La mia terra ha un bellissimo mare e il sole, quando è l'ora della nanna, vi ci si tuffa infiammandolo di rosso. Un incantevole spettacolo. Ad ogni tramonto corrisponde un nuovo giorno. Un nuovo giorno carico di energia.
martedì 7 dicembre 2010
19 progetti di sviluppo sostenibile per la Calabria
06-12-2010
VIBO V./PROVINCIA: 19 PROGETTI SVILUPPO SOSTENIBILE
(ASCA) - Vibo Valentia, 6 dic - ''Diciannove progetti che spaziano dalla mobilita' ecosostenibile all'utilizzo di combustibili puliti, dal recupero dei centri storici al monitoraggio antinquinamento, dalla promozione delle risorse naturalistiche alla valorizzazione dei prodotti tipici''.
Sono questi gli esiti del seminario di simulazione partecipativa tenutosi nell'aprile scorso, basato sul metodo European Awareness Scenario Workshop (Easw), promosso dalla Commissione europea e organizzato nell'ambito del Forum ambientale per lo sviluppo sostenibile, su iniziativa della Provincia di Vibo Valentia, in collaborazione con la Regione Calabria e la Fondazione per la formazione, innovazione, emersione locale e disegno del territorio (Field).
I progetti, frutto dell'attivita' svolta da gruppi di lavoro formati da rappresentanti della societa' civile e del settore pubblico, sono stati presentati questa mattina nel corso della riunione del Forum ambientale, tenutasi nella sala consiliare della Provincia. All'incontro hanno preso parte l'assessore provinciale all'Ambiente Martino Porcelli, che coordina l'iniziativa, il responsabile Field, Salvatore Barresi, e il direttore tecnico della fondazione, Onofrio Marago'.
Da segnalare la scarsa partecipazione dei sindaci vibonesi, nonostante sul tavolo ci fossero idee di sviluppo ecosostenibile elaborate ipotizzando scenari futuri riferiti all'anno 2020, tutte finanziabili nell'ambito delle misure specifiche previste dal Por-Fesr 2007/2013.
''Un lavoro, quindi, che non si esaurisce nella mera ipotesi progettuale - ha spiegato Porcelli - ma e' finalizzato alla concreta attuazione degli interventi proposti. Il denominatore comune e' rappresentato dall'obiettivo di salvaguardia ambientale in tutte le sue possibili declinazioni''.
mercoledì 16 giugno 2010
“Bioedilizia 2010 – Energy Days Messina”
Nell'attesa che questo piccolo essere dalla spiritualità già tanto grande si senta pronto per uscire vi segnalo un articolo importante che riguarda la bioedilizia, ancora troppo poco conosciuta nelle zone del Sud Italia. E' un evento, per i tecnici e non, che vogliano approfondire le tematiche del risparmio energetico ma sopratutto dei materiali e delle tecniche che salvaguardano la nostra salute e quella dell'ambiente.
Lo sapevate vero che molti materiali utilizzati in edilizia, soprattutto i primi tempi di posa sono altamente nocivi per la salute dell'uomo? Se potete andateci!
-Dopo l'indiscusso successo delle Edizioni di “Energy Days”, il Meeting sull’Energia, in altre Regioni, ANCE Messina e gli organizzatori daranno vita dal 18 al 20 Giugno 2010 a BIOEDILIZIA 2010 – Energy Days Messina con uno spazio espositivo più suggestivo nel Comune di Messina, precisamente nell’ Ente Fiera di Messina nei padiglioni 7/A e 7/B completamente ristrutturati e area esterna antistante. Nel Padiglione 1 al piano terra e al piano primo e nell’area esterna antistante, verranno organizzati, invece, tutti i convegni, mostre all’aperto e le altre iniziative per sensibilizzare i giovani ed il territorio ai temi della bioedilizia e dell’energie rinnovabili.
L’evento è patrocinato da: Ministero dell'Ambiente, ANCE Messina, Provincia e Comune di Messina, Ordine degli Architetti e Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina, Collegio dei Geometri di Messina, Università degli Studi di Messina, CNR, Confindustria e dalla CNA.
L’obiettivo che l’organizzazione si propone è quello di far diventare questo evento un punto di incontro tra domanda ed offerta nello scenario della bioedilizia ed energetico nel Mediterraneo ed in Italia, creando sinergie tra professionisti ed aziende che operano nel settore dell’energia e promuovendo la divulgazione, anche presso le scuole ed i cittadini,dei principi che ispirano la Campagna Sustainable Energy Europe 2005-2008 promossa dalla Commissione Europea. La fiducia innestata dal successo delle edizioni svoltesi in altre città sarà potenziata da un’ attenta campagna di promozione mediatica, diretta ad operatori, aziende/società/Enti utenti del settore, scuole, cittadini. L’ingresso alla manifestazione è libero e avrà i seguenti orari: tutti i giorni dalle 10,00 alle ore 20,00.-
(fonte)
martedì 8 giugno 2010
allontaniamoci dall'oro nero
giovedì 20 maggio 2010
evviva la primavera!
giovedì 6 maggio 2010
il segreto qual'è?
martedì 27 aprile 2010
festa delle oasi
martedì 15 dicembre 2009
mappa delle zone inquinate della Calabria
lunedì 21 settembre 2009
2°resoconto di agosto
"Basta essere furbi, aspettare delle giornate di mare giusto, e
che se ne accorga?"
A questo punto l'interlocutore all'altro capo del telefono sembra avere
qualche perplessità, forse una sorta di rigurgito di coscienza:
"E il mare? Che ne sarà del mare della zona se l'ammorbiamo?
"Ma sai quanto ce ne fottiamo del mare? Pensa ai soldi - è la risposta -
che con quelli, il mare andiamo a trovarcelo da un'altra parte..."

venerdì 11 settembre 2009
Fondali marini da scoprire
(ANSA) - VIBO VALENTIA, 10 SET - E' un'assoluta novita' scientifica: piccola, bianca, con tanti puntini rossi sulla superficie: e' la nuova specie di conchiglia, una Ciprea trovata a 108 metri di profondita' nell'area antistante il porto di Vibo Valentia Marina, nel Tirreno calabrese. La scoperta definita ''storica'' per la biologia marina e' stata annunciata nel corso della presentazione dei risultati delle ricerche condotte dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) condotte nei fondali calabresi. Ad annunciare la scoperta l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Silvestro Greco, che e' un biologo marino. Questa nuova specie di conchiglia non era mai stata avvistata prima nei mari del pianeta. Quindi non e' neanche catalogata. ''Quando l'abbiamo vista per la prima volta - ha affermato Simonepietro Canese, responsabile del programma di ricerca Ispra - ci siamo stupiti, perche' non riuscivamo a classificarla in nessuna specie. Cosi' abbiamo mandato le foto all'universita' di Genova. E li' c'e' stata la sorpresa: questa specie non era catalogata. E noi la vedevamo per la prima volta''. ''Con la scoperta del corallo nero - ha detto l'assessore Greco - avevamo avuto la percezione di una ricchezza straordinaria dei nostri fondali. Con i risultati di queste ricerche nei mari calabresi, si dovranno riscrivere i libri di biologia marina''. (ANSA).
martedì 4 agosto 2009
risposta del WWF
condividiamo pienamente la Sua preoccupazione e le Sue critiche sui recenti tagli di alberi sulla collina del Vibonese: a proposito Le inviamo in allegato un recentissimo nostro comunicato stampa di solidarieta' alla Magistratura dopo i sequestri delle localita' "Cocari" e "Sughero".
Confidiamo molto nell'operato del nuovo Procuratore e Le confermiamo la nostra costante azione di vigilanza e di denuncia.
Un cordiale saluto.
Pino Paolillo
Segreteria Regionale WWF Calabria
LE POLEMICHE PASSANO, L’INQUINAMENO RESTA
Il dibattito aperto, a volte anche aspro, che ha fatto seguito alla proposta di bruciare Combustibile da Rifiuti e diecimila tonnellate all’anno di copertoni nel forno del cementificio è servito a richiamare ancora una volta l’attenzione su una situazione ambientale, quella di Vibo Marina e dintorni, che presenta troppi e mai risolti punti di criticità e di degrado più volte denunciati da associazioni, sindacati, rappresentanti eletti dai cittadini.
La stessa diatriba ha riproposto purtroppo la vecchia e fuorviante antitesi tra le ragioni dell’economia (difesa dei livelli occupazionali, riduzione delle spese di produzione) da un lato e quelle dell’ecologia (tutela della salute e dell’ambiente, una nuova politica dei rifiuti) dall’altro.
E a tale proposito penso che nessuno, in buona fede, possa davvero ritenere che chi si batte per una migliore qualità della vita desideri che anche uno solo degli operai di Vibo Marina debba perdere il posto di lavoro, ma dovrebbe essere altrettanto evidente che le preoccupazioni manifestate da più parti nelle scorse settimane, dopo l’accordo per l’utilizzo di CDR e pneumatici come combustibili, riguardano gli effetti negativi che una tale scelta potrebbe avere sull’ambiente e sui cittadini.
E che si tratti di preoccupazioni più che legittime lo testimonia la stessa storia dell’industrialismo, caratterizzata da una costante ricerca del profitto, a danno ( non sempre, ma troppo spesso), delle maestranze, delle comunità locali e dell’ambiente:
Solo per citare qualche esempio: da Porto Marghera ad Augusta, da Crotone a Cengio, da Scarlino a Taranto, da Seveso fino ai recenti casi dell’inceneritore di Colleferro, (che inquinava l’aria mentre tutto veniva fatto risultare in regola) e della “Eternit” di Casale Monferrato, le tragedie umane e i disastri ambientali capitati altrove, magari nascosti o negati per anni, non possono non suscitare una riflessione profonda sulle prospettive di un’area che da tempo è diventata un po’ il simbolo dei mali ambientali e delle contraddizioni di una provincia eternamente in bilico tra sviluppo turistico e sviluppo industriale ( un po’ come volere la botte piena e la moglie ubriaca).
Affievoliti, almeno temporaneamente, i toni della discussione sul futuro, quello che resta, anzi, che letteralmente incombe sulla frazione Marina e dintorni, è l’inquinamento dell’aria. Dopo tutte le polemiche e le assicurazioni elargite dai cosiddetti organi competenti, la cappa rossastra di provenienza ancora ignota che ristagna sul cielo notturno di Vibo Marina e che, nelle giornate di calma atmosferica, è chiaramente visibile anche di giorno, sembra non interessare a nessuno.
E allora, al di là di tutto e tralasciando per il momento di entrare nel merito della inopportunità di bruciare rifiuti che altrimenti potrebbero essere riciclati (“tertium non datur”), la domanda d’obbligo è questa: si può sapere cosa entra nei polmoni di migliaia di cittadini e chi riversa nell’aria altre sostanze ? Si può sapere – mi rivolgo alle autorità sanitarie – se è stata fatta un’indagine epidemiologica su quel territorio per verificare qual è l’incidenza di certe patologie nella popolazione e scoprirne eventualmente le cause? Se davvero non si vuole creare allarmismo, l’unico modo è quello di fornire i dati ( possibilmente non …inquinati) sulla qualità dell’aria.
Se dovesse risultare che la stessa profuma di lavanda e che i cittadini di Vibo Marina campano in salute fino a cent’anni come i vecchietti del Caucaso, allora ci trasferiamo tutti al Pennello; in caso contrario bisogna sapere chi è che inquina e adottare i provvedimenti del caso.
Perché se è giusto che nessuno deve morire di fame, è sacrosanto che nessuno si deve ammalare per colpa degli altri.
A meno che qualcuno non riesca a convincerci che la salute debba cedere il primo posto nella classifica delle cose che contano nella vita.
Pino Paolillo
WWF Calabria
Le recenti iniziative adottate dalla magistratura vibonese per reprimere e contrastare l’abusivismo edilizio che ormai da decenni interessa la collina del capoluogo, non possono che suscitare il vivo apprezzamento da parte di un’associazione, come il WWF, che in tempi non sospetti aveva lanciato l’allarme, insieme ad associazioni ambientaliste locali, sui pericoli che tale opera di consumo del suolo avrebbero comportato.
Purtroppo ci sono voluti i morti e i disastri dell’alluvione di tre anni fa per richiamare l’attenzione sul rischio idrogeologico rappresentato dalla continua edificazione della zona collinare, vista la progressiva impermeabilizzazione del terreno destinato invece ad un utilizzo di tipo agricolo.
Da tempo il WWF aveva auspicato una politica di tutela di tutta l’area, sia attraverso il divieto di edificare, che mediante una massiccia opera di rimboschimento al fine di consolidare le zone soggette a frane e accrescere in tal modo le “difese naturali” in caso di eventi meteorologici particolari come quelli del tragico 3 luglio 2006.
E invece si è continuato a costruire e addirittura a tagliare alberi di pregio come Lecci e altre querce per far posto ad opinabili reti di protezione.
Il Consiglio Regionale del WWF Calabria, nell’esprimere dunque il proprio compiacimento per “l’aria nuova” che si respira nella Procura Vibonese, si augura che l’interesse fin qui dimostrato dai magistrati per il rispetto delle leggi in materia ambientale, si estenda in ogni direzione per ricordare che anche a Vibo Valentia i diritti della natura e la salute dei cittadini non possono essere calpestati impunemente.
WWF Calabria
TAGLIATELI TUTTI
Può sembrare strano, ma c’è un posto dove si nutre un’avversione viscerale nei confronti degli esseri più inermi, silenziosi e generosi del mondo: gli alberi.
Eppure ai bambini delle elementari si insegna che bisogna rispettarli ( purché rimangano confinati nelle illustrazioni dei libri), si fanno fare ricerche su Internet e in qualche caso, per loro, si organizza una festa . In Calabria invece si preferisce “fare la festa” agli alberi. E pensare che una legge dello stato era stata intitolata “Un albero per ogni nato”, ma il senso era quello di piantarli. E comunque, a giudicare dai tagli, il tasso di natalità della regione sembrerebbe nettamente in crescita. Auspicabile dunque una maggiore morigeratezza .
A sud del Pollino la fisiologia vegetale sembra funzionare all’incontrario: qui le piante “tolgono l’aria”, sottraggono prezioso ossigeno e producono anidride carbonica, provocano frane e smottamenti, insudiciano il terreno con i loro rifiuti (foglie, frutti), creano fastidiose zone d’ombra impedendo alle automobili di ricevere quei raggi solari che rendono gradevoli gli abitacoli soprattutto durante i mesi estivi.
Per non parlare poi dei danni che arrecano ai marciapiedi! Per cui, per mettere quattro mattonelle nuove, è giusto buttare giù un patriarca di cento anni.
Ma non è tutto: gli alberi nascondono, coprono, limitano l’attività più amata dal popolo calabrese curioso ed esibizionista: guardare ed essere guardati, sapere degli altri e far sapere agli altri di sé. Dalla nascita al cimitero. In una regione dove ognuno “mira ed è mirato e in cor s’allegra”, dove tutto si mette in mostra, dove, se fosse possibile, si gioirebbe pure del proprio funerale come momento di protagonismo, un elemento che crea separazione, che impedisce all’occhio di spaziare sulla strada sottostante o nella casa di fronte, non può che essere osteggiato .
C’è chi ha protestato perché non si vedeva l’insegna o l’automobile sotto casa e persino chi , sempre a causa degli alberi, non poteva salutare la dirimpettaia. Sempre in Calabria poi gli psicanalisti hanno dovuto coniare un nuovo termine per descrivere la sindrome depressiva che colpisce una buona parte della popolazione: la dendrofobia (dal greco dendròs, albero e phobia, timore). Non passerà molto che i medici, per debellare il “male oscuro” saranno costretti a prescrivere: “ l’abbattimento di elementi arborei nel raggio di un km e soggiorno in zone desertiche"” E chissà che con questa cura non torni la gioia e la voglia di vivere.
Volete mettere il frenetico, ma vitale fluire della vita cittadina con suoi rumori, i salutari gas di scarico, le scoppiettanti marmitte, le impennate acrobatiche, il vivace andirivieni di massaie e le file di automobili , con il cupo colore di immobili e resinosi Pini “scagliosi ed irti”? Tanto, di questi tempi gli innamorati passeggiano teneramente nei centri commerciali e se qualcuno andasse a sentire “la pioggia nel pineto” lo prenderebbero per scemo. Meglio i cd ad alto volume nell’auto presa a rate.
Eppure il taglio degli alberi o la loro mutilazione hanno motivazioni molto più serie: c’è chi è pronto a giurare che tutti gli alberi del proprio paese sono ammalati o pericolanti. O meglio “potenzialmente pericolanti”. E chi può negare che una giornata di scirocco o di maestrale non possa schiantare un ramo o un fusto intero? Ergo, via libera alle motoseghe, perché “potenzialmente” tutto può accadere.
Bisognerebbe consigliarlo pure al Sindaco Alemanno: quei vecchi Platani lungo il Tevere o i Pini tanto cari a Respighi rappresentano un pericolo per la gente capitolina, per cui una bella “pulizia” delle strade e delle ville romane non sarebbe male. Quanto a Tivoli non si capisce perché non chiudano Villa d’Este per inagibilità, con quei Lecci decrepiti che minacciano migliaia di visitatori.
Peccato che sia un po’ più costoso, ma tante case dei centri storici andrebbero abbattute in quanto “potenzialmente pericolanti” in caso di terremoto, ma le case hanno un legittimo proprietario, non sono di nessuno come gli alberi o le panchine .Altrove si dice che il verde abbellisce, che accresce la qualità della vita, ma qui in Calabria il concetto di bello risulta sconosciuto, estraneo alla nostra mentalità: basta guardare come è stata massacrata la regione negli ultimi decenni , mentre i pilastri continuano a spuntare come i funghi in autunno.
Ma in fondo, se davvero fare politica significa rispondere alle esigenze dei cittadini, tagliateli tutti, così li farete felici e chissà che non ci scappi qualche voto in più.
Per le ricerche dei nostri figli, basta collegarsi ad Internet : ci sono bellissime foto di alberi.
E non tolgono l’aria!
Pino Paolillo
Il dibattito aperto, a volte anche aspro, che ha fatto seguito alla proposta di bruciare Combustibile da Rifiuti e diecimila tonnellate all’anno di copertoni nel forno del cementificio è servito a richiamare ancora una volta l’attenzione su una situazione ambientale, quella di Vibo Marina e dintorni, che presenta troppi e mai risolti punti di criticità e di degrado più volte denunciati da associazioni, sindacati, rappresentanti eletti dai cittadini.
La stessa diatriba ha riproposto purtroppo la vecchia e fuorviante antitesi tra le ragioni dell’economia (difesa dei livelli occupazionali, riduzione delle spese di produzione) da un lato e quelle dell’ecologia (tutela della salute e dell’ambiente, una nuova politica dei rifiuti) dall’altro.
E a tale proposito penso che nessuno, in buona fede, possa davvero ritenere che chi si batte per una migliore qualità della vita desideri che anche uno solo degli operai di Vibo Marina debba perdere il posto di lavoro, ma dovrebbe essere altrettanto evidente che le preoccupazioni manifestate da più parti nelle scorse settimane, dopo l’accordo per l’utilizzo di CDR e pneumatici come combustibili, riguardano gli effetti negativi che una tale scelta potrebbe avere sull’ambiente e sui cittadini.
E che si tratti di preoccupazioni più che legittime lo testimonia la stessa storia dell’industrialismo, caratterizzata da una costante ricerca del profitto, a danno ( non sempre, ma troppo spesso), delle maestranze, delle comunità locali e dell’ambiente:
Solo per citare qualche esempio: da Porto Marghera ad Augusta, da Crotone a Cengio, da Scarlino a Taranto, da Seveso fino ai recenti casi dell’inceneritore di Colleferro, (che inquinava l’aria mentre tutto veniva fatto risultare in regola) e della “Eternit” di Casale Monferrato, le tragedie umane e i disastri ambientali capitati altrove, magari nascosti o negati per anni, non possono non suscitare una riflessione profonda sulle prospettive di un’area che da tempo è diventata un po’ il simbolo dei mali ambientali e delle contraddizioni di una provincia eternamente in bilico tra sviluppo turistico e sviluppo industriale ( un po’ come volere la botte piena e la moglie ubriaca).
Affievoliti, almeno temporaneamente, i toni della discussione sul futuro, quello che resta, anzi, che letteralmente incombe sulla frazione Marina e dintorni, è l’inquinamento dell’aria. Dopo tutte le polemiche e le assicurazioni elargite dai cosiddetti organi competenti, la cappa rossastra di provenienza ancora ignota che ristagna sul cielo notturno di Vibo Marina e che, nelle giornate di calma atmosferica, è chiaramente visibile anche di giorno, sembra non interessare a nessuno.
E allora, al di là di tutto e tralasciando per il momento di entrare nel merito della inopportunità di bruciare rifiuti che altrimenti potrebbero essere riciclati (“tertium non datur”), la domanda d’obbligo è questa: si può sapere cosa entra nei polmoni di migliaia di cittadini e chi riversa nell’aria altre sostanze ? Si può sapere – mi rivolgo alle autorità sanitarie – se è stata fatta un’indagine epidemiologica su quel territorio per verificare qual è l’incidenza di certe patologie nella popolazione e scoprirne eventualmente le cause? Se davvero non si vuole creare allarmismo, l’unico modo è quello di fornire i dati ( possibilmente non …inquinati) sulla qualità dell’aria.
Se dovesse risultare che la stessa profuma di lavanda e che i cittadini di Vibo Marina campano in salute fino a cent’anni come i vecchietti del Caucaso, allora ci trasferiamo tutti al Pennello; in caso contrario bisogna sapere chi è che inquina e adottare i provvedimenti del caso.
Perché se è giusto che nessuno deve morire di fame, è sacrosanto che nessuno si deve ammalare per colpa degli altri.
A meno che qualcuno non riesca a convincerci che la salute debba cedere il primo posto nella classifica delle cose che contano nella vita.
Pino Paolillo
WWF Calabria
mercoledì 29 luglio 2009
mare pulito grazie all'arpacal
Le eventuali segnalazioni possono essere inviate alla casella di posta elettronica balneazione@arpacal.it.
L'Arpacal risponde alle richieste del pubblico al numero di telefono 0961.732506 ed al numero verde 800.331929 con il seguente orario: lunedì – giovedì 8.30-13.30 / 15.00-18.00 e venerdì 8.30-13.30
lunedì 27 luglio 2009
lettera al wwf
vi scrivo perchè sono molto preoccupata per le sorti del mio paese, Vibo Valentia ed in particolare sia per l'incolumità dei suoi abitanti che per la salvaguardia della flora.
Leggendo un articolo di un noto blogger locale molto attento alle tematiche ambientali, di cui linko la pagina:
http://comuneportosantavenere.blogspot.com/2009/07/san-pietro-finalmente-vista-la-messa.html
vorrei chiedervi quali sono i mezzi legali di cui disponiamo noi cittadini per la protezione del territorio in cui viviamo.
Nel nostro caso, i nostri amministratori si sono dimostrati molto distratti sull'efficacia e la correttezza delle loro scelte strategiche, o forse mi viene da pensare che in queste non abbiano messo al primo posto l'interesse della collettività ma altri interessi, il più delle volte contrastanti con la tutela del territorio (che secondo me deve venire prima di quella delle persone!).
Al momento, a seguito dell'alluvione che ha colpito la nostra zona il 3 luglio del 2006, i nostri governanti si sono visti "costretti" ad attuare una politica di messa in sicurezza del territorio (dopo un'ordinanza del commissario delegato A.Loiero) molto celermente (a tre anni di distanza) proprio in questi mesi.
Il post del mio amico blogger mostra molto chiaramente, con una documentazione fotografica , i modi e le tecniche usati per la cosidetta messa in sicurezza.
Io sono architetto e lavoro in Toscana. Qui, zona altamente a rischio idrogeologico e famosa in tutto il mondo per l'alluvione che devastò Firenze negli anni 60, tagliare un albero senza un buon motivo è un delitto contro l'umanità stessa. Il piano di rischio idrogeologico redatto obbligatoriamente da tutti i Comuni impone dei vincoli molto restrittivi che, a seconda del livello di pericolosità, vietano assolutamente di tagliare gli alberi.
A Vibo per mettere in sicurezza il territorio, si fa esattamente il contrario.
Confido che la vostra associazione, da sempre in prima linea per la salvaguardia dell'ambiente, punti in qualche modo la propria attenzione su questo, a mio avviso gravissimo, problema.
Grazie per l'attenzione dedicata,
con stima
Rosanna Iorfida
martedì 7 luglio 2009
ALLUVIONE VIBO:nessun responsabile
mercoledì 3 giugno 2009
salviamo l'Amazzonia
mercoledì 15 aprile 2009
testimonianza di un abbruzzese
giovedì 19 marzo 2009
La Calabria madre del corallo nero

(ANSA) - CATANZARO, 19 MAR - E' in Calabria, sui fondali rocciosi di Scilla, la piu' grande foresta di corallo nero che sia mai stata vista prima in nessuna parte del mondo, con circa trentamila le colonie presenti tra i 50 e i 110 metri di profondità.


martedì 3 febbraio 2009
previsioni e promesse
Nella riunione e' stata ribadita l'intenzione di procedere all'elaborazione del piano di bonifica attraverso l'indispensabile collaborazione dei cinquanta Comuni vibonesi, che - utilizzando un apposito questionario, redatto e diffuso dalla Provincia, dovranno comunicare i vari tipi di discariche abusive, presenti sul proprio territorio, indicando la tipologia dei rifiuti riscontrati (pericoloso, ingombrante, organico e cosi' via). (fonte)
- l'introduzione della diagnosi tramite la risonanza magnetica nel ospedale più famoso di Italia: lo Jazzolino. Era ora! Sperando che vi sia una adeguata formazione medica all'uso della macchina, essendo uno strumento un pò invasivo. Buono!
- Finalmente la giustizia ha condannato i responsabili dell'omicidio Fortugno. Giustizia è fatta ma quanto durerà? Ottimo!
Catanzaro, 3 feb - ''La sentenza del Tribunale di Locri, che ha condannato mandanti ed esecutori dell'omicidio Fortugno rende giustizia alla famiglia dell'On. Lagana' e rappresenta un evidente segno di speranza per la Calabria e i Calabresi''. Lo hanno dichiarato Lugi Sbarra e Cosimo Piscionieri, rispettivanente Segretario Generale dell Cisl Calabria e della Cisl di Reggio Calabria. (fonte)
Cosenza, 3 feb - L'Anas comunica che e' stato riaperto oggi, alle ore 6, il tratto dell'autostrada A3 - Salerno Reggio Calabria, compreso tra gli svincoli di Cosenza e Rogliano-Grimaldi solo per il traffico locale. (fonte)
Sabato 07 Febbraio 2009 ore 20:30
"TENOR LEGACY 4tet"
Daniele Scannapieco - Tenor sax Max Ionata - Tenor sax Reuben Rogers - Double bass Clarence Penn - Drums & percussions - Lamezia Terme
Per informazioni: 0968/25.486
per gli appassionati del genere. imperdibile
51° CARNEVALE DI CASTROVILLARI
Dal 15 al 24 Febbraio 2009
"51° CARNEVALE DI CASTROVILLARI & FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FOLKLORE"
E’ il Carnevale più famoso della Calabria e, anno dopo anno, si è conquistato un posto tra gli eventi carnascialeschi più caratteristici d’Italia....
Per informazioni: Programma del Carnevale
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CARNEVALE A TROPEA
Martedì 24 Febbraio 2009
"Carnevale a Tropea" organizzato dall'Ascot Tropea
1° Premio Euro 800,00
Per un giorno divertiamoci con balli giochi e.... coriandoli, stelle filanti e cotillon gratis
Per iscrizioni: 0963/66.61.47 - 62.516 - 61.483
Cerca dove alloggiare a Tropea
TEATRO LA PACE DRAPIA - TROPEA
Domenica 22 Febbraio 2009 ore 18:30
"Da Giovidì a Giovidì" di F. Andreotti M.Marzocca e S.Sarcinelli con Marco Marzocca, Stefano Sarcinelli e Max Paiella - Regia Federico Andreotti
Teatro La Pace Drapia - Tropea
Per informazioni: 0963/67.282 - 333/70.68.398
TEATRO LA PACE DRAPIA - TROPEA
Mercoledì 04 Marzo 2009 ore 18:30
"Il Paese dei Campanelli" Compagnia Italiana di Operetta
Con Umberto Scida, Elena D'angelo e Armando Carini
Teatro La Pace Drapia - Tropea
Per informazioni: 0963/67.282 - 333/70.68.398
TEATRO LA PACE DRAPIA - TROPEA
Domenica 05 Aprile 2009 ore 18:30
"La Rosa Tatuata" di Tennessee Williams
Con Mariangela D'Abbraccio e Paolo Giovannucci
Regia Francesco Tavassi
Teatro La Pace Drapia - Tropea
Per informazioni: 0963/67.282 - 333/70.68.398
FRANCO BATTIATO IN CALABRIA
Martedì 31 Marzo 2009
"Franco Battiato" in concerto Catanzaro
Teatro Politeama
Per informazioni: www.battiato.it
Cerca dove alloggiare a Catanzaro
MOMIX IN CALABRIA
Venerdì 03 e Sabato 04 Aprile 2009
"MOMIX" la celeberrima compagnia di ballerini-illusionisti di Moses Pendleton presenterà il nuovo straordinario spettacolo "Bothanica" al Teatro Politeama di Catanzaro nel quadro degli eventi della Stagione Ufficiale 2008-2009 della "Fondazione Politeama".
Per informazioni: 0961/50.18.18 - www.ruggeropegna.it
da non perdere!
Giovedì 09 Aprile 2009
"Ludovico Einaudi" il grande pianista torinese terrà un unico concerto in Calabria al Teatro Politeama di Catanzaro nel quadro degli eventi della Stagione Ufficiale 2008-2009 della "Fondazione Politeama".
Per informazioni: 0961/50.18.18 - www.ruggeropegna.it
martedì 27 gennaio 2009
l'inverno è lungo
giovedì 13 novembre 2008
Costruire Bio
giovedì 6 novembre 2008
monumenti verdi
Una proposta di legge finalizzata alla tutela dello straordinario patrimonio di alberi monumentali e di pregio, nonché della flora spontanea calabrese è stata presentata giovedì alla stampa nel corso di una conferenza organizzata dal relatore On. Bruno Censore nella sala “Giuditta Levato” del Consiglio Regionale, a Reggio.
Alla presentazione del testo, che rimane aperto ad ulteriori contributi e integrazioni, erano presenti, oltre allo stesso On. Censore, il Presidente del Consiglio Regionale, On. Giuseppe Bova, il Comandante Regionale del Corpo Forestale dello Stato, Ing. Vincenzo Caracciolo, il Professore Giovanni Spampinato, botanico dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’Assessore all’Ambiente della provincia di Vibo, Dott. Francesco Marcianò e Pino Paolillo del Programma di Conservazione Ecoregionale del WWF.
Durante tutti gli interventi è stata sottolineata l’importanza di un provvedimento di legge, la cui approvazione si auspica rapida ed efficace, che colma un vuoto notevole in una regione caratterizzata da numerosissimi esempi di patriarchi arborei ultracentenari che rischiano di essere abbattuti, danneggiati e sradicati per essere venduti: per non parlare dei numerosi endemismi di specie, magari meno vistose, ma non meno importanti come testimoni viventi di ere passate e situazioni climatiche diverse da quella attuale.
E’ il caso, più volte richiamato, del commercio di ulivi secolari che vengono estirpati e inviati su grossi Tir anche in località del nord o di specie rare minacciate dalla scomparsa di habitat particolari.
Il progetto di legge prevede l’istituzione di Consulte provinciali composte dai rappresentanti del mondo politico, scientifico e protezionistico e la stesura di registri degli alberi e delle specie di pregio da sottoporre a norme di tutela sul rispetto delle quali sarà chiamato a vigilare il personale del Corpo Forestale dello Stato.
Da più parti è stata ribadita la necessità di coinvolgere anche i cittadini e le scuole, al fine di far comprendere l’importanza e il valore non solo estetico, ma anche storico e civile della tutela e della valorizzazione sia dei vecchi “patriarchi” arborei, autentici monumenti della natura, che delle umili e spesso sconosciute piante erbacee della straordinaria flora calabrese.