno dovuto coniare un nuovo termine per descrivere la sindrome depressiva che colpisce una buona parte della popolazione: la dendrofobia (dal greco dendròs, albero e phobia, timore). Non passerà molto che i medici, per debellare il “male oscuro” saranno costretti a prescrivere: “ l’abbattimento di elementi arborei nel raggio di un km e soggiorno in zone desertiche"” E chissà che con questa cura non torni la gioia e la voglia di vivere.

Volete mettere il frenetico, ma vitale fluire della vita cittadina con suoi rumori, i salutari gas di scarico, le scoppiettanti marmitte, le impennate acrobatiche, il vivace andirivieni di massaie e le file di automobili , con il cupo colore di immobili e resinosi Pini “scagliosi ed irti”? Tanto, di questi tempi gli innamorati passeggiano teneramente nei centri commerciali e se qualcuno andasse a sentire “la pioggia nel pineto” lo prenderebbero per scemo. Meglio i cd ad alto volume nell’auto presa a rate.

Eppure il taglio degli alberi o la loro mutilazione hanno motivazioni molto più serie: c’è chi è pronto a giurare che tutti gli alberi del proprio paese sono ammalati o pericolanti. O meglio “potenzialmente pericolanti”. E chi può negare che una giornata di scirocco o di maestrale non possa schiantare un ramo o un fusto intero? Ergo, via libera alle motoseghe, perché “potenzialmente” tutto può accadere.

Bisognerebbe consigliarlo pure al Sindaco Alemanno: quei vecchi Platani lungo il Tevere o i Pini tanto cari a Respighi rappresentano un pericolo per la gente capitolina, per cui una bella “pulizia” delle strade e delle ville romane non sarebbe male. Quanto a Tivoli non si capisce perché non chiudano Villa d’Este per inagibilità, con quei Lecci decrepiti che minacciano migliaia di visitatori.

Peccato che sia un po’ più costoso, ma tante case dei centri storici andrebbero abbattute in quanto “potenzialmente pericolanti” in caso di terremoto, ma le case hanno un legittimo proprietario, non sono di nessuno come gli alberi o le panchine .Altrove si dice che il verde abbellisce, che accresce la qualità della vita, ma qui in Calabria il concetto di bello risulta sconosciuto, estraneo alla nostra mentalità: basta guardare come è stata massacrata la regione negli ultimi decenni , mentre i pilastri continuano a spuntare come i funghi in autunno.

Ma in fondo, se davvero fare politica significa rispondere alle esigenze dei cittadini, tagliateli tutti, così li farete felici e chissà che non ci scappi qualche voto in più.

Per le ricerche dei nostri figli, basta collegarsi ad Internet : ci sono bellissime foto di alberi.

E non tolgono l’aria!

Pino Paolillo


LE POLEMICHE PASSANO, L’INQUINAMENO RESTA

Il dibattito aperto, a volte anche aspro, che ha fatto seguito alla proposta di bruciare Combustibile da Rifiuti e diecimila tonnellate all’anno di copertoni nel forno del cementificio è servito a richiamare ancora una volta l’attenzione su una situazione ambientale, quella di Vibo Marina e dintorni, che presenta troppi e mai risolti punti di criticità e di degrado più volte denunciati da associazioni, sindacati, rappresentanti eletti dai cittadini.
La stessa diatriba ha riproposto purtroppo la vecchia e fuorviante antitesi tra le ragioni dell’economia (difesa dei livelli occupazionali, riduzione delle spese di produzione) da un lato e quelle dell’ecologia (tutela della salute e dell’ambiente, una nuova politica dei rifiuti) dall’altro.
E a tale proposito penso che nessuno, in buona fede, possa davvero ritenere che chi si batte per una migliore qualità della vita desideri che anche uno solo degli operai di Vibo Marina debba perdere il posto di lavoro, ma dovrebbe essere altrettanto evidente che le preoccupazioni manifestate da più parti nelle scorse settimane, dopo l’accordo per l’utilizzo di CDR e pneumatici come combustibili, riguardano gli effetti negativi che una tale scelta potrebbe avere sull’ambiente e sui cittadini.
E che si tratti di preoccupazioni più che legittime lo testimonia la stessa storia dell’industrialismo, caratterizzata da una costante ricerca del profitto, a danno ( non sempre, ma troppo spesso), delle maestranze, delle comunità locali e dell’ambiente:
Solo per citare qualche esempio: da Porto Marghera ad Augusta, da Crotone a Cengio, da Scarlino a Taranto, da Seveso fino ai recenti casi dell’inceneritore di Colleferro, (che inquinava l’aria mentre tutto veniva fatto risultare in regola) e della “Eternit” di Casale Monferrato, le tragedie umane e i disastri ambientali capitati altrove, magari nascosti o negati per anni, non possono non suscitare una riflessione profonda sulle prospettive di un’area che da tempo è diventata un po’ il simbolo dei mali ambientali e delle contraddizioni di una provincia eternamente in bilico tra sviluppo turistico e sviluppo industriale ( un po’ come volere la botte piena e la moglie ubriaca).
Affievoliti, almeno temporaneamente, i toni della discussione sul futuro, quello che resta, anzi, che letteralmente incombe sulla frazione Marina e dintorni, è l’inquinamento dell’aria. Dopo tutte le polemiche e le assicurazioni elargite dai cosiddetti organi competenti, la cappa rossastra di provenienza ancora ignota che ristagna sul cielo notturno di Vibo Marina e che, nelle giornate di calma atmosferica, è chiaramente visibile anche di giorno, sembra non interessare a nessuno.
E allora, al di là di tutto e tralasciando per il momento di entrare nel merito della inopportunità di bruciare rifiuti che altrimenti potrebbero essere riciclati (“tertium non datur”), la domanda d’obbligo è questa: si può sapere cosa entra nei polmoni di migliaia di cittadini e chi riversa nell’aria altre sostanze ? Si può sapere – mi rivolgo alle autorità sanitarie – se è stata fatta un’indagine epidemiologica su quel territorio per verificare qual è l’incidenza di certe patologie nella popolazione e scoprirne eventualmente le cause? Se davvero non si vuole creare allarmismo, l’unico modo è quello di fornire i dati ( possibilmente non …inquinati) sulla qualità dell’aria.
Se dovesse risultare che la stessa profuma di lavanda e che i cittadini di Vibo Marina campano in salute fino a cent’anni come i vecchietti del Caucaso, allora ci trasferiamo tutti al Pennello; in caso contrario bisogna sapere chi è che inquina e adottare i provvedimenti del caso.
Perché se è giusto che nessuno deve morire di fame, è sacrosanto che nessuno si deve ammalare per colpa degli altri.
A meno che qualcuno non riesca a convincerci che la salute debba cedere il primo posto nella classifica delle cose che contano nella vita.

Pino Paolillo
WWF Calabria

mercoledì 29 luglio 2009

mare pulito grazie all'arpacal

Per dare le giuste informazioni ed approfondimenti sui dati relativi alla campagna di balneazione 2009, l’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’ARPACAL ha attivato una specifica casella di posta elettronica per ricevere segnalazioni.

Le eventuali segnalazioni possono essere inviate alla casella di posta elettronica balneazione@arpacal.it.

L'Arpacal risponde alle richieste del pubblico al numero di telefono 0961.732506 ed al numero verde 800.331929 con il seguente orario: lunedì – giovedì 8.30-13.30 / 15.00-18.00 e venerdì 8.30-13.30

lunedì 27 luglio 2009

lettera al wwf

Posto una lettera che ho appena inviato al wwf in seguito alla lettura di un articolo postato dal sito "Percorsi di autonomia amministrativa e mentale".

Gentile associazione

vi scrivo perchè sono molto preoccupata per le sorti del mio paese, Vibo Valentia ed in particolare sia per l'incolumità dei suoi abitanti che per la salvaguardia della flora.
Leggendo un articolo di un noto blogger locale molto attento alle tematiche ambientali, di cui linko la pagina:

http://comuneportosantavenere.blogspot.com/2009/07/san-pietro-finalmente-vista-la-messa.html

vorrei chiedervi quali sono i mezzi legali di cui disponiamo noi cittadini per la protezione del territorio in cui viviamo.
Nel nostro caso, i nostri amministratori si sono dimostrati molto distratti sull'efficacia e la correttezza delle loro scelte strategiche, o forse mi viene da pensare che in queste non abbiano messo al primo posto l'interesse della collettività ma altri interessi, il più delle volte contrastanti con la tutela del territorio (che secondo me deve venire prima di quella delle persone!).
Al momento, a seguito dell'alluvione che ha colpito la nostra zona il 3 luglio del 2006, i nostri governanti si sono visti "costretti" ad attuare una politica di messa in sicurezza del territorio (dopo un'ordinanza del commissario delegato A.Loiero) molto celermente (a tre anni di distanza) proprio in questi mesi.
Il post del mio amico blogger mostra molto chiaramente, con una documentazione fotografica , i modi e le tecniche usati per la cosidetta messa in sicurezza.

Io sono architetto e lavoro in Toscana. Qui, zona altamente a rischio idrogeologico e famosa in tutto il mondo per l'alluvione che devastò Firenze negli anni 60, tagliare un albero senza un buon motivo è un delitto contro l'umanità stessa. Il piano di rischio idrogeologico redatto obbligatoriamente da tutti i Comuni impone dei vincoli molto restrittivi che, a seconda del livello di pericolosità, vietano assolutamente di tagliare gli alberi.
A Vibo per mettere in sicurezza il territorio, si fa esattamente il contrario.

Confido che la vostra associazione, da sempre in prima linea per la salvaguardia dell'ambiente, punti in qualche modo la propria attenzione su questo, a mio avviso gravissimo, problema.
Grazie per l'attenzione dedicata,
con stima

Rosanna Iorfida

martedì 7 luglio 2009

ALLUVIONE VIBO:nessun responsabile

(AGI) - Vibo Valentia, 6 lug. - Il gup del tribunale di Vibo Valentia Giancarlo Bianchi, ha prosciolto gli undici imputati per i quali la procura della Repubblica aveva chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo, lesioni personali inondazione e disastro ambientale nell'ambito dell'inchiesta scaturita a seguito della alluvione che il 3 luglio del 2006 sconvolse il Vibonese. Travolti da una valanga di massi, fango e detriti nel tratto che collega Vibo Valentia a Vibo Marina, persero la vita tra l'altro il piccolo Salvatore Gaglioti di 16 mesi, lo zio Ulisse Gaglioti e Nicola De Pascale, mentre rimase ferito Bruno Virdo'. Un disastro i cui danni furono stimati in oltre 200 milioni di euro. Prosciolti da tutte le accuse i funzionari regionali dell'Anas Giovanni Francesco Scopelliti, 40 anni di Reggio Calabria; Vincenzo Capozza, 51 anni, di Reggio Calabria; Michele Adiletta, 53 anni, di Faenza e Raffaele Celia, 38 anni, di Petrizzi (Cz). Ed ancora: i dirigenti regionali del Dipartimento Lavori pubblici Umberto Sirianni, 70 anni, di Catanzaro; Giovanni Ricca, 58 anni, di Cosenza; Vincenzo Pizzonia, 70 anni, di Francavilla; Luigi Zinno, 54 anni, di Cosenza; Massimo Nistico', 56 anni, di Soverato e Pietro La Rosa, 53 anni di Rosarno. Tra gli indiziati era finito anche il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso per il quale pero' era stata chiesta l'archiviazione da parte della procura stessa.


non ho parole

mercoledì 3 giugno 2009

salviamo l'Amazzonia

Non so cosa stia succedendo alle televisioni italiane, ma per la prima volta ieri sera hanno lanciato l'allarme, tramite il tg speciale della sera su rai uno, del pericolo che stiamo facendo correre all'ambiente a causa della intensa deforestazione dell'Amazzonia, uno dei più importanti polmoni verdi del nostro pianeta.
Il servizio, un pò povero, è stato comunque scioccante: vedere ettari di foresta rasa al suolo fa davvero un effetto raggelante!
La causa principale della deforestazione sembrerebbe l'intensa attività di allevamento bovino che interessa quell'area.  A me sinceramente mi suona un pò strano.
Sicuramente questa sembra essere una delle cause, molto probabilmente il Brasile esporta talmente tanta carne bovina anche qui da noi. Questo starebbe a significare che la domanda di carne brasiliana è altissima per giustificare la deforestazione annuale di aree grandi quanto la Toscana (secondo i dati riferiti da Greenpeace, ospite del tg, nella figura del direttore italiano).
Ma chi è che compra tutta questa carne?
In Italia, per esempio, abbiamo una storia millenaria di macelli ed allevamenti.
Di certo a noi non manca...
Sono sicura che non ci hanno detto tutta la verità...
Manca sicuramente qualche tassello...per esempio il legno di questi alberi abbattuti, dove va a finire?
Restando nel dubbio è sicuramente un bene consumare carne propria, allevata e macellata in Italia, che tra l'altro è buonissima!

In Toscana la carne di vitello è molto pregiata, invece in Calabria è il suino, il re delle carni, soprattutto il suino nero, specialità allevata nella zona silana.
Noi calabresi amiamo il suino non c'è che dire, fa parte della nostra tradizione culinaria, ed in effetti per altri tipi di carne non siamo propriamente ferrati (a livello culinario intendo). 
Questo però non ci esula dal prenderci le nostre responsabilità e per contribuire a sanare questo stato di distruzione a cui i nostri "genitori" inconsapevolmente ci hanno predestinato.
Oggi sappiamo i danni e le conseguenze nefaste a cui ci portano alcuni comportamenti. Abbiamo il dovere di porvi rimedio cambiando le nostre abitudini, anche alimentari, ed insegnare ad i nostri figli a non commettere gli stessi errori.
A proposito di buone abitudini e di recupero di materiale (al fine di diminuire i rifiuti nell'ambiente), domenica, complice una splendida giornata di sole, ho dedicato qualche oretta al recupero di questo specchio trovato vicino ad un cassonetto qualche anno fa dal mio attento compagno. Il legno della cornice non è puro, si tratta di pasta di segatura ricomposta e pressata, ma esteticamente ha un suo fascino, perciò ho pensato che ridipingendolo di bianco avrei messo in risalto le onde gradevoli della decorazione (e poi il bianco salta meno all'occhio in una stanza molto piccola!)

Così mi sono goduta il sole, i fiori, l'aria fresca primaverile ed ho prodotto un bel pezzo di arredamento che, fatemelo dire, se avessi dovuto ricomprarlo avrei speso un bel patrimonio!

mercoledì 15 aprile 2009

testimonianza di un abbruzzese

10 giorni fa il terremoto in Abbruzzo.
Ieri sera ad Anno Zero si sprecavano gli elogi (da parte dei rappresentanti del Governo) sull'efficacia e la prontezza degli aiuti. Qualcuno ha cercato di sottolineare invece l'inefficacia del nostro modo tutto italiano di gestire l'edilizia e come l'opera dell'uomo porta immancabilmente a continui disastri (la nostra storia è piena di terremoti, alluvioni, crolli, inondazioni ecc...)

girando sul web ho trovato il post di una ragazza di Onna, il paese completamente raso al suolo, blogger da tempo e testimone reale delle vicende che si susseguono sotto i suoi occhi da 10 giorni circa. Vive in auto con suo marito e grazie ad una donazione di un vecchio pc può continuare ad informarci.
fatele visita se volete sapere davvero la verità:


Riporto una sua breve testimonianza:


Ieri è diluviato, ed era molto freddo. E la mente si congela in questi casi. Non sono, ahimé un inviata speciale, e non ho nessuno alle mie spalle. Sono sola. Ieri mattina ho incontrato FABIO ed i suoi amici: ragazzi napoletani che sono arrivati qui a portare soccorsi, senza passare per i canali uffuciali.Ragazzi speciali, di quelli che avrei voluto come figli. Ora Fabio potrà darmi una mano con questo blog e supportarmi là dove io non so tecnicamente arrivare. Ed è una voce in più. I campi nei paesini di alta montagna si stanno lentamente attrezzando e la situazione è quasi sotto controllo.Non per merito della protezione civile che li ha completamente abbandonati a se stessi, ma in virtù dei volontari che agiscono autonomamente.Ce ne sono ancora tanti da visitare, vi terrò aggiornati. Servono tute e scarpe da ginnastica. Possibilmente nuove o, almeno pulite. Gli abiti che ho visto distribuire sono sporchi e brutti e sintetici. Le persone hanno bisogno di dignità.Solo così si può recuperare un minimo di rispetto per se stessi e per gli altri. Se ci si abrutisce, la forza per reagire non si trova. E' meglio affidare questi abiti non alla protezione civile: anche lì ci sono persone di serie a e b. I signori vestono Prada, gli altri la merda. Dobbiamo organizzarci.

giovedì 19 marzo 2009

La Calabria madre del corallo nero


(ANSA) - CATANZARO, 19 MAR - E' in Calabria, sui fondali rocciosi di Scilla, la piu' grande foresta di corallo nero che sia mai stata vista prima in nessuna parte del mondo, con circa trentamila le colonie presenti tra i 50 e i 110 metri di profondità.
 La scoperta straordinaria e' stata fatta dai ricercatori marini dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Ispra (ex Icram). Nei mari calabresi, utilizzando un robot che riesce ad immergersi fino a 400 metri di profondita', gli studiosi hanno scoperto numerose specie di coralli, gorgonie, alcionari, pennatulacei e pesci rarissimi, molti dei quali non erano mai stati osservati nel loro ambiente naturale. Le attivita' di ricerca fanno parte di un progetto sul monitoraggio della biodiversita' marina finanziato dalla Regione Calabria e condotto, sin dal 2005, dal dipartimento Protezione degli habitat dell'Ispra. Il programma andra' avanti fino al 2010. ''Comprendere il funzionamento dell'ecosistema marino, la sua risposta ai cambiamenti naturali e indotti dalle attivita' umane - afferma l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco - e' di importanza centrale per una corretta gestione di questo complesso territorio''

martedì 3 febbraio 2009

previsioni e promesse

Ieri è stato il giorno della Candelora, il giorno che segna l'ultimo ciclo dell'inverno e sembra che il maltempo ce lo porteremo ancora per un pò.
Armiamoci di pazienza e di saggezza e cerchiamo di superare questi ultimi giorni di freddo al meglio. Intanto i buoni propositi non mancano mai e dalle notizie raccolte sul web sembrano prometterci novità esaltanti. Sperando che questa esaltazione venga soddisfatta al più presto vi elenco le azioni, a mio avviso, importanti che ci si accinge a realizzare:
- un censimento delle discariche abusive sparpagliate nel territori
o calabrese con il fine di monitorare ed evitarne la continuità. Ottimo!

(ASCA) - Vibo Valentia, 3 feb - L'elaborazione del piano operativo per la bonifica delle discariche abusive nelle aree rurali della provincia e' stato il tema sul quale si e' incentrata la prima riunione dell'Osservatorio provinciale per l'ambiente.
Nella riunione e' stata ribadita l'intenzione di procedere all'elaborazione del piano di bonifica attraverso l'indispensabile collaborazione dei cinquanta Comuni vibonesi, che - utilizzando un apposito questionario, redatto e diffuso dalla Provincia, dovranno comunicare i vari tipi di discariche abusive, presenti sul proprio territorio, indicando la tipologia dei rifiuti riscontrati (pericoloso, ingombrante, organico e cosi' via). (
fonte)
- l'introduzione della diagnosi tramite la risonanza magnetica nel ospedale più famoso di Italia: lo Jazzolino. Era ora! Sperando che vi sia una adeguata formazione medica all'uso della macchina, essendo uno strumento un pò invasivo. Buono!
Rubens Curia ha, poi, ricordato che l’avvio della gara per l’acquisto della risonanza magnetica è intervenuto il 3 novembre del 2006. La necessità di realizzare lavori ad hoc per l’adeguata installazione dell’impianto e della sofisticata macchina ma anche l’assenza di medici competenti per l’attivazione del servizio ne avevano ritardato il varo. (fonte)
- Finalmente la giustizia ha condannato i responsabili dell'omicidio Fortugno. Giustizia è fatta ma quanto durerà? Ottimo!

Catanzaro, 3 feb - ''La sentenza del Tribunale di Locri, che ha condannato mandanti ed esecutori dell'omicidio Fortugno rende giustizia alla famiglia dell'On. Lagana' e rappresenta un evidente segno di speranza per la Calabria e i Calabresi''. Lo hanno dichiarato Lugi Sbarra e Cosimo Piscionieri, rispettivanente Segretario Generale dell Cisl Calabria e della Cisl di Reggio Calabria. (fonte)-Dopo le frane dei giorni scorsi, in Calabria continua a piovere violentemente, ma gli sforzi dell'Anas e della Protezione Civile comincia a dare i primi risultati. Lo stato di allerta però è ancora alto ed in alcune zone c'è ancora l'obbligo di guida con catene a bordo. Preoccupazione.

Cosenza, 3 feb - L'Anas comunica che e' stato riaperto oggi, alle ore 6, il tratto dell'autostrada A3 - Salerno Reggio Calabria, compreso tra gli svincoli di Cosenza e Rogliano-Grimaldi solo per il traffico locale. (fonte)
Ed ora un pò di eventi mondani...
(fonte)

LAMEZIA JAZZ FESTIVAL 2009
Sabato 07 Febbraio 2009 ore 20:30
"TENOR LEGACY 4tet"
Daniele Scannapieco - Tenor sax Max Ionata - Tenor sax Reuben Rogers - Double bass Clarence Penn - Drums & percussions - Lamezia Terme
Per informazioni: 0968/25.486
per gli appassionati del genere. imperdibile

51° CARNEVALE DI CASTROVILLARI
Dal 15 al 24 Febbraio 2009
"51° CARNEVALE DI CASTROVILLARI & FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FOLKLORE"
E’ il Carnevale più famoso della Calabria e, anno dopo anno, si è conquistato un posto tra gli eventi carnascialeschi più caratteristici d’Italia....
Per informazioni: Programma del Carnevale
Cerca dove alloggiare a Castrovillari

CARNEVALE A TROPEA
Martedì 24 Febbraio 2009
"Carnevale a Tropea" organizzato dall'Ascot Tropea
1° Premio Euro 800,00
Per un giorno divertiamoci con balli giochi e.... coriandoli, stelle filanti e cotillon gratis
Per iscrizioni: 0963/66.61.47 - 62.516 - 61.483
Cerca dove alloggiare a Tropea

TEATRO LA PACE DRAPIA - TROPEA

Domenica 22 Febbraio 2009 ore 18:30
"Da Giovidì a Giovidì" di F. Andreotti M.Marzocca e S.Sarcinelli con Marco Marzocca, Stefano Sarcinelli e Max Paiella - Regia Federico Andreotti
Teatro La Pace Drapia - Tropea
Per informazioni: 0963/67.282 - 333/70.68.398

TEATRO LA PACE DRAPIA - TROPEA
Mercoledì 04 Marzo 2009 ore 18:30
"Il Paese dei Campanelli" Compagnia Italiana di Operetta
Con Umberto Scida, Elena D'angelo e Armando Carini
Teatro La Pace Drapia - Tropea
Per informazioni: 0963/67.282 - 333/70.68.398


TEATRO LA PACE DRAPIA - TROPEA
Domenica 05 Aprile 2009 ore 18:30
"La Rosa Tatuata" di Tennessee Williams
Con Mariangela D'Abbraccio e Paolo Giovannucci
Regia Francesco Tavassi
Teatro La Pace Drapia - Tropea
Per informazioni: 0963/67.282 - 333/70.68.398

FRANCO BATTIATO IN CALABRIA
Martedì 31 Marzo 2009
"Franco Battiato" in concerto Catanzaro
Teatro Politeama
Per informazioni: www.battiato.it
Cerca dove alloggiare a Catanzaro

MOMIX IN CALABRIA

Venerdì 03 e Sabato 04 Aprile 2009
"MOMIX" la celeberrima compagnia di ballerini-illusionisti di Moses Pendleton presenterà il nuovo straordinario spettacolo "Bothanica" al Teatro Politeama di Catanzaro nel quadro degli eventi della Stagione Ufficiale 2008-2009 della "Fondazione Politeama".
Per informazioni: 0961/50.18.18 - www.ruggeropegna.it
da non perdere!

LUDOVICO EINAUDI IN CALABRIA
Giovedì 09 Aprile 2009
"Ludovico Einaudi" il grande pianista torinese terrà un unico concerto in Calabria al Teatro Politeama di Catanzaro nel quadro degli eventi della Stagione Ufficiale 2008-2009 della "Fondazione Politeama".
Per informazioni: 0961/50.18.18 - www.ruggeropegna.it

martedì 27 gennaio 2009

l'inverno è lungo

La notizia della frana sull'A3 nell'ultimo tratto verso Reggio Calabria non mi stupisce affatto.
Anzi mi stupisce che sia stato l'unico caso isolato...o forse è l'unico caso che ha meritato menzione sui giornali perchè c'è scappato il morto...
La Calabria è devastata ogni estate dagli incendi, il terreno è friabile per natura e senza l'apparato radicale degli alberi che ne stabilizzino le basi è ovvio che tenda a muoversi, per lo più aiutato dalle forti pendenze che contraddistinguono le colline calabre.
Sono parole al vento, sono fatti che si conoscono ma deliberatamente si ignorano.
 
Immancabilmente non riesco a frenare la mia voglia di paragoni con la città che vivo quotidianamente, che ha subito una devastante alluvione e sa che l'acqua va sempre controllata. A Firenze quando piove un pò di più automaticamente scatta un sistema di allerta che (tramite bollettini radio-giornali) tiene informata la popolazione costantemente sul livello di rischio dell'Arno.

Certo di cose da salvarne qui ce ne sono...patrimoni dell'Unesco, monumenti storici, testimonianze del Rinascimento, opere di valore inestimabile...
mi viene da pensare che solo il simbolo...riconosciuto dalla maggioranza, in questa società, ha una considerazione condivisa, merita la salvezza.
Non mi stupisce che solo alcuni valori  (che hanno molto a che fare con l'economia) siano a larga maggioranza condivisi.

Mi ricordo un tratto di strada che da Pizzo porta all'imbocco dell'A3, il noto bivio dell'Angitola, era sempre intasato dalla terra che franava dalla collina, appena pioveva un pò di più. E così per 10 anni. Sono sicura che ancora, lì, nello stesso punto, ogni volta che piove in modo torrenziale il fango raggiunge la carreggiata.

Mi stupisce ogni volta che qualcuno vede le fotografie di cui mi circondo delle coste calabresi, un urlo di meraviglia: che bello! meglio dei Caraibi!
e a nessuno viene in mente che valga la pena di salvarlo questo territorio.

giovedì 13 novembre 2008

Costruire Bio


Siamo sommersi. All'esterno, al'interno, ovunque le sostanze chimiche di origine petrolchimica ci avvolgono...ne respiriamo le piccolissime particelle... non c'è scampo!
non vi sembra una strana coincidenza che le percentuali di malati di tumore siano aumentati negli ultimi 50 anni, proprio in coincidenza del boom economico e dell'aumento della produzione di prodotti chimici...
A me sembra così evidente.
Solo le colle che usano per i mobili che ci mettiamo in casa forniscono una buona percentuale di esalazione tossiche...
Ieri sono stata ad un seminario di aggiornamento sul "costruire in bioedilizia", pratica che vorrei entrasse sempre più nel nostro modo di pensare la casa....come la raccolta differenziata.

Sapevo già che una buona parte dei prodotti usati per costruire le nostre case erano composti da sostanze tossiche (d'altronde non esiste ancora una dichiarazione di tossicità ufficiale! ora si ricorre alla certificazione eco e bio, che non sono ancora prese molto in considerazione).
Il famoso amianto usato nell'azienda Eternit, che tutti conoscono, è solo il capostipite di una serie di prodotti in commercio altamente tossici ed inquinanti; 
gli stessi detergenti per la casa!
 provate a guardare le etichette di un qualsiasi detergente per il bagno, per esempio. 
Troverete che sono cmq segnalati come prodotti tossici - il simbolo della X - ma siccome sono pubblicizzati in televisione come super efficaci, nessuno ci pensa più alla loro pericolosità per l'uomo e per l'ambiente, e così noi tutti usiamo questi prodotti per rendere linda la nostra casa incoscienti di arrecare un danno a noi stessi ai nostri cari e all'equilibrio ambientale.

E così è per i materiali che si utilizzano per costruire le case.
Dai materiali isolanti come il poliuretano agli intonaci cementizi con aggiunta di additivi chimici, alle colle per il parquet, alle vernici per proteggere (per far morire direi) il legno dei mobili. Se ognuno di noi analizzasse da cima a fondo la propria casa troverebbe molte fonti di inquinamento indoor, molto più di quanto si possa immaginare.




Purtroppo ancora costruire in bioedilizia è visto come l'ultima moda, e non ci si rende conto che invece è una emergenza!
Lo vedo tutti i giorni nel mio lavoro, non avendo una mia attività indipendente, mi trovo sempre un muro di diffidenza davanti quando cerco di proporre soluzioni alternative ed ecologiche, e cmq sempre considerate "care". E invece non sono poi tanto più care di una normale costruzione. 
Costruire in Bioedilizia è un investimento per il nostro futuro, per l'ambiente e per quello dei nostri figli.



Finora la nostra società ha corso incessantemente verso il Dio denaro non guardando in faccia a niente e a nessuno. E ora cominciamo a pagarne le conseguenze. Proprio la mia generazione.
Eppure nonostante ci abbiano tramortito con un sacco di stupidaggini, ciò che ci interessa ancora è la Vita! e non ci rinunceremo.
Anzi a tal proposito (molto pertinente con la voglia di vivere un pò meno con il costruire bio) vorrei manifestare la mia totale solidarietà a Franco Saragò, uomo coraggioso, un uomo d'altri tempi, un fiero condottiero della vita e dei suoi valori fondanti, vittima (a parer di cronaca) di un attentato. Auguro a lui e alla sua famiglia che vengano protetti totalmente dalle invidie e dalle cattiverie di chi non ha il coraggio di guardarsi dentro.
per saperne di più clicca qui.


giovedì 6 novembre 2008

monumenti verdi

Gli alberi, che meravigliose creature!
Testimoni silenziosi a volte di intere epoche. La maestosità a cui arrivano certi alberi secolari lascia senza fiato! In questa foto è mostrato un cipresso di quasi 400 anni. 
Vi assicuro che la foto non rende affatto il fascino e il senso mistico che si prova ad avercelo davanti. Questo albero nella Regione Toscana è protetto. Considerato albero monumentale, è soggetto a cure rigorose (secondo gli esperti di botanica, ora il suo invecchiamento procede molto velocemente) e non si può assolutamente abbatterlo.
In Calabria finora non esisteva nessuna legge che proteggesse i nostri alberi monumentali.
Gli ulivi vecchi, anche 300 anni, solitamente fanno la fine di essere sradicati e portati in qualche villa del nord.
 Ma forse qualcosa sta cambiando. Dopo la Legge sulla tutela delle aree boschive arriva quella per gli alberi monumentali.
E' stata presentata una proposta di legge in Consiglio Regionale:


Una proposta di legge finalizzata alla tutela dello straordinario patrimonio di alberi monumentali e di pregio, nonché della flora spontanea calabrese è stata presentata giovedì alla stampa nel corso di una conferenza organizzata dal relatore On. Bruno Censore nella sala “Giuditta Levato” del Consiglio Regionale, a Reggio.
Alla presentazione del testo, che rimane aperto ad ulteriori contributi e integrazioni, erano presenti, oltre allo stesso On. Censore, il Presidente del Consiglio Regionale, On. Giuseppe Bova, il Comandante Regionale del Corpo Forestale dello Stato, Ing. Vincenzo Caracciolo, il Professore Giovanni Spampinato, botanico dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’Assessore all’Ambiente della provincia di Vibo, Dott. Francesco Marcianò e Pino Paolillo del Programma di Conservazione Ecoregionale del WWF.
Durante tutti gli interventi è stata sottolineata l’importanza di un provvedimento di legge, la cui approvazione si auspica rapida ed efficace, che colma un vuoto notevole in una regione caratterizzata da numerosissimi esempi di patriarchi arborei ultracentenari che rischiano di essere abbattuti, danneggiati e sradicati per essere venduti: per non parlare dei numerosi endemismi di specie, magari meno vistose, ma non meno importanti come testimoni viventi di ere passate e situazioni climatiche diverse da quella attuale.
E’ il caso, più volte richiamato, del commercio di ulivi secolari che vengono estirpati e inviati su grossi Tir anche in località del nord o di specie rare minacciate dalla scomparsa di habitat particolari.
Il progetto di legge prevede l’istituzione di Consulte provinciali composte dai rappresentanti del mondo politico, scientifico e protezionistico e la stesura di registri degli alberi e delle specie di pregio da sottoporre a norme di tutela sul rispetto delle quali sarà chiamato a vigilare il personale del Corpo Forestale dello Stato.
Da più parti è stata ribadita la necessità di coinvolgere anche i cittadini e le scuole, al fine di far comprendere l’importanza e il valore non solo estetico, ma anche storico e civile della tutela e della valorizzazione sia dei vecchi “patriarchi” arborei, autentici monumenti della natura, che delle umili e spesso sconosciute piante erbacee della straordinaria flora calabrese.