venerdì 21 dicembre 2007

Un passo avanti

Buone notizie sul fronte degli investimenti!
Sembra che il 7 dicembre la Regione abbia istituito, con legge regionale n. 26 del 7 dicembre 2007, l' Autorità regionale per i procedimenti e la vigilanza nella materia dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, denominata Stazione Unica Appaltante (SUA).
Cosa vuol dire?
Dovrebbe essere un Istituto che segue passo passo i lavori pubblici suddetti in tutte le operazioni necessarie al compimento dei progetti e cioè: dall'ottenimento dei finanziamenti alla redazione dei capitolati, dai bandi d'appalto alla scelta dell'impresa, dal monitoraggio dell'avanzamento dei lavori fino alla sospensione dei pagamenti in corso qualora risultassero delle anomalie.
Io dico...ERA ORA!!!
immagino che prima di poter applicare questa legge passerà un pò di tempo poichè ormai è risaputo senza i decreti non si combina nulla, e speriamo che non cada nel dimenticatoio e soprattutto che nei decreti mantengano le premesse senza fare modifiche ambigue come spesso capita, per convenienza..
 Se volete saperne di più qui trovate tutte le info:


http://www.edilportale.com/edilnews/NpopUp.asp?idDoc=10992&iDCat=11




mercoledì 19 dicembre 2007

a proposito di prelibatezze


“La Calabria gastronomica fa un grande balzo in avanti nella nuova “Guida ai ristoranti de Il Sole-24 ore”. Ben 18 sono gli indirizzi segnalati quest’anno nel volume curato dal critico “astronauta” Davide Paolini, rispetto ai soli cinque presenti nell’edizione 2007”.

La Guida del Sole-24 ore non assegna voti e non stabilisce graduatorie ma si propone al lettore con la sua classica formula di vademecum dell’eccellenza, selezionando i migliori esercizi per ogni tipologia.
Si va - aggiunge il comunicato - dai ristoranti “intoccabili” (in Calabria, quest’anno, La Locanda di Alia di Castrovillari e L’Approdo di Vibo Marina) agli intramontabili della sezione “Vai sul sicuro” (Barbieri di Altomonte, Pantagruel di Rende, Fico d’India di Crucoli, Novecento di Lamezia e Locanda Daffinà di Vibo Valentia).
Le qualità insospettate sono segnalate, invece, col simbolo “Carramba che sorpresa” (Dattilo di Strongoli, La Rosa nel bicchiere di Soveria Mannelli e De Gustibus di Palmi). Gli “Extralarge” sono i locali ampi che riescono però ad offrire ottima cucina e grande servizio (L’Aquila & Edelweiss di Camigliatello) mentre il simbolo “A me mi piace” viene assegnato a quegli esercizi che oltre a valere complessivamente fanno particolarmente sentire a proprio agio (Taverna Kerkira di Bagnara, Tavernetta di Camigliatello, Sciamano di Soverato, Aragosta di Marina di Nocera Terinese e Hosteria Vecchia Cucina di Cosenza)”. “Nel capitolo calabrese della guida - conclude la nota - non manca la sezione dedicata ai wine bar (Le Rose al bicchiere di Reggio).

Notizia segnalata da effeci.

lunedì 17 dicembre 2007

convivialità


cari amici e amiche
ieri sera ho avuto la soddisfazione di far conoscere un pò della nostra cultura culinaria anche in giappone ed in francia!!! eh eh ...basta poco per l'impresa
ottimi ingredienti ma soprattutto ottimi commensali!
due simpaticissime giapponesi Emi e Misaki e la parigina Helene, insieme ad Alessia ed Andrea toscani di mamma greca, mi hanno allietata della loro presenza per una cena tutta calabrese!
Il mio menu è stato:
- antipasto di verdure miste: patate cipolle e melanzane
- torta di pane farcita al cavolo nero (piatto fusion)
- linguine al pesce spada con filetti di pomodoro aglio prezzemolo e peperoncino rosso
- involtini di pesce spada con origano aglio prezzemolo pan grattato e capperi
- involtini di vitella con mollica di pane origano burro (lo strutto nn l'ho trovato) pecorino e lardo
- zucca al peperoncino rosso 
e per finire una variante della cuccia (dolce siciliano ma che esiste anche in calabria)
con grano ricotta scorzette d'arancia cioccolato e cannella
il tutto annaffiato da buon vino e tante risate! un atmosfera natalizia di tutto rispetto visto che fuori imperversava il freddo e il vento.
sono davvero contenta che siano rimasti soddisfatti, chissà che non gli venga voglia di passare le prossime ferie dalle nostre parti!

venerdì 14 dicembre 2007

I castelli in Calabria


Inaugurazione 15 dicembre 2007 ore 17:00
Complesso Monumentale "San Giovanni"
P.zza Garibaldi Catanzaro


ottima occasione per riscoprire le meraviglie della nostra architettura finalmente valorizzate con un interessante programmino natalizio. Ve lo consiglio e spero di poter esserci anch'io!

aspettando Natale


carissimi amici 
stamane mi sono resa conto che ormai manca poco più di una settimana dal giorno di Natale e con mio stupore ho tirato un profondo sospiro di sollievo!
Le varie e travagliate vicende finora succedutesi non sono state per niente sollievo dell'anima piuttosto l'hanno incupita, tritata e riempita di rabbia e l'unica luce che si vede all'orizzonte è la pace e l'intimità che una festa come il Natale è ancora capace di portare.
In attesa di scoprire quali buone nuove ci porterà questo giorno vi segnalo le ultime novità giuntemi dagli amici e più precisamente da Effeci:

"Su iniziativa dell’assessore all’Ambiente Diego Tommasi, la Giunta Regionale nella seduta di ieri ha adottato le proposte di legge, da inviare al Consiglio per le definitive approvazioni, riguardanti misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso e il risparmio energetico e l’istituzione del “Parco marino regionale fondali di Capo Vaticano, Capo Cozzo, Santa Irene, Vibo Marina e Pizzo Calabro”.

Che il nostro habitat possa giovare da interventi come questo! finchè si protegge il nostro territorio esso ci ripagherà con la sua bellezza (e non è poco!)
Poi volevo segnalare un bellissimo articolo scritto da Attilio su CALABRIA ORA alla pag. 36 sulla Malasanità come piace tanto ai politici chiamarla, articolo scritto col cuore e colmo di lucidità e verità:

http://www.calabriaora.it/primapagina/01CZ.pdf
per il momento vi auguro buona giornata, sicura di tornare presto con novità più inerenti alla festività che ci aspetta.

martedì 11 dicembre 2007

nostalgia



Cari amici
stamattina mi sono svegliata inquieta, continuo a pensare alla vicenda dell'ospedale Jazzolino di Vibo, forse perchè essendo il mio paese mi sento maggiormente coinvolta ma la cosa più strana è che mai come in questi giorni sento il desiderio di tornare a casa.
Sono pazza secondo voi? E' in questi momenti che la rabbia che ho dentro mi porta a volerla sfogare in qualcosa di costruttivo, e da qui non posso fare proprio niente, nessuno capisce il mio sconforto. Anche se l'Italia è unica e legata da un sentimento comune, i kilometri di distanza sono sufficienti a raffreddare gli animi, d'altronde i problemi ce l'hanno tutti ed ognuno cerca di risolvere quelli più vicini e che lo riguardano personalmente.
Nessuno qui capisce la mia tristezza.
Stanotte ho fatto un sogno...ero a Vibo Marina, in mezzo alle macerie di una vecchia fabbrica abbandonata e con me c'erano tutti i miei amici, si puliva, si ordinava, si imbiancava, eravamo felici perchè stavamo facendo qualcosa solo per noi...
il sogno è sicuramente influenzato dal fatto che ieri parlando in chat con un mio amico di Vibo che vive a Vibo e che vuole creare una associazione culturale nella città, mi sono sentita subito vogliosa di parteciparvi, e questo mi fa pensare al fatto che ho scelto una strada che invece mi allontana dalla mia terra. Eppure qui non mi manca niente...
Nella mia vita ho sempre viaggiato e ho sviluppato uno spirito di adattamento molto forte, anzi, il confronto con altre culture mi ha sicuramente arricchita da un lato, ma dall'altro qualche volta mi sono sentita deprivata della mia essenza originaria..
forse è stupido pensarla in questo modo, non siamo altro che esseri di passaggio e quest'attaccamento a certe cose materiali potrebbe sembrare superfluo, nonostante ciò quando qualche attento interlocutore riesce ad indovinare la mia provenienza geografica nel mio cuore esplode l'orgoglio e la felicità di sentire un senso di appartenenza molto forte.
Se la mia vita sarà destinata a proseguire qui o altrove porterò con me, ormai lo so, la certezza di voler essere per sempre calabrese.

lunedì 10 dicembre 2007

Ospedale Jazzolino di Vibo Valentia


da un articolo de LA STAMPA.IT

FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA
Potrebbe essere una storia di ordinaria malasanità, quella di Vibo Valentia, dove è morta una ragazza di sedici anni, Eva Ruscio, per la degenerazione di una tonsillite. In gennaio nel medesimo ospedale era morta un’altra sedicenne, Federica Monteleone, mentre l’operavano per un’appendicite. Epperò quella di Vibo non è affatto una storia banale. Non si spiegherebbe altrimenti perché il governatore della Calabria, Agazio Loiero, all’atto di firmare una convenzione con il ministero della Sanità, per la costruzione del nuovo ospedale, abbia chiesto pressantemente che entri in campo la Protezione civile. «La cabina di regia dev’essere a Roma», ha spiegato. E qualche sera fa - ospite di «Controcorrente» su Sky Tg24 - ha precisato: «L’ospedale lo deve costruire lo Stato. Non è un atto di resa, ma di consapevolezza».

Già, la consapevolezza. Il fatto è che sono tutto consapevoli, ai vertici della Giunta regionale come della Sanità, oppure al ministero dell’Interno, e anche alla commissione parlamentare Antimafia, che il bubbone di Vibo Valentia ha un nome preciso: ‘ndrangheta. Nelle stanze che contano, infatti, circola un rapporto riservato della Guardia di finanza dalle conclusioni agghiaccianti. Altro che infiltrazioni mafiose, la verità è che in quell’ospedale i clan controllano tutto.

Sempre le stesse ditte
Premessa indispensabile per capire il nodo del problema: la sanità, in Calabria, assorbe l’80 per cento della spesa pubblica. Ovvio che le ‘ndrine locali - che a Vibo si chiamano Mancuso, Lo Bianco e Fiarè - si siano buttate sull’affare. Ed ecco che cosa ha scoperto la Finanza: l’Asl negli anni scorsi aveva eluso tutte le leggi che obbligano a effettuare gare pubbliche. O per via di una serie di proroghe, o frazionando gli appalti per riportarli sotto la soglia comunitaria, o ancora presentandoli come lavori in economia anche quando non lo erano. Gli appalti sono stati affidati a trattativa privata. E a chi? A una ristretta serie di piccole ditte locali, sempre le stesse, che si spartivano ogni euro stanziato dall’Asl.

Sulla limpidezza di queste ditte ci sono molti sospetti. E anche quando entra in gioco una ditta del Nord, come la società milanese che cura i pasti, guarda caso si scopre che utilizza mafiosi locali per dipendenti. La Finanza definisce «evidente» l’influenza della cosca Fiaré, non foss’altro perché otto dipendenti sono nipoti del boss Rosario Fiaré e qualcun altro è comunque un affiliato.

Quando poi l’Asl deve scegliere una ditta per la climatizzazione degli ambienti, guarda caso, si finisce a una piccola azienda nella quale il direttore tecnico è genero del boss Carmelo Lo Bianco. Se invece c’è da installare uno scambiatore per la produzione di acqua calda, ecco prevalere una srl amministrata dai signori Domenico e Carmelo Lo Bianco. E così via.

Nulla sfugge
Il controllo della criminalità organizzata è ferreo. Nulla sfugge. Nemmeno il bar interno. Nemmeno le assunzioni. Oddio, ciò non vuol dire che tutti i duemila dipendenti dell’Asl provinciale di Vibo Valentia siano mafiosi. Ma qualcuno sì. Gli investigatori della Finanza hanno verificato che in organico c’è il figlio del boss Lo Piccolo, qualifica di operatore tecnico, arrestato da ultimo nel settembre 2006 per una lunga sfilza di reati. Oppure il tecnico di laboratorio che gestiva una discoteca di Tropea per conto del clan Mancuso. O ancora, l’infermiere che arrestarono nell’estate 2005 in quanto esattore della cosca Fiarè. Scandagliando tra i nomi, sono un centinaio quelli che in una maniera o nell’altra sono legati alle ‘ndrine.

Dirigenti sotto processo

Capitolo a parte, poi, meritano i dirigenti che hanno spadroneggiato fino al 2004. Tutti finiti sotto processo per reati contro la pubblica amministrazione o di stampo mafioso. E poi ci si meraviglia che il nosocomio di Vibo Valentia non funzioni. Ma forse, al contrario, ci si dovrebbe stupire perché l’ospedale continua a funzionare. E a ingoiare montagne di soldi pubblici. Nonostante da Roma, qualche mese fa, avessero addirittura proposto di montare un ospedale da campo. Sarebbe costato meno e l’efficacia sarebbe stata più garantita.


Il rischio di questa vicenda è evidente e chiara a tutti, la costruzione di un nuovo ospedale che porterà il nome di Federica  e che assurgerà a simbolo della voglia di correttezza, giustizia  e professionalità da parte di tutti noi, celerà sotto questi edificanti intenti ancora una volta un gruppo di pericolosi avvoltoi che fanno delle tragedie il miglior espediente per arricchirsi. E' questa la cosa che più mi fa venire il voltastomaco...
perchè spendere fiumi di soldi per costruire un ospedale che farà la stessa fine del precedente? perchè non ristrutturare l'esistente (che faranno lo abbandoneranno per divenire ricettacolo di topi o quasi sicuramente il nuovo alloggio delle comunità rom della provincia?) ristabilire le competenze e le responsabilità delle professioni operanti al suo interno? a quanto pare i macchinari moderni non mancano...ciò che manca è personale che sappia farli funzionare...
forse i politici non muovono il culo (scusate la volgarità) perchè sanno di fare torto a qualche loro amico mafioso? perchè hanno il dovere di proteggere fino in fondo chi gli ha permesso di occupare quella poltrona?
più chiaro di così non lo vedo...e non sono l'unica
gli unici ad avere i paraocchi sono loro...chi sta a capo dei Ministeri, chi dovrebbe applicare le regole condivise della nostra società