La mia terra ha un bellissimo mare e il sole, quando è l'ora della nanna, vi ci si tuffa infiammandolo di rosso. Un incantevole spettacolo. Ad ogni tramonto corrisponde un nuovo giorno. Un nuovo giorno carico di energia.
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martedì 13 ottobre 2009
lunedì 28 settembre 2009
MONTALTO UFFUGO
Una scoperta davvero deliziosa. Grazie ad una amica originaria di questo paese ho potuto vedere un esempio ricco di tradizione e cultura, architettura e musica. Purtroppo come tutti i centri piccoli della Calabria, anche Montalto necessita del recupero del suo centro storico ed una attenzione maggiore negli interventi di restauro. E' comunque godibile visitare questo paesino arrocato su un monte.

Le origini di Montalto Uffugo sono incerte. Anticamente era chiamata "Aufugum", probabilmente per una simultaneità di azioni che la configurazione orografica del territorio sembrava garantire: vedere, osservare, organizzarsi per difesa e, se necessario, fuggire.
Tracce dell’esistenza dell’antica Aufugum in epoca romana si trovano nelle "Storie" di Tito Livio. Fu proprio in quell’epoca che Aufugum fu "colonizzata" ed elevata al "rango di Municipio". La successiva caduta dell’Impero Romano e le invasioni dei Visigoti di Alarico nel 410 d.c. segnarono il suo declino.
Nel IX secolo le persistenti e crudeli scorrerie dei Saraceni in Calabria, favorite della dominazione bizantina, portarono alla totale distruzione di Aufugum.
Contrariamente a quanto si crede, fu ricostruita nello stesso luogo e, questa volta, fu chiamata "Mons Altis". La posizione strategica di Montalto - che aveva indotto i Romani a stanziarvi un "presidio" militare - fu apprezzata anche dai Normanni, che vi costruirono un castello con varie torri di guardi e vie di accesso. La politica di contenimento dello strapotere dei baroni e delle gerarchie ecclesiastiche attuata dai Normanni, portò a Montalto Ebrei e Valdesi.
Ora qualche cenno storico per capirne un pò di più:
Tracce dell’esistenza dell’antica Aufugum in epoca romana si trovano nelle "Storie" di Tito Livio. Fu proprio in quell’epoca che Aufugum fu "colonizzata" ed elevata al "rango di Municipio". La successiva caduta dell’Impero Romano e le invasioni dei Visigoti di Alarico nel 410 d.c. segnarono il suo declino.
Contrariamente a quanto si crede, fu ricostruita nello stesso luogo e, questa volta, fu chiamata "Mons Altis". La posizione strategica di Montalto - che aveva indotto i Romani a stanziarvi un "presidio" militare - fu apprezzata anche dai Normanni, che vi costruirono un castello con varie torri di guardi e vie di accesso. La politica di contenimento dello strapotere dei baroni e delle gerarchie ecclesiastiche attuata dai Normanni, portò a Montalto Ebrei e Valdesi.
Nello stesso periodo la comunità cristiana costruì il Duomo dell’Assunta. Al di là della leggenda, la scelta del "Monte Serrone" - su cui fu deciso di costruire il Duomo - l’imponenza della costruzione ed il suo orientamento planimetrico costituivano una forte opposizione, sia pure soltanto visiva, al potere e alla politica dei Normanni. Nel XV secolo Montalto penne sede di "Contado" e, nel XVI, sede di "Ducato". Alla sua guida si avvicendarono perse famiglie nobiliari: i Ruffo, i D’Allegro, i Ferrante di Cordova, i D’Aragona, o Borgia Alvares di Toledo. In particolare con gli Aragonesi Montalto penne un importante centro religioso e quasi tutti gli Ordini Monastici vi costruirono una loro imponente dimora, in particolare i Carmelitani, che con il filosofo-astronomo Paolo Antonio Foscarini, fondarono l’Accademia Montaltina degli Inculti.Nel 1561, per effetto della Controriforma e delle mutate condizioni politiche, si consumò a Montalto l’eccidio di ottantasei Valdesi, mentre, il resto della comunità fu costretta all’abiura. Dopo l’unità d’Italia al nome di "Montalto" fu aggiunto "Uffugo", di antica memoria. Il Centro Storico di Montalto è ricco di antichi edifici di stile spagnoleggiante, con portali risalenti a periodi storici persi.

Il centro è percorribile a piedi e si sviluppa tutto intorno al monte, attraverso scalinate, cunicoli, corti. E' davvero divertente girarlo tutto ed il paesaggio tutto intorno è di quelli mozzafiato. Girando intorno al monte si può avere la visuale dell'intorno a 360 gradi.
continua.....
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lunedì 22 giugno 2009
Vibo Valentia
Presto pubblicherò qualche immagine dei particolari finiti. Per ora c'è ancora tanto caos (scatole accatastate ed oggetti poggiati alla rinfusa).
Una delle scoperte che ho fatto e che mi ha lasciato grdevolmente sorpresa è che la città di Vibo Valentia nasconde veri e propri tesori.
Una mattina mentre aspettavo mia madre che sbrigava una commissione mi sono inoltrata a piedi verso la zona più alta della città, nonchè il vero centro storico.
Voglio condividere con voi le immagini che ho catturato:
lunedì 3 novembre 2008
Mostra Fotografica a Reggio
Reggio Calabria. Dal 9 al 22 novembre il festival del fotogiornalismoNovembre 3, 2008Si svolgerà in riva allo Stretto dal 9 al 22 novembre la prima edizione del “Reggio Photo Fest”, il festival del fotogiornalismo italiano e internazionale, organizzato dall’associazione culturale “Ateraster” e dall’assessorato comunale ai Beni Culturali e Grandi Eventi retto da Antonella Freno con la direzione artistica dei fotoreporter Francesco Cufari ed Adriana Sapone. Il Festival sarà un’importante occasione per conoscere importanti autori della fotografia internazionale, che giungeranno a Reggio Calabria per esporre le loro opere. Si parlerà di fotogiornalismo nella sua essenza, valicando il confine della dicotomia delle parole legate alle immagini; si parlerà di fotografia e del suo impatto comunicativo. Quattrocento gli scatti provenienti da tutto il mondo e ‘catturati’ da esponenti di spicco del fotogiornalismo.

- “Con il cuore negli occhi ” di Luciano del Castillo giornalista dell’agenzia ANSA, presenta una raccolta di ritratti e storie di varia umanità incontrata ai margini del suo lavoro;
- “Due popoli vinti” di Pier Paolo Cito, finalista al premio Pulitzer 2007 e vincitore del Picture of the Year International 2008, nonché fotoreporter dell’Associated Press, prestigiosa agenzia di stampa internazionale. Cito, presenta una selezione di fotografie scattate durante il conflitto israelo-palestinese;
- “Come in uno specchio” di Fabrizio Villa, ventisei ritratti realizzati in Eritrea in collaborazione con l’Unicef;
- “Sri Lanka: le barche degli sms” di Davide Bolzoni è il racconto di una delle tante opere realizzate attraverso le donazioni effettuate dagli italiani tramite gli sms dopo il terrible tsunami che distrusse le vite e il futuro dello Sri Lanka.
- “Nel nome delle donne”, raccoglie invece i lavori di venticinque giornaliste “di scatto”, italiane ed estere. Il loro lavoro, intimistico e determinato, testimonia la notizia “catturata” dall’occhio sensibile di una donna.
- “Itinera#1”, la mostra promossa dalla FPA, i fotoreporter professionisti associati. Ottantuno fotogiornalisti racconteranno al visitatore i fatti avvenuti nella capitale nel corso del 2007.
- “Per amore di cronaca”, dei fotoreporter Franco Cufari e Adriana Sapone, corrispondenti rispettivamente di Ansa e Associated Press e fotoreporter dei quotidiani locali “Calabria Ora” e “Il Quotidiano della Calabria”, nonché direttori artistici della manifestazione. La loro mostra è un percorso all’interno della vita quotidiana urbana di Reggio Calabria. I contrasti, le mille sfaccettature di una città in continua evoluzione; veri e propri palinsesti del tempo, vengono raccontati con estrema sensibilità, nella compostezza della notizia e del rispetto umano.
Nell’ambito del “Reggio Photo Fest” che sarà ospitato nell’elegante cornice rappresentata dal foyer del teatro “Francesco Cilea”, sarà allestita anche la mostra “Reggio in pixel”, il contest fotografico dedicato alla città e alle sue bellezze. Un’occasione, che il comune di Reggio Calabria, insieme ai due direttori artistici, ha offerto ai tanti appassionati di fotografia. Novanta le opere in esposizione. I vincitori, selezionati da una giuria di professionisti, saranno premiati da un noto fotografo di livello nazionale. L’evento non si ferma solo alle mostre fotografiche. Uliano Lucas, uno dei padri del fotogiornalismo italiano, terrà un incontro per presentare il suo ultimo libro fotografico “ ’68 un anno di confine”. Il maestro racconterà, dopo quarant’anni e oggi di scottante attualità, la protesta giovanile. Sarà affrontato il “movimento” in Italia con le sue “ribellioni” di piazza, le istanze di rinnovamento, i protagonisti della politica e della società. Attraverso le sue foto e quelle di altri fotografi (Mulas, Cerati, Colombo, D’Amico), Lucas “scrive” il diario di quei giorni del ’68 vissuti in prima linea dietro la sua Leica. Nel programma del Festival, che sarà inaugurato, domenica 9 novembre alle 12, alla presenza delle autorità cittadine e dei fotoreporter presenti all’evento, è stata organizzata anche una conversazione sul fotogiornalismo. All’incontro saranno presenti esponenti del panorama editoriale italiano.
LE MOSTRE
- “Terra”, di Sebastiao Salgado. Uno dei più importanti fotografi umanisti contemporanei, è presente al festival con le fotografie scattate tra i poveri di San Paulo del Brasile. La mostra è allestita in collaborazione con l’Istituto Statale di Istruzione Secondaria “Domenico Sartor” di Castelfranco Veneto (TV);
- “Terra”, di Sebastiao Salgado. Uno dei più importanti fotografi umanisti contemporanei, è presente al festival con le fotografie scattate tra i poveri di San Paulo del Brasile. La mostra è allestita in collaborazione con l’Istituto Statale di Istruzione Secondaria “Domenico Sartor” di Castelfranco Veneto (TV);- “I fotografi dell’Associated Press”, la più importante agenzia di stampa internazionale, americana, è presente all’evento con le immagini di : Domenico Stinellis, fotografo e photo editor della sede romana dell’agenzia, Andrew Medichini, Gregorio Borgia, Pier Paolo Cito, Alessandra Tarantino, Corrado Giambalvo, Antonio Calanni, Luca Bruno e Beatrice Larco. Un percorso che condurrà il visitatore nella storia contemporanea attraverso le fotografie scattate durante le guerre nei paesi Medio Orientali, per passare alle Olimpiadi di Pechino, al Vaticano con l’indimenticabile Papa Giovanni Paolo II e il suo successore Papa Benedetto XVI; dai personaggi dellla politica italiana, alle stars del cinema e dello sport. Da 150 anni l’AP è testimone del mondo e dell’Italia.

- “Due popoli vinti” di Pier Paolo Cito, finalista al premio Pulitzer 2007 e vincitore del Picture of the Year International 2008, nonché fotoreporter dell’Associated Press, prestigiosa agenzia di stampa internazionale. Cito, presenta una selezione di fotografie scattate durante il conflitto israelo-palestinese;- “Come in uno specchio” di Fabrizio Villa, ventisei ritratti realizzati in Eritrea in collaborazione con l’Unicef;

- “Sri Lanka: le barche degli sms” di Davide Bolzoni è il racconto di una delle tante opere realizzate attraverso le donazioni effettuate dagli italiani tramite gli sms dopo il terrible tsunami che distrusse le vite e il futuro dello Sri Lanka.
- “Nel nome delle donne”, raccoglie invece i lavori di venticinque giornaliste “di scatto”, italiane ed estere. Il loro lavoro, intimistico e determinato, testimonia la notizia “catturata” dall’occhio sensibile di una donna.
- “Itinera#1”, la mostra promossa dalla FPA, i fotoreporter professionisti associati. Ottantuno fotogiornalisti racconteranno al visitatore i fatti avvenuti nella capitale nel corso del 2007.
- “Per amore di cronaca”, dei fotoreporter Franco Cufari e Adriana Sapone, corrispondenti rispettivamente di Ansa e Associated Press e fotoreporter dei quotidiani locali “Calabria Ora” e “Il Quotidiano della Calabria”, nonché direttori artistici della manifestazione. La loro mostra è un percorso all’interno della vita quotidiana urbana di Reggio Calabria. I contrasti, le mille sfaccettature di una città in continua evoluzione; veri e propri palinsesti del tempo, vengono raccontati con estrema sensibilità, nella compostezza della notizia e del rispetto umano.
Nell’ambito del “Reggio Photo Fest” che sarà ospitato nell’elegante cornice rappresentata dal foyer del teatro “Francesco Cilea”, sarà allestita anche la mostra “Reggio in pixel”, il contest fotografico dedicato alla città e alle sue bellezze. Un’occasione, che il comune di Reggio Calabria, insieme ai due direttori artistici, ha offerto ai tanti appassionati di fotografia. Novanta le opere in esposizione. I vincitori, selezionati da una giuria di professionisti, saranno premiati da un noto fotografo di livello nazionale. L’evento non si ferma solo alle mostre fotografiche. Uliano Lucas, uno dei padri del fotogiornalismo italiano, terrà un incontro per presentare il suo ultimo libro fotografico “ ’68 un anno di confine”. Il maestro racconterà, dopo quarant’anni e oggi di scottante attualità, la protesta giovanile. Sarà affrontato il “movimento” in Italia con le sue “ribellioni” di piazza, le istanze di rinnovamento, i protagonisti della politica e della società. Attraverso le sue foto e quelle di altri fotografi (Mulas, Cerati, Colombo, D’Amico), Lucas “scrive” il diario di quei giorni del ’68 vissuti in prima linea dietro la sua Leica. Nel programma del Festival, che sarà inaugurato, domenica 9 novembre alle 12, alla presenza delle autorità cittadine e dei fotoreporter presenti all’evento, è stata organizzata anche una conversazione sul fotogiornalismo. All’incontro saranno presenti esponenti del panorama editoriale italiano.
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